The Sleeping Cell – s/t

Spazio 2011. Dispersa tra galassie, costellazioni, pianeti e satelliti, da qualche parte c’è un’entità da lontano non facilmente identificabile. Ci vorrebbe la presenza di un gruppo di astronauti a bordo della loro navicella o un telescopio Hubble se si vuole giungere allo scopo di identificarla. Eppure quest’entità ha una sua forma e una sua sostanza, tanto che chi riesce a permetterselo riconosce quelle che sono le fasi del suo movimento nel corso di un tot di secondi, per non dire un tot di minuti, tipiche di chi sta per interrompere il suo lungo sonno per tornare ad avere un contatto con le cose circostanti. E pare che i primi ad avere quest’opportunità siano due uomini e una donna, Mario “Misterection” Grimaldi, DJ Iguana e Zaira “Zaionair” Zigante.

I’m the sleeping cell, ready to rise up, ready to come back into the universe.”

Questa è la Cellula Dormiente, costruita in quel di Napoli, pezzo dopo pezzo, mandata in orbita per essere tenuta lontana dall’universo in sé per anni e anni, e avente come linguaggio di comunicazione nientemeno che la musica elettronica, seppur in un modo diverso da quella con cui dalle sue parti e non solo si sono espressi, e tuttora lo fanno, 99 Posse, Bisca e Almamegretta.

Time out. Per lei è giunta finalmente l’ora del risveglio. Ed ecco che la creatura, una volta aperta gli occhi, è come se si trovasse sul punto di attraversare varie fasi.

Innanzitutto, quella di presentarsi in maniera cortese. E dai suoi circuiti esce un “And now don’t forget my name“, la cui seducente voce appartiene a miss Zaionair. Segue una lenta implosione, intesa come raggiungimento della sua forma originaria in seguito a quanto avvenuto durante il suo letargo, una restrizione che l’ha portata ad essere come un’ameba.

È fatta. Ora che la Cellula si può considerare a tutti gli effetti di nuovo con una forma “umana”, eccola alle prese con un certo interesse per la vita notturna, tra le cui caratteristiche non può non essere evidenziata la voglia di ballare.

Ballare è il suo tesoro, anzi, uno dei suoi tesori, una delle cose a cui più tiene nella sua vita bionica e un po’ chic. Mescolarsi tra la folla al suono di una musica ipnotica ed affascinante, lasciando che la sua anima venga cullata da dolci melodie, per arrivare persino a toccare il confine che separa il sacro e il profano. Perchè se Gesù Cristo è stato identificato anche come un metallaro, la Cellula non fa a meno di immaginarlo come un tipo che prova molta felicità nello scatenarsi al suono di ritmiche melodiche. E come non omettere l’amore, anche nella sua visione più estrema, dall’elenco di tali cose fondamentali? Lo dice lei stessa: “It’s a fun to fuck“. E nel dire ciò è sempre più esplicita, dopo quel letargo, la sua vendetta nei confronti di certi esseri umani. La rivoluzione della macchina contro la barbarie dell’uomo, in una battaglia dove il vincitore non sarà facile da trovare in poco tempo.

You can’t stop the revolution.

Il suo è un folle cammino che culminerà nel raggiungimento di uno stato riconducibile alla pace. Dov’è il paradiso chimico, dov’è situato, dov’è questo posto così desiderato ed apparentemente irraggiungibile? Magari non è molto lontano, e non sarà difficile da raggiungere se ci si mette un po’ d’impegno, sotto le note di un ciclone sonoro che vede un contrabbasso, una dolce arpa e dei sintetizzatori parlare, e più che bene, la stessa lingua.

Zaionair, Misterection e DJ Iguana sono pienamente consapevoli del fatto che la Cellula Dormiente non si è svegliata di pessimo umore, e gode di ottima salute, nonostante debba prima o poi arrivare il momento in cui anche lei dovrà riprendere il suo sonno, interrompendo così quella pace. La speranza è che questo avvenga molto tardi, poiché la sua assenza si sentirebbe fin troppo.

Ma intanto c’è da solo da augurare una lunga vita alla Cellula Dormiente, e tanti auguri per quello che vedrà e verrà.

Fantasy is mine and your long life“.

Signore e signori, anche questo è electrochic.

Gustavo Tagliaferri per Mag-Music

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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