Un quarantennale da tribute, la nostra intervista a Ivan Cattaneo

Ivan Cattaneo torna con un disco tributo alla sua quarantennale carriera.

ivan cattaneo intervista

Un tipo atipico cover

Quarant’anni sono un traguardo importante, da sempre, nella vita. Inizia il primo bilancio e si guarda indietro, ed è ciò che hanno fatto circa trenta artisti, tra cui Garbo, Luca Urbani, Banda Osiris, Giovanni Block, Susanna Parigi, Pennelli di Vermeer, H.E.R., Stefano Pais e tanti altri, che hanno accettato l’invito dalla  neonata etichetta  SOTER a rivisitare alcune delle canzoni della carriera di Ivan Cattaneo, realizzando un doppio album, Un Tipo Atipico #tributoivancattaneo.

Prolifico e provocatorio, Ivan Cattaneo ha lanciato tendenze musicali e di look. A ogni sua uscita, i fan si chiedevano: Come stupirà ora? Nel primo decennio della sua carriera, ha registrato cinque album d’inediti di grande rilevanza artistica, tra il punk e la neopsichedelia, la new wave e il pop rock, un avanguardista musicale, rompendo barriere, spingendosi ogni oltre correndo anche rischi, album da cui, i quasi trenta artisti riuniti per il tribute hanno scelto le meravigliose canzoni con testi dissacranti e ironici, ma si parla anche di amore.

Per il suo quarantennale, Ivan sta preparando una grande mostra di pittura tra performance e racconti, e canzoni in video-art, dal 10 dicembre al 10 gennaio in Galleria Vitaloni a Milano.

Proviamo a descrivere i tuoi primi cinque album d’inediti, come li definiresti, oggi, in poche parole?

UOAEI: l’album forse più sperimentale, dove adoravo giocare con la voce, vocalizzi, acrobazie sonore, linguaggi inventati, testi influenzati da Allen Ginsberg e varia Beat Generation.

Primo secondo & Frutta (IVAn Compreso): un album demenziale rock-disco con riferimenti sonori, infatti, a Zappa & Company. In quest’ album vi sono canzoni più compatte e meno eteree e vocalizzate che, invece, vi erano nel precedente, che era “Psichedelico” in assoluto.

SuperIvan: L’incontro magico con la PFM che, allora, era il gotha della Progressive-Music. Le canzoni si fanno canzoni vere, ma con matrice azzardata e sempre irriverente, vedi Male Bello interpretata, poi, anche da Patty Pravo.

Urlo: Grande incontro con Tony Mimms, genio dell’arrangiamento. Proseguo con forma canzone, ma molto più elaborata, sia nei testi sia nelle parti musicali, come Polisex, Madame Satan, ecc..

Ivan Il terribile: Un album sofferto che arrivava dopo Duemila60 Italian Graffiati e i miei pezzi, le mie creazioni si dovevano confrontare con la memoria di canzoni  da Hit Internazionali;  inoltre, il personaggio già di per se strano e “Atipico”,  si mescolava a canzoni ancora più atipiche e per nulla accomodanti o commerciali.

Aggiungerei ‘Il cuore è nudo e i pesci cantano!’ del 1992, il mio lavoro più completo da cantautore e musicista, precursore nell’intento di fondere la canzone d’autore con l’elettronica e con sonorità drum’n’bass, affermatesi in seguito e realizzato con i primordiali Datura. Dedicato agli insegnamenti del maestro spirituale Osho e alla rivoluzione dell’anima.

Luna presente, invece, è un album del 2005 interamente composto da me, che amo molto per le canzoni ripulite da ogni ermetismo, comunicative al massimo e dedicate ai dodici mari metafisici della luna.

Il tuo primo album, di cui cade il 40° anno, lo hai inciso nel periodo della nascita delle prime radio libere e tv private, ci fu qualche brano che passò alla radio o quale fu il tuo primo?

Non credo. Accadde con i dischi successivi. Il mio primo disco era molto difficile anche per le radio libere, forse. Ricordo un pomeriggio da Lucio Battisti, andai a trovarlo con Nanni Ricordi, e, lui aveva il mio album UOAEI e rimasi strabiliato, BATTISTI con il mio primo lp! Mi disse che avevo tanto coraggio nello sperimentare e mi prese il batterista e lo fece tutto suo nell’album “ il contrabbasso la batteria eccetera“, era il mitico Walter Calloni, che suonava per la prima volta in un LP, ed  era talmente bravo che, dopo Battisti, divenne il batterista ufficiale della PFM.

Cinque album sempre con ottime collaborazioni. Come avvenivano in quel periodo, imposte dalla casa discografica o alla buona tra amici in comune? Qual è stata per te la collaborazione più interessante?

