Ministri – Maschinenhaus Brauerei e White Trash, Berlino 12-13/03/10

Dopo un mese abbondante dalla trasferta berlinese, eccomi a scrivere come è realmente andata. Mi è capitato di leggere una recensione che parlava di questi concerti dei Ministri in terra germanica, scritta con lo stesso trasporto che potrei avere prima della ceretta. Quindi è cosa buona e giusta che io dica la mia, visto che c’ero dentro con entrambi i piedi. Piccola premessa: questa è la versione di una fan. Parlerò poco di musica e tanto di tutto quello che noi fan abbiamo vissuto. Sarò prolissa, forse.

Ma iniziamo dal principio.

La notizia del progetto “Ministri su a Berlino” è giunta alle mie orecchie a metà novembre circa, dopo un concerto del gruppo in questione. Mi è sembrata da subito un’idea superlativa. (E preciso: idea nata da un gruppo di fan, forse dopo un paio di birrette di troppo.) Ma era ancora solamente una lampadina in testa, quindi acqua in bocca e incrociamo le dita. Dopo un mesetto mi giunge via sms l’ok, che si va a Berlino, che per la prima volta non è un gruppo a spostare i fan ma sono i fan a spostare il gruppo. In breve tempo, ci si organizza: prenotiamo il volo, scegliamo l’ostello, si progetta il sito (questo: www.ministrisuaberlino.it)

Per far sapere a tutti di questo progetto, tempestiamo di mail le riviste più conosciute della penisola (alcune ci rigettano, altre apprezzano, altre ci danno dei bugiardoni) tappezziamo le nostre città con adesivi creati ad hoc, si creano pagine nei social network. Pian piano il progetto si materializza.

Arriva marzo, il mese della trasferta.I Ministri suonano due sere consecutive: il 12 al Maschinenhaus Brauerei e il 13 al White Trash.

Ad ogni modo, il 12 marzo, poco prima di uno sciopero dei voli – che culo, aggiungo io – riusciamo a partire, facciamo caciara in aereo per far vedere che siamo italiani, si canta, si ride, dio quanto eravamo carichi. Arriviamo, andiamo in ostello, facciamo un giretto veloce per capire dove siamo rispetto ai punti principali della città, andiamo al Maschinenhaus Brauerei. Il locale è carino, in mattoni rossi, effetto “sono a casa” assicurato. Gente al bancone già tracanna ottima birra, noi ci piazziamo sotto il palco e attendiamo. Siamo circa una 30ina di italiani, o pochi di più, qualche tedesco qua e là; il locale non è pieno ma l’atmosfera è veramente bella. I Ministri salgono sul palco e la prima cosa che penso è “oddio che facce”. In effetti, vista la loro trasferta in furgoncino, la stanchezza regna sovrana ma danno comunque il massimo. Attaccano I nostri uomini ti vedono e noi italiani siamo già caldi. I tedeschi un po’ meno, ma pazienza. Pezzo dopo pezzo, il pogo aumenta sempre di più, creando un vortice sotto il palco e un anello di vuoto intorno ad esso. I Ministri presentano qualche brano sia in italiano che in inglese; per un attimo ho pensato che Divi si cimentasse in un tedesco maccheronico prestampato da Google traduttore.

C’è spazio anche per un pezzo del nuovo album (che uscirà a settembre 2010) intitolato Mangio la terra, che mi risulta arduo descrivervi ma il cui ritornello rimane in testa – tipo Tempi bui un annetto fa. Quando attaccano con Berlino 3 volano pure palloncini. Meglio di così, penso. Poco prima di abituarci alla fine, ecco la cover di Alexanderplatz: emozionante. “Quanto hanno suonato?” mi chiedono. “Non lo so, ho perso la cognizione del tempo” rispondo io. Il banchetto, sempre presente ad ogni data, è arricchito da magliette per l’occasione (per la serie: le cose si fanno bene oppure non si fanno) – sold out in poco tempo. I miei compagni di viaggio sono veramente soddisfatti, siamo felici come bimbi, ce lo si legge in faccia. E’ come quando ti impegni tanto per far sì che le cose vadano in un certo modo e così avviene. La realizzazione, strumento di massa per la creazione di sorrisi. E noi ridiamo, eccome se ridiamo e non è (solo) la birra.

Verso l’una usciamo dal locale, ne cerchiamo altri dove proteggerci dalla pioggia e finiamo da Dr. Pong, un posticino dove si gioca a ping pong all’americana e dentro ci troviamo – ta daaan – i Ministri con amici. Il mondo è piccolo. A ora tarda, così tarda che era quasi mattino presto, torniamo distrutti in ostello e ce la dormiamo.

