Intervista a Maria Antonietta

Letizia Cesarini cambia veste e ritorna alla sua festa con un Martini cocktail in mano: è Maria Antonietta, dopo “I Want to Suck Your Young Blood” e gli Young Wrists, (band indie/pop fortemente attiva su internet e nella realtà marchigiana), è in uscita il 6 gennaio il suo nuovo album prodotto da Dario Brunori, con il quale ha in programma un po’ di date su e giù per l’Italia. Ad anticipare l’album c’è il videoclip del singolo Quanto eri bello, una canzone schietta che non ha paura di mostrare la superficialità nella quale sono intrisi gli anni della giovinezza. Maria Antonietta ha una tonalità della voce che davvero interpreta quelle parole, con speranze e disillusioni di una generazione convinta di non avere più niente da perdere.

Come mai hai scelto di chiamarti Maria Antonietta? E perché non hai usato il tuo vero nome, che è anche molto bello?

Perchè sono una reazionaria. Vorrei che le cose non cambiassero mai. Un pò come la regina di Francia. Quanto deve essersi opposta al cambiamento, al venire meno di tutto il mondo che conosceva, al crollo totale. Avrà cercato di aggrapparsi ai suoi vestiti, al re suo marito, ai suoi bambini, alle sue abitudini ma sapeva benissimo che tutto sarebbe cambiato di lì a breve per sempre. Ed ecco questa è una mia ossessione. La fine, la fine delle cose belle. E poi è una grande incompresa, è la riprova di come il mondo ti metta al rogo in ogni caso.

Tra l’altro, hai accompagnato il passaggio dalla lingua inglese a quella italiana con il cambio di nome da Maria Antoinette a Maria Antonietta. Perché questo dettaglio? L’ho trovato abbastanza divertente.

Sbagliavano tutti a dirlo e a scriverlo, era irritante!

Che cos’è cambiato nel tuo modo di comporre nel passare dall’inglese all’italiano? Il linguaggio che usi e i temi trattati sono cambiati o ti reputi sostanzialmente la stessa Maria Antonietta dell’album precedente?

La modalità di scrittura è la medesima. Ovviamente scrivere in italiano ti rende molto vulnerabile e indifesa ma è un atto di maturità e di onestà intellettuale.

I testi sono autobiografici? Alcune canzoni, come Saliva, sono molto pessimiste, ma non riesco a credere che tu lo sia davvero.

Le mie canzoni parlano della mia vita, mi sembrerebbe pretenzioso e ridicolo parlare di altro, non ne sono capace. Parlare per altri. Parlare di cose che non conosco. Il mio disco non è una dichiarazione programmatica,non è ideologico, non è il diario di una adolescente impazzita, no, è semplicemente il frutto di cinque mesi di vita in cui ho sofferto molto. Non è questione di pessimismo o di ottimismo, anzi io sono una ragazza entusiasta. È questione di catarsi. Ora tutti quei mostri non esistono più e non posso più farmi del male. Li ho santificati mettendoli dentro le mie canzoni. Ora sono felice, la mia vita è bellissima, ma non lo sarebbe così tanto se non avessi vissuto quei cinque mesi.

Il disco si potrebbe quasi dividere in due: le prime tracce sembrano il naturale completamento del singolo Quanto eri bello, un’altra porzione di album è molto più aggressiva. Dì qualche parola su come le hai composte.

Le canzoni le ho scritte in un periodo molto breve e sono tutte, anche le meno aggressive, in un qualche modo violente perchè la mia vita era violenta. Il tutto senza troppo pensarci, sono nate e cresciute così. Nessuna scelta ideologica.

Come hai conosciuto Dario Brunori, che ha prodotto il tuo disco?

L’ho conosciuto tramite Matteo Zanobini che è colui che segue tutto e si occupa di tutto. È stato un vero onore. È un uomo eccezionale.

A che età hai iniziato a cantare in pubblico? Credi che l’ambiente dove hai vissuto ti abbia aiutato?

Ho cominciato a cantare in pubblico nel 2010. L’ambiente che mi circondava non ha influito in quanto a quel tempo non frequentavo e non parlavo praticamente con nessuno, non avevo rapportiumani. Ero chiusa nel mio perfetto isolamento.

Come mai la ricorrente attenzione ai santi? Che immagine è sul tuo braccio?

Sul mio braccio c’è Giovanna d’Arco che per è un monito e un esempio. I santi sono tutti esempi di determinazione, amore, forza, coraggio, verità. Tutto quello che al mondo ha un senso. Loro stanno lì per ricordarmelo.

Com’è stato girare il video di Quanto eri bello? Avevi girato altri video in passato?

No, nessun video in passato. È stato molto difficile, io sono molto timida.

httpv://www.youtube.com/watch?v=x_A9GIYhVf4

Il tour durerà tutto l’anno? Ho visto che le date sono fissate fino a dicembre. Prevedi un giro in Campania?

Le date del tour, almeno una prima parte, saranno annunciate a breve. Le poche date che ho fatto ultimamente sono solo anteprime acustiche in solitaria del disco. Il vero tour partirà dall’anno nuovo. Il Meridione è in programma, e di questo io ne sono felicissima.

Ho sentito in un’intervista che ti sei laureata quest’estate. In che cosa?

Storia dell’arte.

A proposito di estate: che cos’è successo nell’estate del ’93 alla quale hai intitolato la terza traccia?

Avevo cinque anni e andavo ai giardini comunali di villa san martino, il mio quartiere di Pesaro, a festeggiare i party di compleanno delle mie amiche, forse ero felice forse no. Ci ho ripensato spesso in quei mesi bui.

Quali sono i tuoi autori preferiti?

– Dostoevskij su tutti.

E i tuoi artisti musicali preferiti? Se dovessi scegliere una voce femminile, a chi vorresti assomigliare?

Mi piacciono molte cose diverse. P.J. Harvey però è la mia eroina.

Parliamo di cinema. I film dei quali non potresti fare a meno.

“Bianca” di Nanni Moretti. Il discorso sulla felicità è la cosa della storia del cinema che più mi rappresenta.

Ah, dimenticavo: il Martini con l’aspirina. Hai provato? E Coca-Cola e aspirina?

Sì, l’ho provato il martini con l’aspirina. Fa schifo. Mai più.

Valentina Guerriero

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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