Gazebo Penguins – LEGNA

Gazebo Penguins - LEGNAChe cosa dire di quest’album che arriva così, senza troppi proclami, in “fri daunlò” sul loro sito e che suona più o meno come un tronco abbattuto? Se siete al PC (o al Mac che fa più figo) e siete così indie da avere persino il Last.fm, non ci penserete due volte a cliccare sul cuoricino quando ascolterete Senza di te, insomma, il brano in questione va in automatico fra i “preferiti”. Non starete delle ore per capire che questo brano sarà il tormentone del 2011 – si parla di musica indipendente, ovvio.

E poi quando sbuca la voce di quel tenerone di Jacopo Lietti (informandovi scoprirete che ha scritto parte del testo e ha curato l’artwork del disco) correrete a farlo ascoltare alla vostra ragazza, o a vostra madre in mancanza d’altro, e quella tutta incazzata vi dirà: “Ma è dedicata a un gatto, scemo!” e voi non l’avevate capito e farete la figura dei fessi. In breve, quest’album è tutto questo. Dura poco, ventitré minuti scarsi. Ma che fa? Non è la durata la cosa importante, anzi, spesso i migliori album sono quelli che si aggirano intorno alla mezz’oretta. “LEGNA” lo si prende così com’è e, sotto la doccia o a tavola mentre vedi il tiggì, ti ritroverai a cantare stralci di pezzi a squarciagola come “(…) con i soldi della spesa comprerò un po’ di fortuna” da Il tram delle sei, “Un punto che non c’è è un vuoto perdere” da Dettato; finalmente anche i fissati con la grammatica hanno il proprio inno. E soprattutto “È facile, è troppo facile sorridere d’estate. /È facile, è troppo facile non scegliere per niente” oppure “Mi pento spesso e non miglioro mai/ Non metto a fuoco la vita, guardo sempre in basso” rispettivamente da Troppo facile e Cinghiale che sembrano scritte apposta per un ventenne qualsiasi in crisi post-adolescenziale.

Quindi, ricapitolando: quest’album non ha bisogno di troppi sforzi per essere ascoltato, è bello, ha delle parole che canterete a squarciagola, è in regalo sul loro sito, c’è Lietti come ospite e se lo ascolterete almeno una volta i membri della band (Capra, Sollo, Piter) vi vorranno bene.

Andrea Russo

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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