Sabato 13: dopo un’abbondante colazione, facciamo i turisti tutto il giorno, mangiando le ciambelle multicolor di Donuts e facendoci le foto con statue di Marx. Oh, come siamo spensierati. Arriva sera che neanche ce ne accorgiamo, quindi andiamo al White Trash per il secondo concerto. Cercando di pescare dalla memoria involontaria pezzi di testo della canzone nuova, attendiamo che i Ministri finiscano di cenare per suonarcele di santa ragione.
Ed è quello che fanno: molto più carichi del giorno prima, si scatenano alla grande. La scaletta presenta più o meno le stesse canzoni ma in ordine sparso, e una cover in più: Kick out the Jams degli MC5. Il pubblico è molto più internazionale e coinvolto (tra un crucco e l’altro vedo pure Marco Trentacoste) il locale è strapieno. L’acustica è ottima anche se sono in prima fila, anzi praticamente sul palco, il pogo è a dir poco selvaggio, la gente canta a squarciagola, una birra mi fa la doccia, volano bacchette. Il concerto sembra finito, quando i Ministri tornano sul palco e urlano “Correggio, che canzone volete?“. Dal fondo un “Uomini soliiii” rituona, e Uomini Soli sia.

Fine concerto, fumo che non si vede ‘na cippa, djset, gente che balla, tiriamo al mattino. Ah, e facciamo tappa ad Alexanderplatz per cantare l’omonima canzone, sotto la pioggia, mangiando pretzel.
E la domenica è vissuta come un lento ritorno alla normalità, tra la neve al Checkpoint Charlie e il rendersi conto che il viaggio è già finito. Che figata però.

Una persona che non ha vissuto questa esperienza (cioè che non era presente oppure che c’era ma giusto per) può pensare che in fondo questi due concerti a Berlino siano identici a concerti che i Ministri han fatto, fanno e faranno in terra italiana. Certo, le canzoni sono sempre quelle e certo, loro si approcciano al pubblico nella stessa maniera ovunque essi suonino. Ma tutto quello che c’è dietro non si capisce da un paio di ore di musica live. Lo si capisce dagli sguardi della gente sotto e sopra il palco. Lo si capisce dalla gente che si abbraccia durante le canzoni. Dai sacrifici fatti per essere lì. Dalla volontà di fare qualcosa di bello. La volontà di essere tutti tutti tutti insieme. E’ diventata una cosa più grandi di noi: unire la passione per un gruppo e le amicizie nate grazie a questo. Parlare del progetto “Ministri su Berlino” non è parlare di come hanno suonato e quanto e cosa, ma di tutto l’insieme.
E’ come quando prendi una torta: non puoi mangiare unicamente la base di pandispagna per poter dire se la torta è buona o meno. Si tratterebbe di un’opinione relativa. E a noi le cose relative non piacciono. Ministri su a Berlino è stata una bellissima esperienza, in assoluto.

Scalette:
12 Marzo @ Maschinenhaus Brauerei
I nostri uomini ti vedono
La faccia di Briatore
Bevo
La mia giornata che tace
Mangio la terra
Le mie notti sono migliori dei vostri giorni
Fari spenti
Berlino 3
Il futuro è una trappola
Tempi Bui
Diritto al tetto
Alexanderplatz
Non mi conviene puntare in alto
Abituarsi alla fine

13 Marzo @ White Trash
La mia giornata che tace
Diritto al tetto
Kick out the jams
I soldi sono finiti
Berlino 3
Mangio la terra
Il camino de Santiago
La piazza
Bevo
Non mi conviene puntare in alto
Alexanderplatz
Abituarsi alla fine
Uomini soli

Tutte le foto ufficiali di Sonia Colombo -> http://www.flickr.com/photos/ministrisuaberlino/

Il video ufficiale -> http://www.youtube.com/watch?v=zVbIKXx6Wfk

Foto di Anna Radaelli

I miei compagni di viaggio in ordine puramente confusionale: Pippo, Ferro e Sca da Correggio; Sonia da Novara; Chiara da Milano; Raffi, Babi e Elena da Bergamo; Gessica e Giuliano (e il piccolo Romolo) sempre da Bergamo; Eleonora da Roma. E tutti gli altri che ho conosciuto là: Cinzia, Ilaria, Anna, Valeria, i ragazzi di Treviso e tutti gli altri con cui ho scambiato due chiacchiere. E ovviamente i Ministri, come dimenticarli.
A tutti voi, un Auf Wiedersehen al prossimo concerto!

Michela “Mak” De Stefani per Mag-Music

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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