The Winstons – s/t

The WinstonsAMS, 10 t.

Un viaggio nel tempo? Uno sdoppiamento di personalità? Entrambe le opzioni, specie se inerenti alla caratura che da sempre è parte integrante di tre musicisti come Enrico Gabrielli (Calibro 35, Mariposa), Roberto Dell’Era (Afterhours) e Lino Gitto? La risposta è tutta negli sguardi impressionisti che si innalzano su un disco simile, una nuova avventura il cui monicker è The Winstons: per personalità del genere c’è la necessità di mettersi in gioco permettendo a progressioni, dilatazioni, frenesia ed allucinazioni sessantottine di avere voce in capitolo, completando la successione partita da quell’elemento da sempre loro marchio di fabbrica, il beat. Di conseguenza, se l’ossatura di base si fa sentire in primis nella tirata e delicata Play with the Rebels, è con tutto il resto che il gioco si fa sul serio senza alcun intento scimmiottante e rovesciato su se stesso: vi è una ballata pianistica soffusa, tale Tarmac, che pare omaggiare il Robert Wyatt dell’era Rock Bottom, vi è un concentrato di prog-funk e scuola canterburyiana come Nicotine Freak che a sua volta lascia che a succedersi sia la dilatata esplosione di moog, sintetizzatori e fiati, a metà tra kraut e certi Floyd degli albori, di … On a Dark Cloud, vi è la fusion che detta regola in A Reason for Goodbye, lasciando però che in chiusura a straripare sia un’ondata di influenze tra King Crimson e Yes, vi è una componente rock che porta con sé la melodia killer di She’s My Face e l’excursus di Viaggio nel suono a tre dimensioni, ma in particolar modo la psichedelia che fa sua, tra ferventi ed incalzanti sezioni ritmiche, Dancing in the Park with a Gun, quasi a voler toccare il fondo del suolo Gongiano, ed in tutto questo il nucleo riunisce anche un ulteriore tassello da tempo caro al prog nella sua interezza, rappresentato dalla presenza come autore secondario del nipponico Kawamura Gun, la cui impronta è evidente nel sentimento jazzato che plasma Diprotodon e nel sapore fantascientifico ed interstellare di Number Number, echeggiante a McDonald & Giles. Sensazioni non casuali che fugano ogni dubbio in merito alla necessità di suonare o meno una simile musica oggigiorno, perché chi, come i Winstons, lo fa con cognizione di causa, non fa che confermare come possa risultare davvero priva di legami spaziotemporali. Anzi, ancora pregna di attualità. Un lavoro che attira, stordisce ed ammalia.

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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