Ex-Otago – Circolo degli Artisti, Roma 23/03/2012

La neve non è per sempre. E finalmente gli Ex-Otago, reduci da un concerto annullato a febbraio a causa dell’ondata di freddo che ha penalizzato anche Entombed, Perturbazione e altri, riescono a tornare a suonare nella Capitale. Cornice della serata il Circolo degli Artisti, sicuramente nell’immaginario di romani e non Il locale romano per eccellenza (“gli artisti in circolo al Circolo degli Artisti”), nonostante la concorrenza sempre più insidiosa e artisticamente valida di molte altre belle realtà capitoline.

Ad aprire il concerto i campani Captain Swing che, pur costretti a suonare davanti ad un pubblico decisamente esiguo, ci mettono tutto l’impegno possibile per presentare un set accattivante e coinvolgere i presenti. La proposta della band, pur non essendo molto originale, è interessante, a cavallo tra power pop e indie rock, con testi in inglese. Come presenza scenica e affiatamento ci siamo ma, personalmente sarei curioso di ascoltarli in italiano. Cimentarsi con la lingua madre, per quanto difficile, può essere sempre una fonte di crescita, anche e soprattutto per bands promettenti come i Captain Swing.

Poco prima delle 23 salgono sul palco gli Ex-Otago. La platea è ormai piena e carica, pronti per un’ora d’indie pop scanzonato e, perché no, ballabile. Si parte con Gli Ex-Otago e la Jaguar gialla e da subito si capisce che la band è in palla, soprattutto il Carucci e il Pernazza, che interagiscono e fanno cantare tutti gli astanti sulle note dei brani dell’ultimo “Mezze stagioni”, ottimo disco uscito ormai un anno fa e prodotto con l’azionariato popolare. Tra Patrizia e Marco corre, c’è spazio anche per l’indovinatissima cover del classico dance anni ’90 The Rhythm of the Night (by Corona, per la cronaca). Non solo brani dell’ultimo disco, ma anche qualche pezzo più datato tratto da “Tanti saluti”, come Luisa, o l’anti-hit Giorni vacanzieri. La band sa coinvolgere il pubblico e fa del divertimento sul palco la propria arma di conquista. Contagiosi e prorompenti, gli Ex-Otago si confermano live una della realtà italiane più valide nell’ambito dell’indie pop e non solo. Parlare di band emergente è ormai riduttivo, nonostante la loro autoironia nel definirsi orgogliosamente “band emergente dal 2002”. C’è spazio anche per apprezzare, in Bar centrale, il sapiente freestyle del Pernazza, un vero animale da palcoscenico, a suo agio su un palco come in tv (qualcuno certamente l’avrà riconosciuto più volte accanto a Piero Chiambretti nel suo programma televisivo). Con i bis Figli degli hamburger e l’ormai classico Amato the Greengrocer si giunge alla conclusione di un set decisamente convincente e coinvolgente, che ci fa sperare nel rivedere presto live la band ligure, magari per ascoltare del nuovo materiale.

Promossi a pieni voti. E come poteva essere diversamente?!

Livio Ghilardi

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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