Mapuche – Autopsia

Mapuche - Autopsia Viceversa, 10 t.

Uno spirito laborioso, determinato e costruttivo, non lontano dalle intenzioni della tribù cilena che fu. Mapuche, al secolo Enrico Lanza, già da L’uomo nudo (2011) lasciava intuire non poco le proprie intuizioni, proponendosi come una mosca bianca a metà tra Rino Gaetano, Claudio Lolli e l’Ultima Spiaggia. Secondo tale basi è evidente come in Autopsia, suo secondo album, il percorso continui molto adeguatamente, lontano da clonazioni varie e incentrato su una maturità espressa tramite un arrabbiato e disturbato folk (Soltanto il peggio) ed un intimo e giocoso country (Mr. Sophistication), ma anche affascinanti contrasti british-irish (Il chiodo) e situazioni dal fare grottesco e beffardo (La responsabilità civile dello chef, Bassifondi) od esperimenti proto-new wave (Scegli me) e di matrice rock (Son finito nel tuo armadio), fino a parentesi struggenti ed in crescendo (la title track, Primo discorso), da ballate sottese da incessanti archi ad ombre elettroniche che paiono celare l’arrivo di un Alessandro Fiori del quale vi è sia mano che voce, nella successiva ripresa. Passi continui che rendono la proposta di Mapuche ancor più valida. Un’autopsia più che riuscita.

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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