Le collaborazioni erano momenti di vita, gente che s’incontrava sulla strada della musica. L’incontro più importante è stato con Tony Mimms, lui ha vestito per la prima volta le mie canzoni in modo assolutamente non-provinciale.

ivan cattaneo intervista

Ivan Cattaneo

Coraggio e determinazione, dopo il liceo sei partito per Londra, come vedevi il mondo al di fuori del tuo piccolo paesino e, quanto ti ha aiutato a crescere caratterialmente e artisticamente?

Era un mondo diversissimo da oggi. Non c’era la globalizzazione e le nazioni, nel bene e nel male erano totalmente differenti, quindi, partire da un’Italia povera e provinciale, per approdare in una Londra chiamata Swimming London, con tutti i suoi aspetti più glamour dissacranti, è stata una completa folgorazione  che mi ha cambiato la vita.

Fin dal primo album, e, quindi, dalla tua prima promozione del disco, non hai nascosto la tua omosessualità. Hai avuto ripercussioni? Come vivevano l’omosessualità, in quegli anni, gli italiani?

Molto male. Persino il pubblico di sinistra del Parco Lambro a Milano, nel 1975, non comprese il diritto di tutti a vivere liberamente la propria sessualità. Personalmente non me ne facevo un problema e andavo per la mia strada senza nascondermi. 

Oggi come oggi,  non credo nemmeno più di essere omosessuale, nel senso che, per essere eterosessuale o omosessuale, implica un’azione ed esercitazione e frequentazione al sesso, che, invece, io ho completamente abbandonato, dicono pace dei sensi eh, eh, eh…

La tua immagine e creatività erano davvero forti e di grande personalità, chi ti ha supportato e dato credenziali?

Nessuno! Non devo dire grazie a nessuno! Mi sono sempre trovato da solo, io e le mie idee di pensiero e d’immagine esterna. Era una battaglia continua e non erano tempi, come oggi, dove sono tutti piercinnati tatuati e stravagantati a mille!

Un tipo atipico, un grande tributo da parte anche di giovani musicisti. Come ti sono sembrate al primo ascolto queste rivisitazioni? Non ti chiedo quale preferisci, ma, almeno, a quali di queste canzoni sei più affezionato?

È stata una sorpresa folgorante, e dalla doppia azione, primo perché si fa un tributo, e, questo è scontato.

La seconda constatazione è che si tratta di un tributo a canzoni “celate“, cioè al lato oscuro, nascosto e sottovalutato per quaranta anni di un artista che ha avuto un clamoroso successo ma, ahimè, solo come interprete leggero, troppo leggero, purtroppo…

E la mia grande amarezza è il non essere stato capito  mai abbastanza, anzi travisato, anzi straudito e valorizzato solo per giochi revival, carini sì, piacevoli anche, ma non totalmente esplicativi del mio mondo più da artista sperimentale.

Dico semplicemente grazie a tutti questi ragazzi e ai colleghi che mi hanno risvegliato e accarezzato il cuore con le loro bellissime reinterpretazioni.

Grazie, soprattutto, a Salvatore De Falco, grande artefice e maestro di cerimonia e agglomerante di tutti questi artisti.




Che cosa farai per questo quarantennale di carriera?

Personalmente sto preparando una grande mostra di pittura, e non solo, con performance e racconti, canzoni in video-art. Sarò a Milano dal 10 dicembre al 10 gennaio in Galleria Vitaloni in via Ampere, 27.

La tua casa discografica di allora, la Cgd ti voleva relegare in un cantante revival, in pratica segnare la tua fine artistica, dopo pochi album, ti avrebbe anche buttato fuori, invece, cosa è successo esattamente?

Non esattamente, sono stato io, nel 1986, a implorare la mia discografica che mi lasciasse libero (mi doveva un altro lp), ma avevo intravisto nella cgd una nave che stava per affondare e che, comunque, non mi avrebbe mai aiutato a galleggiare nei miei sogni di musica differente.

Dopo la rottura con la casa discografica e il non voler più fare musica, se è così, cosa è successo nella vita artistica e privata di Ivan Cattaneo?

Continuo a scrivere canzoni, ne ho esattamente 674 di brani inediti e più di 1400 provini!

Dipingo, canto, faccio concerti quando capita, vivo, ma non cerco di fare della mia vita un inseguimento alla carriera.

Voglio e farò dischi ed esperimenti e unioni di linguaggi fra pittura, musica, poesia e video, come facevo ai tempi di Uoaei, e, non mi preoccuperò assolutamente di vendere dischi, tanto ormai non li vende più nessuno, ah, ah, ah. Perché la musica, dopo i 78 giri, dopo i 45, dopo 33 giri,  dopo cd e altre stramberie  è ritornata nell’aria… Come faceva la canzone? Music in the air… ah, ah, ah!.

Intervista a cura di Nicola Garofano.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *