Il tempio delle clessidre – s/t

Dall’urna contenente le sacre ceneri di uno dei lavori più imponenti della storia del prog italiano, prende vita questo progetto ambizioso guidato da uno Stefano “Lupo” Galifi in splendida forma e da un’Elisa Montalto rivelazione assoluta nel panorama musicale.

“Zarathustra”, per antonomasia, rappresenta un capolavoro assoluto del genere e, sul passato del Museo Rosenbach credo che nessuno possa scagliare un’eventuale prima pietra. Il contenuto di quest’opera del ‘73 viene riproposto trentatré anni dopo in versione live per mano di questa formazione (sempre ligure) che vede alla voce lo stesso Galifi, storico vocalist del Museo.  Il tempio delle clessidre s’impadronisce di questo Graal, ne gestisce sapientemente l’eredità facendola fruttare e ora passa all’incasso degli interessi attivi. Il valore aggiunto si può sintetizzare nell’omonimo lavoro di questo Tempio delle clessidre che, peraltro, prende il nome da una delle tracce contenute nello stesso “Zarathustra”.

Il tempio si muove in punta di piedi ricalcando sonorità ben note ai fruitori del buon progressive di matrice tricolore che, negli anni ‘70 ricordo, nulla aveva da invidiare a colossi provenienti dalla scena di Canterbury o, comunque, dalle terre d’oltremanica.

Certo, qualche detrattore potrebbe lanciare una provocazione. Potrebbe avanzare l’ipotesi che il Tempio non sia altro che una forma di evoluzione sterile di quanto già fatto e detto dal Museo Rosenbach. Come dicevo, potrebbe. Ma anche se così fosse, anche se così non è poiché Lupo e congrega vivono di luce propria; considererei l’aspetto in virtù di una sfida coraggiosissima. Se il Tempio si fosse esposto nell’intento di proseguire, e sottolineo proseguire, un discorso interrotto nel ’73, beh, basterebbero un paio di ascolti di quest’ultimo lavoro per capire quanto quest’ipotetica sfida sia stata superata a pieni voti.

Questo loro primo full-lenght “rischia” di scolpire una pagina di storia; la formazione genovese ha aspettato, ha seminato, ha raccolto dopo ben quattro anni di rodaggio i frutti di un lavoro costante e metodico per poterlo trascrivere pubblicamente. Forse proprio per questo motivo ci si trova di fronte ad un lavoro indubbiamente maturo e orgogliosamente proponibile.

Che cosa aspettarsi ancora se non un impressionante prova di forza (intesa in senso lato) espressa a colpi di coda da un grande del passato e dall’energia di giovani (o quasi) strumentisti pronti a scriversi un futuro degno e meritato?

Il tempio si mostra per quello che è già dalle prime battute: lnsolita parte di me ruota attorno ad un incisivo e funambolico songwriting impreziosito da finiture impressionanti firmate Elisa Montalto che sembra giocare con naturalezza attraverso virtuosismi di synth e tastiere. Si rischia di rimanere intrappolati nei vortici decadenti di Faldistorium senza alcuna via di scampo tanto come nelle profondità di una dilatata e ricca Il centro sottile. Le finiture placcate di una sezione ritmica indiscutibilmente raffinata ma incisiva emergono soprattutto dalla spettacolare Boccadasse e dalla spericolata L’attesa, come un fiume in piena; qui la coppia Tixi – Gremo raggiunge i livelli più impressionanti in fatto di solidità e concretezza.

Il disco è un andirivieni di pure sublimazioni ed eteree atmosfere; habitat naturale per sfoggiare sinuose ed eclettiche peripezie strumentali. Danza esoterica di Datura riesce a scuotere la sfera emozionale tanto da poter essere considerata la pagina più intensa dell’intera opera. Perché proprio di “opera”, intesa in senso stretto del termine, va considerato quest’accattivante lavoro. L’approccio va improntato per ovvie ragioni in quella direzione; l’intero disco è un tortuoso percorso sapientemente arricchito da geniali colpi di scena. Un’incredibile parata di singolari soluzioni mai scontate e mai ripetitive.

Non potrei certo aggiungere altro, il disco parla da solo.

Cecco Agostinelli per Mag-Music

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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