Andrea Minoia e la sua nuova linea editoriale di Playboy Italia: nessuna collaborazione con Fabrizio Corona

andrea minoia, playboy

Andrea Minoia Playboy Italia

In questi giorni, non si parla d’altro che del cambiamento epocale che, Playboy America, attuerà dal prossimo anno sulla rivista, non si vedranno più nudi integrali, ma solo donne sensuali, questo, però, non avverrà in Italia, parola del nuovo editore Andrea Minoia, giovane e sagace imprenditore italiano, che, in quest’ intervista, spiega la nuova linea editoriale di Playboy Italia, i suoi desideri per il rilancio della rivista e la completa estraneità di Fabrizio Corona alla collaborazione della rivista.

Negli ultimi anni Playboy in Italia ha avuto periodi brutti, anche di interi anni di non pubblicazione. Cosa le ha fatto decidere di avventurarsi nella pubblicazione di questa rivista?

Abbiamo deciso di acquisire la licenza, a seguito di una constatazione: cercavamo posizioni adv per un nostro cliente che voleva investire su un magazine maschile ed eravamo veramente in difficoltà per mancanza di testate. La mia precedente esperienza, con il mercato dell’editoria, e, un po’ di incoscienza, tipici di una startup, hanno fatto il resto.

Sono pochi mesi che lei ha preso in mano le redini di Playboy, può farne già un bilancio?

Playboy è un marchio che ha una potenza incredibile: 60 anni di storia e ancora se ne parla. Questo, già di per sé, costituisce un driver importantissimo per qualsiasi iniziativa. Quello che si costruisce intorno a un brand così potente è innanzitutto un processo immaginario e aspirazionale, in cui i tuoi lettori devono poter sognare. Il giornale è una delle tante estensioni in cui operiamo e il bilancio è sicuramente positivo. In difficoltà, oggi, sono i modelli editoriali, non i brand e per questo siamo molto fiduciosi sul futuro.

Anche in Italia seguirete la linea americana, niente più nudi integrali sulla rivista? Potete rifiutarvi a questa nuova linea e andare avanti vecchio stile?

Ogni edizione di Playboy è indipendente e ha libertà editoriale nella creazione dei contenuti, quello che possiamo confermare è che, secondo noi, l’obiettivo dell’edizione americana era quello di dare una svolta definitiva a un processo già in atto da parecchio tempo. Playboy, che è stata identificata come una rivista d’intrattenimento per adulti, da parecchio tempo è, nei fatti, un contenitore di lifestyle e di approfondimento, il cui focus non poggia più solo sull’erotismo ma su un approccio, più ad ampio raggio, sull’universo femminile. Sulle nostre pagine continueranno ad apparire i nudi realizzati come solo Playboy sa fare. Questo cambiamento dall’America ci permette, però, di essere più liberi nel come e quando proporre questo tipo di contenuto. La scelta di quanto mostrare di se sarà in mano alle protagoniste e alla loro voglia di stuzzicare il desiderio dei nostri lettori, del resto se una donna vuole posare nuda perché dovremmo censurarla?

Ha conosciuto Hugh Marston Hefner, fondatore e creatore dell’impero di Playboy?

No, non ho ancora avuto il piacere di conoscerlo di persona, siamo stati invitati a Beverly Hills, ma le contingenze operative di un brand all’inizio di un rilancio così importante, non ce l’hanno ancora permesso.

Anche in Italia, così come in America, a causa di internet, le vendite sono calate? O qual è il vero problema?

Le nostre vendite stanno aumentando, anche se, ovviamente, lo storico che abbiamo è ancora cortissimo e il nostro benchmark di riferimento è probabilmente poco significativo. Il problema, però, è più legato agli investimenti pubblicitari e, in generale, alla preparazione di una strada più solida per il futuro. Le vendite non calano, semplicemente mutano i bacini di utenza e, quindi, i modelli di revenue legati in generale ai contenuti. C’è uno spostamento di budget verso il mondo digitale e non cogliere questo cambiamento mette a rischio il futuro di una content company, come sempre gli americani vedono lungo e noi faremo lo stesso.

Fabrizio Corona collabora alla rivista? Com’è avvenuto il contatto?

Come ho già avuto modo di spiegare nell’editoriale del numero di ottobre, Fabrizio Corona non è in nessun modo coinvolto nella conduzione della nostra testata, com’è stato erroneamente riportato da alcuni media. Semplicemente, l’agenzia che rappresenta Le Donatella, con cui abbiamo preso contatti per la cover story di questo mese, è in qualche modo riconducibile a Corona. Tutto qui.

Andrea Minoia

Andrea Minoia

Lei ha un desiderio particolare per una copertina?

Ne ho tantissimi, ma le nostre celebrity sono un po’ refrattarie al nudo integrale, questa notizia e questo cambiamento sicuramente ci permetteranno di avvicinarle di più al nostro mondo e rendere felici i nostri lettori.

Che età hanno i lettori di Playboy? Le nuove generazioni conoscono la rivista?

Dipende a quale estensione ci riferiamo, se parliamo del cartaceo, il nostro lettore ha dai 35 ai 55 anni. Se parliamo dei social, il pubblico maggiore è dai 18 ai 28, sul sito praticamente vediamo rappresentati tutti i maschi italiani. Le nuove generazioni conoscono il brand che vanta oggi una riconoscibilità al pari di brand globali, come Coca Cola e Nike, e, sanno che è abbinato alle belle donne e all’universo maschile, questo basta.

e le donne come vedono questa rivista. Ha avuto qualche attacco dalle femministe?

Penso che, da un certo punto di vista, questa nuova strada permetterà di sdoganare finalmente Playboy come giornale per un pubblico più ampio. E, magari, qualche donna si sentirà autorizzata nel leggerci per scoprire un pochino di più il mondo che appassiona anche loro, cioè quello degli uomini. Quello che ho toccato con mano e che le interviste che ho rilasciato in questi giorni condotte da giornaliste donne hanno avuto feedback positivissimi e continuiamo a ricevere complimenti, speriamo di soddisfare le aspettative.

Lei è un giovane imprenditore, come e da dove è iniziata la sua carriera?

Ho iniziato a lavorare in ambito tecnologico (Olivetti Wang Global, Getronics), per poi iniziare la mia carriera imprenditoriale sempre nella tecnologia. Una forte passione per la fotografia, che è mutata presto nel mestiere della pubblicità, e, in quella che è oggi la mia visione del mondo della comunicazione che vede il contenuto come veicolo principale per gli inserzionisti. L’interesse per la parte editoriale è una conseguenza di questa strada.

Che cosa succederà, comunque, nei prossimi mesi a Playboy Italia?

Per quello che ci riguarda, continueremo con la nostra linea editoriale che prevede interventi negli ambiti della politica, della sessualità nel senso più ampio del termine, del valore delle donne all’interno della nostra società, come nel caso dei ritratti di Laura Boldrini e Maria Elena Boschi. Quindi non solo donne che ricreano immaginari sensuali ed evocativi, ma anche donne al potere che incidono con il loro cervello nella vita di tutti i giorni. Continueremo sicuramente su questa strada, perché i lettori ci stanno premiando, e non vediamo pertanto ragioni per cambiare. Una cosa rimane invariata, Playboy dopo 62 anni riesce ancora a far parlare di sé!

Intervista a cura di Nicola Garofano.

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