…A Toys Orchestra – Midnight Talks

…A Toys Orchestra - Midnight TalksNell’intimità.

Un altro giorno è passato, un altro giorno sta per iniziare. E’ scritto nelle stelle, anch’esse consapevoli che tra un certo tempo dovranno eclissarsi temporaneamente. Cielo nero e nuvole lassù, direbbero gli Stadio. Aria fresca. E la luce della luna che guarda dall’alto una città fatta di case, palazzi, vicoli, discoteche, negozi. L’essenza della notte, appena iniziata. La notte, che ha voce in capitolo. La notte, descritta dagli …A Toys Orchestra.

“Anyway, anyway, anyway I’m lost…”.

I “Sogni in Technicolor”, dopo aver soppiantato i tenebrosi orologi a cucù, stavolta lasciano spazio a un altro scenario, non certo privo di vita. Sembra che accada di tutto e di più. Qualcuno dorme immaginando quello che lo aspetterà, consolato dalla voce di chissà quale personaggio misterioso (Frankie Pyroman), qualcuno corre qua e là come se avesse un’emergenza (Red Alert), qualcuno si atteggia alla “Yuppi Du” pur non proveniendo dalla via Gluck (Celentano). Silenzio e divertimento. Riposo e fomento. Ma pur sempre forme di vita in movimento.

“Don’t be scared, now I am quiet…”.

Qualcun altro invece assapora l’amore, non quello eccessivamente zuccheroso, ma quello autentico. Uomini e donne, bramosi di passione, posseduti dalla propria carnalità, stretti in amplessi con in sottofondo tappeti sonori di ogni tipo: processioni di violini e fiati (tessuti a mano rispettivamente da Rodrigo D’Erasmo ed Enrico Gabrielli), blues simil-distruttivi e spietati (Backbone Blues), nostalgie di momenti che rischiano di non tornare mai più (Sunny Days), echi quasi di matrice beat (Plastic Romance, divisa in due parti), pop di classe degno dei dEUS più tranquilli, tanto che verrebbe da chiedersi cosa ne penserebbe lo stesso Tom Barman (Summer, Somebody Else), immancabili tocchi di psichedelica e due voci guida: il sempre più anglosassone Enzo Moretto, e un’Ilaria D’Angelis dalle tendenze sussurreggianti, leggermente Bjorkiane, da folletto.
E proprio sotto le note di Somebody Else, l’alba si fa strada sopra la città. La luna che lascia spazio al sole, mentre il disco finisce. I quattro partenopei hanno parlato, il resto spetta agli altri.

Questo è “Midnight Talks“. Questi sono gli …A Toys Orchestra. Questa è una delle prove che la musica in Italia ancora vive, ancora sa descrivere emozioni, quando si ha quello che non si dovrebbe perdere mai: la fantasia.

“Somebody now talks in my place, somebody else who trusts in your lies…”.

E chissà mai se, da qualche parte, il giorno ha gradito quelle note. Si spera sia così.

Gustavo Tagliaferri

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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