Francesco Di Bella – Nuova Gianturco

Francesco Di Bella - Nuova GianturcoLa Canzonetta, 10 t.

Cosa significa transitare, nel momento in cui si sta per scrivere un nuovo capitolo del proprio percorso musicale e non? L’apparentemente infinito giro che ha coinvolto Ballads Cafè, con Alfonso Bruno, e relativa resa in studio, ha evidentemente fatto solo da antipasto e parentesi, alla base di una coincidenza che per Francesco Di Bella vuol dire molto, alla luce di un alacre lavoro portato finalmente a compimento, e pur constatando come l’assenza dei 24 Grana abbia finito per pesare non poco viene da affermare che il risultato generale sappia eccome colmare il vuoto: Nuova Gianturco non è solo il primo “vero” disco in studio dell’artista, ma una resa spontanea di un modus vivendi ormai sospeso tra Roma, ubicazione di buonissima parte dei musicisti di accompagnamento, e Napoli, la periferia come baricentro di una decina di storie personali e non. In virtù di ciò a mostrarsi è un umile artista sì meno avvezzo al rock che lo ha visto tra i diretti protagonisti nostrani, ma fautore in primis di momenti pop d’autore non meno rilevanti, tra cui in primis quella Tre nummarielle che non è solo il brano di lancio dell’opera, ma va riconosciuto essere una splendida canzone, che spazia da momenti di ispirazione folk, i cui tocchi alla Kings of Convenience sono presenti tanto nell’incalzante Non ho più tempo quanto in particolare nella rilassata Guardate fore, ben imbevute di archi come di elettronica, ad altri dalla maggiore accessibilità, come dimostra Progetto, con Neffa ed occasionalmente eterea, lasciando che a convivere sia anche una dicotomia tra pacatezza e rabbia che mano a mano prende forma nell’excursus di un migrante, quell’Aziz nel cui ritornello vi si ode O’ Zulù dei 99 Posse, questi ultimi a loro volta relativi manipolatori sonori, a farne le sue veci, in concomitanza di un beat che si fa maggiormente cadenzato nella dolcezza di ‘Na bella vita. Germi che permettono a quel rock bramato in passato di non risultare assente, vedesi il coinvolgimento che dà un Blues napoletano che va oltre la mera concezione del blues e la chiosa che invade il coacervo di slide e mellotron della title track, ma anche certe vibrazioni che colgono all’improvviso la ballata in cui si immedesima il soggetto di Gina se ne va e la resa moderna e non meno di protesta di un classico come Brigante se more, patrimonio di Eugenio Bennato e del compianto Carlo D’Angiò, condiviso con colleghi di tutto rispetto come Dario Sansone (Foja) e Claudio “Gnut” Domestico. Un impegno che mai si tramuta in pesantezza per un songwriting, dinanzi ad una svolta del genere, che non può che beneficiarne: Nuova Gianturco non delude alcuna aspettativa e conferma Francesco Di Bella come un personaggio ispirato e, per certi versi, sradicato dal filo sottile della questione temporale, per altri divenuta un peso a livello qualitativo, ma non certo per lui, che si spera possa fare tesoro di cotanta nuova esperienza per il futuro.

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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