Intervista agli Ashram

– Domanda di rito banalissima: chi sono gli Ashram?

– Gli Ashram sono tre amici legati da un’indissolubile passione. La Musica ha il valore delle cose che ci appartengono, quelle cose che fanno parte del tuo essere e sono inscindibili da te. Ashram è il luogo dove ci incontriamo ed è a un livello puramente emozionale.

– I vostri ascoltatori descrivono spesso la vostra musica come “spirituale”…è un caso che proprio il termine “Ashram” sia legato alla spiritualità induista?

– Non sappiamo se è solo un caso. Certamente è emblematico che scegliemmo questo nome ancor prima di renderci conto di quello che eravamo. Crediamo che il nostro stesso esprimerci in musica in senso così vicino alle sensazioni dell’anima, apra una sorta di canale che ci mette in una relazione appunto spirituale con gli ascoltatori… e questo ci emoziona.

– Siete una band partenopea e in quanto “compaesana” mi chiedevo come fosse stato muovere i primi passi nella realtà campana. Avete subito trovato una risposta positiva dal pubblico?

– Non abbiamo mai sofferto della nostra provenienza partenopea, in realtà non avevamo la benché minima idea di quello che stavamo facendo se non quello di esprimere le nostre emozioni in musica, un po’ come succede oggi! Solo con più consapevolezza rispetto ad allora. Fortunatamente abbiamo avuto un riscontro positivo sin dall’inizio con la demo “For my Sun”, con la quale ci siamo procurati il contratto di “same” con la Prikosnovenie.

– Il vostro primo cd “Ashram” lo avete pubblicato nel 1997 con l’etichetta francese Prikosnovenie, nel 2006 è uscito “Shining Silver Skies” con la portoghese Equilibrium Music”. Sorge spontanea la domanda del perché lavoriate con etichette straniere.Volontà vostra o necessità?

– Un po’ entrambe… in realtà nel 1997 ci siamo autoprodotti la demo “For my Sun”, nel 2002 il debut con Prikosnovenie la quale ci propose la collaborazione quasi subito per cui non cercammo altre etichette. Nel 2006 poi “Shining Silver Skies” con EQM in quanto li conoscemmo essendosi occupati dell’organizzazione dei nostri live in Portogallo.

– Siete conosciuti in tutto il mondo e piovono solo critiche positive sulla vostra musica, eppure non è facile trovare notizie su di voi, come mai?

– La nostra musica potrebbe essere più popolare se adeguatamente pubblicizzata, ma ovviamente non lo è. Ci sono tante interessanti realtà musicali che rimangono nell’underground e tante non altrettanto valide che invece spopolano, questione di marketing.

– In alcune recensioni di “Shining Silver Skies” la vostra musica viene definita “neo-classica”. Ho letto invece che voi preferite il termine “neo-romantica”. Potete spiegarmi meglio perché?

-In realtà non amiamo nessun tipo di etichetta, certo il termine neo-romantico è più vicino alla nostra attitudine in quanto definisce una musica che utilizza il timbro di strumenti classici e la sua organizzazione ossia gli arrangiamenti, a servizio di una forma definita, forma canzone. Crediamo sicuramente che tale forma attenda ancora una definizione univoca e chiara ma nelle sue svariate espressioni che ne valorizzano la versatilità e nella loro totalità la forma è già manifesta.

– Quali artisti, se ce ne sono, ispirano la vostra produzione?

– Non abbiamo influenze dirette degne di nota, ognuno di noi ha il suo background dal quale inconsciamente attinge e ci piacciono diversi generi. Sicuramente ci accomuna la passione per J.S.Bach.

Maria and the violin’s string è in assoluto il brano che mi ha colpito di più e a cui sono più legata. Posso chiedervi com’è nato?

Maria and violin’s string è nato attorno ad una fiaba che Edo e la moglie (all’epoca non lo era ancora) stavano scrivendo e musicando insieme. E’ un brano al quale è molto affezionato perché legato alla sua vita personale e a sua moglie Maria. Il brano ha seguito l’evolversi della loro storia e la segue ancora visto che Maria negli spettacoli live spesso danza, essendo danzatrice.

– L’otto marzo vi siete esibiti a Roma alla presentazione del nuovo libro di Isabella Santacroce. Da dove deriva questa collaborazione?

– Isabella ci contattò tramite Myspace poiché utilizzò Maria and violin’s string nel suo myspace e questo ci ha dato un feedback notevole. Da li è nata l’idea che poi si è trasformata nella bella collaborazione per la presentazione a Roma del suo nuovo libro “Lulù Delacroix”. Ci sono anche altre collaborazioni in programma tra cui quella di fine Luglio al teatro La Fenice di Venezia.

– Avete da poco concluso un tour in Cina. Com’è stata quest’esperienza?

– Splendida… Abbiamo ricevuto un’accoglienza calorosissima e vissuto un’esperienza indimenticabile avendo avuto la possibilità di presentare la nostra musica a Pechino, Shangai, Guangzhou e Chengdu attraversando buona parte di questo immenso e incredibile paese. Siamo rimasti colpiti da fatto che molti ci conoscessero dagli esordi della demo.

– I vostri prossimi progetti?Avremo la possibilità di ascoltarvi live in Italia?

– Il prossimo live è il 7 Maggio all’“ Ethereal folk fest 2010 “ che si terrà all’Oddly Shed di Caserta, dove divideremo il palco con diverse band. Il 22 Maggio saremo in Germania al “Wave Gotik Treffen” di Lipsia.

– Grazie per aver risposto alle nostre domande. Vi faccio un grandissimo in bocca al lupo per il futuro!

– Grazie a te per l’intervista!!!

Francesca De Fusco per Mag-Music

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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