Low-Fi – What we Are Is Secret

La curiosità, questa sconosciuta. Tipica di un po’ tutti gli umani, rivolta verso qualcosa che non è immediatamente visibile agli occhi, almeno fino a un certo punto. Qualcosa che agisce silenziosamente, avvolto com’è nel mistero. Qualcosa che potrebbe essere semplicemente il fascino indiscreto del segreto.

I Low-Fi, nuovo frutto sbocciato in quel della Campania, non sono ignoranti in materia. Sono loro stessi un segreto, ma non uno dei tanti. Un segreto che ormai è chiaro un po’ a tutti, sin da quando, partecipando a due tributi, uno a Peppino Impastato e uno al “diamante pazzo” Syd Barrett, erano già intenzionati a mostrare la pasta di cui erano fatti. La stessa pasta che avrebbe dato la forma giusta all’EP d’esordio del 2010, permettendo a questi di fuoriuscire ancora di più, e nel modo più consono, con un suono che viaggia attraverso tante scene, eppure tutte nello stesso istante, il presente. Un suono già indefinibile di per sé, che vede la sua conferma proprio quest’anno, non certo esclusivamente per par condicio: “What We Are Is Secret“.

“Secret”, sì, ma le cui carte vengono pian piano scoperte: rock, post-punk, new wave ed electro sono solo una parte del pane quotidiano di Alessandro e Adriano Belluccio, un pane diviso in dieci fette, quindi dieci canzoni, la cui freschezza si fa tentatrice dall’inizio alla fine, sia che abbia il sapore letale e assassino dei synth di Speed Control e On the Scene, partoriti dalla mano del neoarrivo Fabio Sorrentino, o quello inaspettato e delizioso dell’attacco da dancefloor di DaylightSteinhaus, momenti che si contrappongono all’andamento terzinato di Something, unico brano recuperato dal repertorio del sopracitato EP, e a Piano Metal, una canzone a parte, dove la band si fa meno Low-Fi e più… lo-fi!

Notevoli anche le collaborazioni, al cui ascolto è come se ci si trovasse di fronte ad una battaglia: l’alienazione (Private Revolutions, con i No More) contro la passione (la title-track e The Evidence of a Missing Link, dove la voce di Alessandro Belluccio, e non solo quella, si abbandona a un rendez-vous rispettivamente con mrs. Pitch Alessandra Gismondi e con Din [a] Tod e Sexinspace, passando quindi per Germania e Ucraina), con un evidente vantaggio da parte di quest’ultima.

La stessa passione di cui è permeato, nel suo complesso, un full-length simile, dove il segreto tanto tenuto nascosto dai nostri, giunto il momento opportuno, viene finalmente svelato a suon di musica. Senza deludere le aspettative.

Quando Giuseppe Fontanella, l’anima che si nasconde dietro le chitarre dei 24 Grana, ha scelto di affidarsi alla produzione sia dei Low-Fi sia di “What we Are Is Secret”, non si può non dire che abbia avuto più di un buon fiuto. Oltre ad aver dato quel tocco in più che non nuoce neanche un minimo.

Gustavo Tagliaferri per Mag-Music

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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