Intervista ad Alessandro Fiori (Mariposa, Amore)

Attento a me stesso” è il tuo primo lavoro da solista. Era da tanto tempo che sentivi il bisogno di fare un disco al di fuori del progetto Mariposa?

Sì, forse 4/5 anni. Credo. Ma la cosa non mi metteva ansia. Il disco ha deciso quando uscire. Credo.

– Perchè uscire sotto l’Urtovox e non sotto la Trovarobato?

– Desideravo che il mio disco si distaccasse dalla produzione mariposiana, prendesse  un suo corso il più possibile indipendente e temevo che uscire per Trovarobato (etichetta che apprezzo tantissimo, tra le più attive e interessanti d’Italia) avrebbe un po’ confuso le acque evidenziando l’aspetto legato alla continuità. Poi mi piace conoscere e confrontarmi con persone nuove. Urtovox sta lavorando molto bene, c’è fiducia reciproca e sta nascendo un bel sodalizio.

– Nella recensione del tuo album, pubblicata non molti giorni fa, ci sono dei richiami a “Alice nel paese delle meraviglie”, all’”Atlante” di Vigo, e al “Mago di Oz”. Sono dei collegamenti per certi versi voluti, visto e considerato il tuo lavoro, da te definito come un’esposizione pittorica?

– No, non sono voluti. In realtà, esclusa l’impalpabilità de “L’Atalante” che forse pervade ogni mia composizione, non sono nemmeno involontari. Se ci fossero sarebbero involuti. Credo che questo disco non dia molto spazio alla fantasia. Alice va a mangiare tutte le sere al cinese in piazza Dalmazia? Il mago di Oz è forse il Pacciani?

– Sempre a proposito di citazioni, sembra ce ne sia anche una dal “Pinocchio” di Carlo Collodi, a giudicare dalla copertina…

– Già, non ci avevo pensato. Quel libro mi fa venire i brividi, ma non può essere citato. Può essere soltanto vissuto perché comprende ogni umana esperienza, come accade nell’antico Testamento, nell’Iliade, nell’Odissea e nei film di Fantozzi.  Ne approfitto per ringraziare ancora una volta Marino Neri, autore della copertina e di tutte le illustrazioni (www.lascimmiadellinchiostro.blogspot.com).

– Quale futuro vedi per la musica italiana, visti i tempi che corrono? Al giorno d’oggi c’è da dire che ci sono diverse realtà che hanno il loro perchè, nonostante non sia rimasto molto di quella che negli anni ’80 era la “qualità di massa”…

– Per me l’Italia non esiste. Quindi non può esistere la musica italiana. Qualità di massa è un buon ossimoro. Intorno a noi c’è tanta bella musica.

– C’è qualche personaggio in particolare che ammiri? Oltre a Parente, Benvegnù, il chitarrista Alessandro Stefana…

– Non ho ammirazione per nessuno se non per Zeman e Zidane. Alcuni colleghi li apprezzo e li stimo. Ai nomi già citati (per i quali nutro anche una sorta di affezione bestiale) aggiungo anche Pierpaolo Capovilla, Federico Fiumani, Dente, Caparezza, Mario Pigozzo Favero ed altri che non scrivo qui perché ora mi vengono in mente questi.

Parliamo un attimo di Stefana. Com’è stato suonare con lui? Bisogna dire che ha dato quel tocco di fantasia a un album già fantasioso di per sé. Fantasia molto alla Capossela, visto e considerato con chi suona Asso…

– Suonare con Asso è molto semplice perché è talentuoso, ha buon gusto ed è un bel ragazzo. Poi è sempre presentabile, per dire: lui non arriva mai in sala di registrazione con le scarpe che fanno malodore. Io si. Lui non si attorciglia tra i gek. Io si. Lui non fumerà mai una sigaretta davanti al mixer. Nemmeno io sennò mi dice “ora spengo tutto e vai a registrare da Enzo Cimino“.

In precedenza parlavamo di esposizioni pittoriche. In futuro, dovesse mai esserci un altro album solista, continueresti su questa strada? Se sì, cambieresti qualcosa rispetto a quanto hai effettuato per “Attento a me stesso”?

Quella dell’esposizione pittorica è una trovata da comunicato stampa. I prossimi 4 dischi da solista saranno molto diversi uno dall’altro. Poi, per un po’, saranno tutti uguali.

Nella vita sei anche uno scrittore di poesie e racconti. Hai mai pensato di pubblicare un libro?

– Si, l’ho chiesto per esempio all’editore Alessandro Trasciatti (www.trasciatti.it). Sarebbe un sogno andare ai concerti e vendere, oltre ai dischi, anche libri e dipinti!

Gustavo Tagliaferri

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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