Cannibal Movie – Avorio

Il grindcore di Bologna Violenta e i cannibal movie, i Death SS e i film horror sapientemente mixati dal sardo The Providence (prossimo all’esordio, da tenere d’occhio), il funk poliziesco dei Calibro 35, il tributo al progressive (e all’horror) italiano degli svedesi Anima Morte. Che cosa hanno in comune questi gruppi/artisti? Semplice, hanno riportato all’attenzione delle nuove generazioni (e non solo), attraverso la musica, un certo tipo d’immaginario video ludico. Vuoi che sia horror (declinato in tutti i suoi sottogeneri) vuoi che sia poliziesco… insomma, un bene per tutti. A questi, mi piacerebbe aggiungere il nome dei pugliesi Cannibal Movie, e il loro esordio – in musicassetta! – “Avorio”. Sotto la ragione sociale si celano Donato Epiro – organo – e Gaspare Sammartano – percussioni.

Cinque brani, inquietanti ed ossessivi, per trenta minuti che sembrano un’infinità. Allucinazioni degne dei Black Widow o dei primi Pink Floyd, una jam ultraterrena tra Goblin e Tangerine Dream.  Django, con i suoi nove minuti, ha atmosfere che richiamano la colonna sonora di “Non si sevizia un paperino” (diretta dal maestro Riz Ortolani).

L’impressione finale è quella di trovarci di fronte ad un lungo sabba, solo che al posto delle streghe ci sono tanti scheletri e cadaveri maciullati. “Let the Sabbath Begin”, direbbe qualcuno.

Una musicassetta da avere e possedere gelosamente. Una sacra reliquia.

Marco “C’est Disco” Gargiulo per Mag-Music

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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