Primus – Green Naugahyde

Più di dieci anni di silenzio, rotti parzialmente da un EP e da qualche concerto. Tutto in seguito alla pubblicazione di “Antipop”, album che, per certi versi, oltre ad aver chiuso un ciclo, ha lasciato la strada spianata allo stesso Les Claypool per occuparsi di svariati side-projects, attività del resto mai mancate nel suo carnet, ma nel corso di tale periodo facenti da padrone (Oysterhead, il duo “Of Whales and Woe”-“Of Fungi and Foe”). Eppure in qualche modo i Primus avrebbero dovuto pur tornare, considerati anche i molteplici cambi di line-up, almeno per quanto riguarda la sezione ritmica.

Tante cose in movimento, tanti annunci di ritorno in studio, per una data mai confermata. Ma adesso si può stare tranquilli: con questo “Green Naugahyde” i Primus sono finalmente tornati, è giunta l’ora di esultare! Ma anche di rimanere particolarmente stupiti. E a testimoniarlo è il fatto che a completare il trio, con Claypool e a Larry LaLonde, non c’è Tim “Herb” Alexander, come s’ipotizzava, bensì Jay Lane, uno dei loro primi batteristi, che in seguito agli anni di militanza nel gruppo ha subito passato la palla al sopracitato, ma senza smettere di seguire l’amico bassista (ricordate i Sausage?).

Con un rientro così probabilmente si è ipotizzata la preparazione di tante belle sorprese in casa. Sorprese che sono subito confermate già dai primi minuti, dal basso di Les che si veste di gomma e distorsioni fino alla voce dello stesso, che con gli anni ha finito per assumere, nella maggior parte dei casi, un tono cartoonesco, dovuto probabilmente a svariati giochi vocali, che ovviamente non ledono assolutamente al suo talento.

Di conseguenza, tra echi di “Pork Soda”, come in Hennepin Crawler, odor di pescherecci e di gesta marine sul punto di giungere a una conclusione (Last Salmon Man) e una vena western mai perduta negli anni (la nostalgica Lee Van Cleef), fa molto piacere sentire un po’ di sonorità tribali con influssi lirici (Eternal Consumption Engine), l’andamento forsennato di Lane (HOINFODAMAN), tale da cavalcare persino delle onde reggaedubbegianti (Moron TV) e turbolente accentuazioni del concetto di energia, attraverso i vibrati delle corde (Extinction Burst). Ma in particolare quelle due irresistibili sbornie sonore che rispondono ai nomi di Eyes of the Squirrel e Jilly’s on Smack, da annoverare tra le composizioni più “psichedeliche” della band.

Se “Green Naugahyde” sia tutto ciò o solamente un contenitore dei Primus che conosciamo maggiormente poco conta. Invece, tenendo a mente il concetto secondo cui ci sono reunion che riescono in pieno e altre che non centrano pienamente il bersaglio, è un dato di fatto che una band simile, fortunatamente, appartenga al primo caso.

Primus (Still) Sucks! And It Sucks Good!

Gustavo Tagliaferri per Mag-Music

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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