Intervista ai Colya

– Sono passati sei anni dall’EP “Laura”, vostro esordio discografico. Da lì in poi non si sono più avute vostre notizie, addirittura pensavo vi foste sciolti! Che cos’è successo in tutto questo tempo?

– È stato un periodo abbastanza difficile, l’esperienza con l’Universal aveva dato adito ad un giustificato ottimismo. Quando è finita, ci siamo trovati a dover cominciare tutto da capo. Abbiamo dovuto coniugare la passione per la musica che non sfama con le contingenze della vita. Ma siamo ancora qui. E abbiamo imparato tante cose. Sicuramente abbiamo le idee più chiare sul perché la discografia italiana stia imputridendo.

– “54 e non sentirli” è il vostro primo album sulla lunga distanza. Immagino che non sia stato un parto indolore.

– Nessun parto è indolore. Ma la gioia di consegnare una briciola all’eterno ripaga di ogni fatica.

– A cosa fa riferimento il titolo?

– Diciamo che è un mistero non ancora svelato. Sicuramente un inno alla perseveranza dello spirito.

– Nell’EP c’era una curiosa cover di Jimi Hendrix mentre nell’album una bellissima versione di Vivere una favola di Vasco Rossi. Cosa vi ha spinto a reinterpretare questo pezzo?

– È parte della musica con cui siamo cresciuti. Ascoltare a dodici anni Vasco Rossi in cuffia, al buio in attesa del sonno è uno dei primi ricordi di esperienza carnale col suono.

– Al momento il disco uscirà in versione digitale, uscirà anche la versione fisica?

– Solo in tiratura limitata, le stampe non sono più considerate spese ammortizzabili quindi ci si limita a soddisfare le necessità promozionali e poco più.

– Ha ancora senso, nel 2010, stampare album?

– Ne avrebbe, ma se l’incidenza sul costo totale del progetto può arrivare a precludere la possibilità stessa della produzione, l’unica strada percorribile è adeguarsi alla distribuzione digitale. Ciò che conta, comunque, è sempre la musica.

– State già preparando nuovo materiale?

– Abbiamo dei nuovi pezzi in cantiere e durante le prove collezioniamo ritagli di improvvisazioni meritevoli di approfondimento. Questo per quanto concerne l’aspetto pratico. La ricerca di qualcosa di nuovo è un esercizio mentale costante, quotidiano, interdisciplinare.

– Come vedete i Colya tra un paio d’anni?

– Intenti a scrivere una canzone migliore della precedente.

Marco “C’est Disco” Gargiulo per Mag-Music

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *