Verme – Un verme resta un verme EP/Vai verme vai EP

Verme è un giovane progetto fondato da gente non troppo giovane, nella fattispecie Tommaso, Giacomo, Violetta e Iacopo. Questa gente viene tutta da gruppetti italiani che hanno un certo tono. Tipo Dummo, Agatha, Fine Before You Came, Hot Gossip.

Ora ditemi voi cosa ne deve uscire quando questi qua entrano in uno studio, buttano giù tutti i tempi in quattro quarti che conoscono, appendono un poster di Vasco Rossi dietro alla batteria e fanno un EP di quattro pezzi. Anzi, no, non un EP, bensì due. Qua parliamo di entrambi i piccoli amorevoli parti dei Verme, il primo “Un verme resta un verme”, che tra poco compie un anno, e il più giovane “Vai verme vai” (questo a nome The Verme) che non hanno ancora finito di dargli il latte. La politica (eheh) della band consiste in EP di quattro pezzi da scaricare gratuitamente, senza sentire nessuna grande Industria Discografica alle tue spalle che soffre e ti guarda male. A guardarti male è Vasco Rossi. Che comunque grazie ai Verme si guadagna una buona fetta di giovani ascoltatori (infatti in pochi, sotto i trenta, credono davvero che a Iacopo Vasco piace sul serio). Perchè i Verme sono pieni di cori. E di gioventù.

La frizzante gioventù dei Verme è quello che fa per te quando la domenica mattina ti svegli troppo presto, quando non esci di casa perché nevica e altro. Io che vivo in Puglia e di neve ne vedo poca preferisco fare uso dei Verme in ogni occasione: fanno comunque bene. Se state aspettando una svolta con tono discografico alla recensione avete sbagliato quantomeno approccio. Diciamo giusto che nel recente “Vai verme vai” troveremo un pelino di aggressività in più (ma davvero poi?). Ma credo dipenda dal fatto che c’erano più amici a registrare i cori in sala.

Non si sa davvero che altro dire. La chitarra macina riff così spontanei che ti rimangono tutti in testa dopo tre secondi. Il basso ha proprio quel tono genuinamente plettrato, proprio QUELLO, quel tono là che è davvero, francamente, stupendo. La batteria ha giusto un paio di piatti e quelli ci bastano benissimo. I testi me li sono scritti e li ho appesi accanto al letto (accanto a quelli dei Fine Before You Came). Poi ho fatto un filmino in cui si vede che butto nella spazzatura un libro di Fabio Volo (che non ho comprato io, ci tengo a dirlo).

E niente. L’ascolto è d’obbligo. Tutti in bici.

Andrea de Franco per Mag-Music

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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