Canone Rai, il decreto va rivisto secondo il Consiglio di Stato

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Confusione, tanta confusione tanta per cambiare in un decreto cosi fortemente voluto dal governo Renzi, quello sulla nuova modalità di pagamento del Canone Rai che da luglio tutti dovranno pagare automaticamente nella bolletta elettrica, è intervenuto il Consiglio di Stato che ha voluto rallentare la cosa chiedendo che alcuni punti di tale decreto vengano rivisti e chiariti meglio. Diverse le criticità segnalate, tra cui la mancanza di un qualsiasi richiamo ad una definizione di cosa debba intendersi per apparecchio televisivo, dal momento che sul mercato sono ormai disponibili molti device per la ricezione dei programmi, e formule tecniche di non facile comprensione.

A mancare sarebbe innanzitutto una definizione di apparecchio tv. Assente pure un riferimento chiaro al fatto che il canone si versa una volta sola, anche se si possiedono più televisori nella stessa casa in grado di ricevere i programmi in modo diretto oppure attraverso il decoder. Poi deve essere spiegato meglio che il canone non è dovuto se si hanno uno smartphone o un tablet, apparecchi che pure possono intercettare il segnale televisivo. Ci sarebbe poi un problema di privacy: i dati che si scambieranno gli enti coinvolti (Anagrafe tributaria, Autorità per l’energia elettrica, Acquirente unico, Ministero dell’interno, Comuni e società private) non sono stati normati in modo da salvaguardare la riservatezza dei cittadini. Il decreto verrà rivisto oppure tutto continuerà cosi?

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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