Boris – Heavy Rocks

Boris - Heavy RocksNel precedente articolo sui Boris, ci eravamo soffermati sul fatto che “Attention Please non è il solo album uscito in questo 2011 per la band nipponica. Avevamo anche accennato alla loro natura cangiante e ai temi musicali esplorati. Se “Attention Please” suona come la loro svolta pop, il secondo volume di “Heavy Rocks” – che richiama l’album omonimo del 2002 nel nome ma anche nella veste grafica e ovviamente nelle sonorità – riprende un tema caro ai Boris, ossia l’hard-rock a tratti stoner o pesante come quello dei Melvins, a tratti schizofrenico come quello dei Motorpsycho.

Ad aprire le danze (precisamente danze di teste in preda a convulsioni) è l’affilatissima Riot Sugar con chitarre cariche di distorsioni e fuzz da capogiro, mentre con GALAXIANS sembra di essere su un treno a velocità supersonica diretto verso dimensioni altre.

Nonostante le sfuriate rock descritte, in quest’album non mancano episodi che attenuano l’impeto iniziale e che richiamano il coevo “Attention Please”. In questo modo i Boris non scadono in una semplice versione aggiornata dell’edizione del 2002 di “Heavy Rocks” ma elaborano un’opera svincolata e autonoma. Per usare una facile similitudine, si potrebbe parlare di una montagna russa. La sensazione di saliscendi è palesemente voluta dalla band con tracce più distese, affini allo space-rock (la catartica Missing Pieces e la lentissima marcia funerea di Aileron) e qualche sporadico accenno allo shoegaze infettato di pop (Tu, la la) intervallate da altri brani più propriamente stoner.

La dimostrazione di quanto questa band di Tokyo sia fuori di testa è tutta concentrata nel pezzo finale, la potente e metallica Czechoslovakia che finisce proprio quando sembra che stia cominciando il più bello, lasciando l’ascoltatore sospeso in aria, come se il treno supersonico si fosse svincolato dai binari mettendo nel panico i viaggiatori.

Andrea Russo per Mag-Music

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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