Chambers – La guerra dei trent'anni

Chambers - La guerra dei trent'anniTo Lose La Track/CORPOC/Blinde Proteus/Shove (LP) – To Lose La Track, Fallo, Flying Kids (CD), 8 t.

Colpi scapoli come metafora della riflessione, la pausa meditativa, recupeare le forze per richiamare e allineare le idee. La guerra dei trent’anni come esplosione (in)attesa di ordigni emotivi, quadrature ritmiche, gorghi inaccessibili, ermetici significati. Due lati dei Chambers che, pur conosciuti, ci sono ora sbattuti in faccia senza troppe spiegazioni, puntando dritti alla giugulare.

La paletta cromatica che i Chambers si sono trovati a imbastire, frutto anche di quel momento riflessivo sopracitato, è francamente impressionante. Non tanto per stravolgimenti di registro o assurde e ibride implementazioni al suono, quanto per la profondità che acquisisce la matrice post-hardcore tipica del gruppo. Loro i riferimeti li conoscono, li usano e li fanni propri, generando muri di suono geometrici e spigolosi, abrasivi nel loro mettere a nudo i punti dolenti dell’ascoltatore, per poi colpirli.

L’assalto è duplice: da un lato è la schiacciasassi strumentale, che si arricchisce di due illustri e eterii maestri di alchimie noise (Claudio Rocchetti e Mai Mai Mai) ad aprire la strada, seguita in simbiosi dalla voce, una litania chamberiana (che ormai potremmo definire classica) carica di simboli, oscurità semantiche, anfratti insondabili. Ed è proprio qui, nel contenuto, nel quasi insopportabile carico emotivo, che la guerra si scatena definitivamente. Un conflitto fatto di ambizioni infrante e ridimensionate, sogni irraggiungibili, fallimenti, perdite che affondano il coltello nella piaga esposta. Ma anche speranze, squarci luminosi, incontri, memorie.

Un caleiodoscopio di rimandi e sensazioni questo La guerra dei trent’anni. I Chambers ancora una volta ci fanno sentire scomodi nel nostro adagiarci nella quotidianità e nella routine, anche, perchè no, dei nostri ascolti. Forse è questo lo scoglio (unico) del disco: una certa pungente impenetrabilità, urgenza forse intransigente nell’antagonizzare tutto e tutti, può far distogliere lo sguardo ai meno attenti. Peccato ma anche vero è che un conflitto contempla le necessarie perdite per definirsi tale.

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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