Ilenia Volpe – Mondo al contrario

Ilenia Volpe - Mondo al contrarioLa grande onda/La zona, 9 t.

Un viaggio nella mente di una sognatrice. Ilenia Volpe, indubbiamente, non si distacca, non può, non deve dall’essere tale, anzi, è una donna più che conscia di come certi desideri necessitino di essere lasciati andare, come dei semi il cui germoglio è tale da impiegare uno sviluppo più lungo del solito, al punto da far sì che questi possano avverarsi, conseguentemente divenire un successo fuori dalla sola sfera mnemonica. Quattro anni fa tra le righe di Radical chic un cazzo si leggeva un’artista i cui sfoghi erano più che evidenti, concentrata in primis sulla componente emotiva del proprio Io, resa al suono di un validissimo rock, ma ora l’equilibrio con la razionalità pare essere raggiunto definitivamente. Mondo al contrario, suo secondo disco in studio, sin dalla copertina riunisce tutto e il contrario di tutto, nel partorire storie tanto verosimili quanto attuali osa non poco, come già si evince da una title track che per come è sfaccettata sembra occasionalmente occhieggiare allo shoegaze ma finisce per risultare la ballata del lotto, con la sua nervosa ossatura pop ed un pianoforte che è a sua volta l’elemento portante di Chiudete gli occhi bambini, proclama di fuga la cui antitesi con la confusionaria realtà trova sfogo in una violenta chiosa. Un panorama in cui cuore e cervello, musicalmente parlando, trovano sfogo nel senso di intimità di rilassanti parentesi strumentali di ispirazione post-rock (Le stelle cadono e tu non le raccogli), in un meltin’ pot la cui incalzante marzialità cela una sintonia tra rock’n’roll e funky (l’istantanea, beffarda, burlescamente pacifista Porcelli d’Italia), in allegre contaminazioni tra venature elettroniche e canti tribali (La rivoluzione dei buoni), in un rock che è concentrato di frenesia (Terrorista), ma anche rabbia e maestosità (L’esercito delle formiche), fino al raggiungimento della propria furente e visionaria intensità, quella Maledetta bellezza dall’inaspettato climax fatto di archi e chitarre che arriva a preannunciare un’eterea ripresa situata non a caso nella conclusiva Interludio. Mondo al contrario non lascia dubbi a riguardo, rivelandosi come un disco ottimamente confezionato dall’artista romana, la sua unicità lo rende tale da non lasciarsi sfuggire. Un graditissimo superamento delle proprie capacità.

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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