Psychovox – La scelta

I boschi, le praterie, ed in generale i paesaggi dominati prevalentemente dal verde della fitta vegetazione. Sono alcuni dei luoghi nei quali la voce di una donna fa il suo corso, sospesa tra pratiche di tipo spirituale e costruzioni che tendono anche ad avvicinarsi a melodie prog. Questa è Laura Spada, uno dei tre personaggi che si nascondono dietro il progetto Psychovox, giunto, con questo “La scelta“, al suo secondo album in studio, dopo un EP e “Paura del vuoto”, quest’ultimo risalente al 2008.

Quello che ne esce è un contenitore di brani aventi un unico punto in comune: l’essere umano e il suo rapporto con ciò che lo circonda. C’è il potere incolore che striscia di nascosto e che ha intenzione di imporre il suo dominio su tutto come c’è la necessità di scacciare ogni incuranza, preferendo loro il silenzio della terra sulla quale ci si poggia. E, mentre tante culture si incontrano allo stesso momento nello stesso luogo, scatta questa domanda: “Che cosa devo fare, Signore, che cosa devo fare per essere migliore?”. Il sentimento è quello di un novello Caino, stavolta senza alcuno spargimento di sangue. Ma, nel suo piccolo, arriva una risposta rasserenante: “Ascolta il divino che è in te“.

Un divino che si traduce da una parte nel concetto di essere umano e dall’altra in una musica che, pur magari risultando un po’ acerba nel corso di alcuni momenti, complessivamente è molto più che soddisfacente, grazie soprattutto a brani come Occhi secolari, Preghiera e Altalena, che riflettono le potenzialità che si ritrova un trio simile. Il salto di qualità appare molto vicino…

Gustavo Tagliaferri per Mag-Music

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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