Boris – Attention Please

Boris - Attention PleaseI giapponesi, si sa, quando cominciano a sperimentare in musica non li ferma più nessuno. Ne sono esempio lampante i Boris che passano agli annali come la band più camaleontica di tutti i tempi. A differenza dei simpatici camaleonti, però, i nostri non si adattano a sopravvivere né vogliono nascondersi. Semplicemente sono abili nel far girare la testa degli ignari ascoltatori che, magari affezionati a un lavoro con certe sonorità, si ritrovano nelle mani un album totalmente differente dalle aspettative. Ci si prende un po’ in giro, insomma. Si suona per se stessi, mica per vendere più copie.

È il caso di dire che “Attention Please”, ci mette tutti in guardia già dal titolo. Per la prima volta nella carriera di questa band fenomenale, tutte le parti vocali sono affidate alla poliedricità di Wata che pone sul piatto tutte le sue abilità canore riuscendo efficacemente a variare registro di canzone in canzone, mettendo in luce la sua personalità a tratti melodica a tratti psichedelica e un po’ heavy.

In “Attention Please”, prima traccia dell’omonimo album, sembra di ascoltare una canzone cantata da una lisergica Kazu Makino in preda a tachicardie. In Hope e Party Boy si alza un potente “Wall of Sound” con un tocco melodico che ci predispone all’ascolto del trittico See You Next Week, Tokyo Wonder Land e You, a metà strada tra i migliori Low e i Sonic Youth strumentali, non mancando di far emergere un tocco spirituale dal sapore tutto orientale (secondo Merzbow la musica è veicolo per raggiungere l’estasi). Decisamente più “sporca” e movimentata è l’ultima parte dell’album ma la chiusa del disco è ancora affidata a una canzone eterea e sognante, colma di feedback non nevrotici bensì portatori di una carica emozionale che sfiora il parossismo.

Prerogativa dei grandi album è la voglia, da parte dell’ascoltatore, di premere nuovamente play alla fine del disco. Infatti, si resta col dubbio di essersi persi qualcosa durante il primo ascolto, di non aver percepito fino in fondo tutte le peculiarità delle canzoni. Si resta un po’ sbalorditi dalle innumerevoli capacità artistiche di questa band che, in un anno, ha pubblicato la bellezza di tre album senza contare la collaborazione con Merzbow, il guru delle sperimentazioni sonore.

Andrea Russo

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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