…A Toys Orchestra – Midnight (R)evolution

...A Toys Orchestra - Midnight (R)evolutionCerte volte, quando non si è nella pelle in seguito all’apprensione di notizie che non possono fare altro che piacere, e molto, la pazienza può arrivare ad affrontare un vero e proprio punto di non ritorno. Specialmente se le notizie in questione riguardano un gruppo di ragazzi, magari gli stessi ragazzi che hanno fatto sì che fosse proprio la mezzanotte a presentarsi alle porte dei tanti ascoltatori di musica, con “Midnight Talks“. E, con un EP come “Rita Lin Songs“, pieno di chicche, tra inediti, cover e remix, uscito alcuni mesi fa, il momento di gettare la maschera per gli …A Toys Orchestra era ormai vicino. E così è stato.

Ormai si ha la certezza del fatto che quanto verificatosi mesi addietro, consistente nel presagio relativo a un vero e proprio ritorno delle atmosfere da una parte caratterizzate da un apparente buio e dall’altra rilucenti di felicità, si è compiuto definitivamente. È tempo di rivoluzione, anzi, di (R)ivoluzione. La “Midnight (R)evolution“, e non solo di mezzanotte.

Il sole splende ancora in cielo, dopo aver preso il posto di una luna il cui compito è stato quello di fare da contorno ad un momento difficile da dimenticare. Si prospetta l’occasione giusta per agire, per quelle stesse coppie in precedenza abbracciate e sdraiate su tessuti sonori lavorati a mano tanto dalla stessa Orchestra quanto dall’inconfondibile duo D’Erasmo-Gabrielli.

Why do you react? I…I won’t react fed by the breast will you react?

Se il cambiamento si presentava già non privo di diversi colori, un anno fa, adesso è ancora più variopinto di prima. Sia esso riscontrabile con una title-track la cui melodia colpisce al cuore (con tanto di videoclip firmato Jacopo Rondinelli, con insolite sparatorie festive ed una frase di Mario Monicelli impressa tanto sulla chitarra del leader Enzo Moretto quanto su un po’ tutti noi) o con il surf’n’roll di Pinocchio, con i synth 80’s style di Welcome to Babylon o con le modulazioni vocali di Aphelion è evidente quanto, ancora una volta, l’operato dell’Orchestra di Giocattoli non sia affatto riducibile a mere parole.

Don’t blame me, baby, I’m not enough radical chic“.

Radicalchicchismo? Neanche a dirlo! In questa nuova Babilonia, appena venuta alla luce, si balla la “Noir Dance“, unico rimasuglio dell’EP di cui sopra, c’è spazio per un ex soldato che ha voluto dire basta al massacro che si perpetrava davanti ai suoi occhi, decidendo, con la schiena dritta, di ammutinarsi e di risollevarsi al suono di un blues, che non è più blues quando si tratta di visitare “Nightmare City“, ma un’esplosione di puro rock. E la frase che accomuna un po’ tutti è “You can’t stop me now“, avente come effetto quello di un urlo che va di vicolo in vicolo, di casa in casa, di strada in strada. L’incubo di chi è maligno, il sogno di chi ha cuore. Un discorso a parte merita il pop a metà tra i ’60 e i ’70, con tanto di archi, che come il vento soffia su un fiore di loto (Lotus) qualunque, una retrospettiva di quelle annate, un nuovo invito alla riflessione, al risveglio, al viaggio. Prima di addormentarsi nuovamente, giunti al termine del giorno.

Contemporaneamente, Late September cala il sipario su un’altra missione da considerare compiuta. Un brano dal mood in continua crescita che potrebbe essere un po’ Summer, un po’ Somebody Else, tanto per ricollegarsi nuovamente ad un anno fa. Settembre se n’è andato, almeno per quanto riguarda quest’anno e quelli addietro, ma ne verranno ancora tanti da affrontare con le proprie risorse. Magari come dei fiori di loto.

Good night, my darling, again“.

Questa è la “Midnight (R)evolution”. La rivincita delle tenebre non-tenebre. E chi ha detto che si sia necessariamente dei radical chic ad apprezzare una certa musica? Di certo non Enzo Moretto, né tantomeno Ilaria D’Angelis, Raffaele Benevento o Andrea Perillo. Proprio a proposito di questa “certa musica”, la scelta più consona è quella di lasciarsi abbandonare, perdersi in questo incantesimo, tanto per citare Battiato. Perché non è tempo perso.

E chissà che un giorno la (R)ivoluzione si farà sentire anche dal vivo. L’Orchestra ringrazierà, oltre ad avere una buonissima compagnia.

Gustavo Tagliaferri

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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