Intervista ai Massimo Volume

Ormai sembrava tutto perduto, dopo l’ottimo “Club privè” e una colonna sonora. A darne una probabile testimonianza sembravano essere stati i progetti solisti dei suoi componenti. Troppo tardi: il silenzio ormai è rotto. Emidio Clementi, Egle Sommacal e Vittoria Burattini (con Stefano Pilia a loro fianco), ovvero i Massimo Volume, sono di nuovo sulle scene. È arrivato, con la produzione dell’etichetta La Tempesta, Cattive abitudini“. E proprio con Emidio Clementi si parla anche di questo.

Sono undici anni quelli che separano “Club Privè” da questo “Cattive Abitudini”. Che sensazione vi dà tornare sulle scene dopo tutto questo tempo?

In realtà non ce ne siamo mai allontanati. Io ho portato in scena i miei romanzi e il disco di El Muniria, Egle i suoi dischi solisti, mentre Vittoria ha suonato a lungo con i Franklin Delano. Tornare a suonare insieme ha comunque un sapore speciale. Abbiamo ripristinato una forma di comunicazione tra di noi che trascende le parole. Qualcosa che rende speciale il nostro rapporto.

Questo vostro nuovo lavoro esce sotto La Tempesta. Com’è stato il passaggio da un’etichetta all’altra, considerando che fino all’anno scorso pubblicavate con la Mescal?

La Tempesta mi ricorda molto il primo periodo della Mescal. Stesso entusiasmo, stesse linee di fondo, stesso senso di appartenenza. Credo che una parte del successo di “Cattive abitudini” sia da attribuire all’ottimo lavoro della Tempesta e alla fiducia con cui il pubblico accoglie ogni nuova uscita dell’etichetta.

E, poco dopo la vostra reunion, siete ripartiti da dove eravate arrivati, ovvero dalle colonne sonore. Guarda caso, avete ri-musicato il film “La caduta della casa degli Usher” di Jean Epstein…

È stato un ottimo punto di partenza. Lavorando al film di Epstein ci siamo resi conto che eravamo ancora in grado di scrivere musica insieme. È da lì che abbiamo cominciato a costruire il suono di “Cattive abitudini”.

Da sempre uno dei punti di riferimento dei Massimo Volume è Fausto “Faust’O” Rossi, che vi ha assistito alla produzione di “Lungo i bordi” e che pare essere riecheggiato all’interno di Fausto. Avete anche fatto di recente un concerto con lui alla voce. E’ previsto per un futuro prossimo un disco in cui la voce di Clementi lascia spazio a quella del Rossi?

No. Ognuno ha la propria poetica e al di là della stima reciproca non credo in un progetto comune. Magari capiterà di suonare di nuovo insieme, ma è giusto che ognuno segua il suo percorso artistico.

Facciamo alcuni nomi: Gabriele Ceci, Metello Orsini, Dario Parisini, Marcella Riccardi. Tutti e quattro hanno in comune una cosa: l’essere stati tutti chitarristi del progetto Massimo Volume. Li risentite? Intanto una cosa è certa: la Riccardi è presente come corista all’interno di “Cattive abitudini”…

Con alcuni il legame è ancora stretto, con altri meno; ma di sicuro ognuno di loro ha dato il suo contributo per formare il suono dei Massimo Volume. Marcella è stata bravissima a dare un sapore west coast a Mi piacerebbe ogni tanto averti qui. Quando può ci segue anche dal vivo.

E, giusto per rimanere sullo stesso livello d’onda, avete notizie di Alessandro, Ronald, Tomas, Leo? Come stanno?

Leo sta bene, lo vedo spesso. Degli altri non ho più notizie da tempo, ma auguro a tutti loro tutto il bene possibile.

Alessandro, Ronald, Tomas… il filo conduttore è “Stanze”, disco con il quale avete cominciato a distinguervi all’interno della scena rock italiana. E, a proposito di “Stanze”, sul vostro vecchio sito ufficiale era apparso l’annuncio di una probabile ristampa, con tanto di edizione in vinile. Per quando è prevista? Inizialmente si diceva che il tutto era previsto per l’estate…

Il cd è uscito l’estate scorsa. Per la versione in vinile occorre ancora tempo. In realtà ci piacerebbe ristampare tutta la nostra discografia in vinile, ma ancora è solo un nostro desiderio.

Un’altra figura da voi molto stimata è quella del leader degli Afterhours, Manuel Agnelli, il quale vi ha prodotto “Club privè” e ha collaborato con te al progetto Agnelli Clementi. Pare esserci un grande rapporto di amicizia tra voi due, come si evince anche da Le nostre ore contate, sempre dal nuovo album…

Sì, siamo amici. Ma oltre che un amico considero Manuel una persona con cui potermi confrontare su molti aspetti dell’esistenza. Mi serve ogni tanto passare un po’ di tempo con lui.

Un tuo punto di vista sulla situazione musicale in Italia. Tempo fa dicesti che tra le nuove personalità maggiormente promettenti c’era il progetto Le luci della centrale elettrica, ma allo stesso tempo sostenesti che mancava un po’ di coraggio…

Vedo la scena italiana in movimento. Si sta creando una tradizione di musica alternativa e questo mi sembra molto importante.

Gustavo Tagliaferri

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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