Amycanbe – Mountain Whales

Il dado è tratto. Dopo il ben accolto EP d’anticipazione, il passo decisivo è stato fatto. Perché gli Amycanbe, con “Mountain Whales”, dimostrano di essere uno dei progetti più capaci e riusciti del panorama italiano. E te ne accorgi sin da quando inizi a scartare il fantastico packaging firmato Dem, perché dentro c’è un mondo nuovo, fatto di balene, acqua, territorio, sogno e magia. E in questo scenario incantato e surreale, la band di Cervia mette in piedi un album in grado di definire gli spazi con una maestria e una precisione che da tempo non si faceva viva. È fatto così “Mountain Whales”, non è per niente una manciata di canzoni di semplice pop; richiede attenzione e qualità d’ascolto. Ma d’altronde, come non potrebbe richiederle un album capace di mischiare un trip-hop moderno e viscerale con un folk rock poetico e d’ampie vedute, per poi lanciarli entrambi in una dimensione sonora concreta quanto vuoi, ma sempre incantevole e spirituale?

Come s’intuisce, sin da quando l’incipit di My Love lascia il posto a Truth Be Told, si nota l’altissimo grado di concentrazione, la nitidezza che rende chiaro ogni particolare, ogni dettaglio. Come le chitarre che nel brano appena citato, passano dal sapore balearico dell’acustica alla tagliente decisione dell’elettrica. O come quell’altre di What If, questa volta più incentrata sul lavoro del piano, nello stesso modo in cui avviene nel trip-hop puro di Buffalos, o nella dolcezza di fondo della finale One Eye Two Eyes A Mouth. Piacevolissime poi le melodie di Ask Me che, con la loro impostazione indicizzata per emozionare, ricordano alcuni momenti dei gloriosi Devics. Importante è anche il taglio ritmico che, come si nota in Your Universe, riesce a virare dalla schiettezza alla suggestione con un savoir fare fuori dal comune. È davvero sorprendente la maturità dimostrata, riscontrabile anche nell’efficacia con cui i cinque riescono a costruire trame suggestive legate al post-rock e manifesti di sontuosità (mai troppa, semmai malinconica) adornati di fiati e archi dal gusto nordico.

Consigliato, questo “Mountain Whales”, perché ha più o meno tutto quello che un album del genere dovrebbe avere: mestiere, competenza e qualità della ricerca sonora; ma anche un impianto in grado di emozionare e far scendere la lacrima anche al più duro dei visi.

Davide Ingrosso per Mag-Music

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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