Damien Mcfly, da Padova al mondo: ecco Parallel Mirrors [Video]

Vi sarà capitato di imbattervi in una delle sue famose cover acustiche di brani rock e dance (https://www.youtube.com/user/damienmcfly/videos) ma Damien Mcfly è molto di più che un abile rivisitatore di successi da classifica. Il ventiseienne cantautore padovano esce in queste settimane con New start, il primo singolo estratto dall’album “Parallel Mirrors” per l’etichetta Ferrari Records.

New Start, che ha un video ideato dallo stesso Damien “girato per le strade di Venezia per dare un’immagine diversa della città nel mondo”, racconta di un nuovo inizio a livello sentimentale, ma non inteso nella maniera più semplice, da una persona ad un’altra, piuttosto come un riavvicinamento con una nuova consapevolezza. “Parlo spesso delle mie esperienze, anche se è un modo viscerale di vivere la musica, ma nei testi un cantante dovrebbe parlare di quello che sa. Non ho protesta o contrasti nel mio dna, quindi la radice folk per ora è solo nelle atmosfere musicali”.

Eppure c’è un pezzo nel disco, Call It Freedom, in cui il giovane musicista si cimenta con la canzone “generazionale”: “nulla di politico ma credo che siano parole che parlano alla mia generazione, riguardano la presa di coscienza della possibilità di potersi costruire un futuro e migliorare. Viaggiare fa bene, ma quando si torna è importante mettere a frutto quello che si è imparato”.

Damien compone alla chitarra e, soprattutto, lo fa in giro per il mondo. Perché lui è davvero uno che gira molto con la sua musica e quando glielo facciamo notare si schernisce: “Un’impresa? Penso che sia stata premiata la mia costanza. Ho pensato che sarebbe stato produttivo farmi le ossa all’estero e poi presentarmi in Italia con qualcosa di già rodato”. E non è un vezzo: da solo il cantante si è procurato date in Inghilterra come in America e nord Europa. “Sono stato a vedere dei concerti al Bataclan di Parigi e vedere oggi che succede alla musica dal vivo mi fa molto male”.

damien mcfly intervista

Damien McFly cover

Damien abita il mondo senza barriere, quel mondo dei musicisti giovani e vogliosi di sperimentazione e contaminazione, quello degli innamorati della musica che non si fermano ai talent show di casa nostra e alle beghe interne del nostro asfittico panorama nazionale. “Che sia una tenda in un festival o un pub, tutti sono abbastanza cortesi e interessati a quello che canto quando vado all’estero. Del resto la sacralità con cui si assiste ai concerti fuori dall’Italia è davvero impressionante. Ai festival la gente ci va con tutta la famiglia”. Ma si accorgono che sei italiano? “Non faccio nulla per nasconderlo, ma devo dire che non se ne accorgono”.

Sentendo le 12 tracce del disco si ha l’idea che il cantautorato di stampo internazionale anche qui da noi può essere perseguito senza scendere a compromessi con il gusto omologato della teen music o del produttore di grido di turno. “Rischia di essere tutto omogeneo – dice lui – e quindi non voglio ricevere ordini o suggerimenti di indirizzo, almeno nella musica. E l’attenzione che mi stanno dando le radio indipendenti è una testimonianza di validità di quello che ho sempre avuto in testa”.

Fa di testa sua Damien, ma è anche un modo per mettersi alla prova costantemente, dopo aver avuto la soddisfazione di aver dei pezzi passati in radio all’estero, non solo le sue cover.

Ma perché la scelta di quel titolo, Parallel Mirrors? “Nell’album parlo di quanto tutte le nostre vite siano simili, di come per anni con persone ci si specchi costantemente senza mai incontrarsi davvero. Siamo tutti specchi paralleli e cerchiamo un po’ di noi stessi negli altri. Il concetto si rompe nel momento in cui gli specchi si incontrano e le due singole immagini diventano una sola”.

damien mcfly intervista

Damien McFly

A cura di Christian D’Antonio

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *