Da marzo in tour Simona Molinari ci invita a “Casa sua”

Dal 5 marzo l’impeccabile voce della musica italiana, Simona Molinari, sarà in tour in tutta Italia per presentare dal vivo “Casa Mia”, il nuovo disco, dove l’eleganza, il fascino e la dolcezza della meravigliosa Simona si confronta con i grandi classici jazz, come “Puttin’ on the Ritz”, “Dream a Little Dream of Me” o “Quizás Quizás Quizás”. Dieci bellissimi e famosissimi brani jazz suonati con la sua band storica, La Mosca Jazz Band, formata da Fabio Colella (batteria), Fabrizio Pierleoni (basso), Claudio Filippini (piano) e Giampiero Lo Piccolo (clarinetto e sax), e arricchiti dalla preziosa partecipazione della Roma Sinfonietta, l’orchestra sinfonica di Ennio Morricone. Mentre sul palco, Simona Molinari, sarà accompagnata, oltre dalla sua band storica, da un quartetto d’archi tutto al femminile, e, in alcune tappe canterà insieme all’orchestra Magna Grecia di Taranto.

simona molinari intervista

Simona Molinari

In partenza da marzo per il nuovo tour, hai preparato qualche sorpresa per i fan? Puoi svelarci qualcosa?

Ci stiamo ancora lavorando, dico solo che vorrei che la gente si sentisse a “casa”, come in una serata tra amici.

Oltre alla tua band e al quartetto d’archi, ci sarà qualche ospite particolare durante qualche tappa?

C’è un membro della mia band che in questo momento è impegnato all’estero, perciò ci sarà un nuovo deejay. Per quanto riguarda gli ospiti, invece, vedremo. Inoltre, in tre date canterò con l’orchestra Magna Grecia di Taranto.

Quale canzone ti diverte o ami di più cantare durante un tour?

Ce ne sono tante. Probabilmente “Mr Paganini” è quella che mi fa prendere un bel fiato all’inizio e tirare un sospiro di sollievo alla fine, perché è molto impegnativa, altrimenti, amo cantare “Smoke gets in your eyes”.

Parlando del tuo ultimo album, Casa mia, come hai scelto i brani? Impresa ardua?  

Abbastanza ardua, ho una miriade di dischi in vinile, ho ascoltato e fatto una selezione, ma avrei potuto registrare decine di dischi, ho scelto quelle per il disco pensando alla scaletta per i live.

Qual è la canzone più difficile da affrontare per i musicisti jazz e per una cantante?

Non ti saprei dire qual è quella per i musicisti jazz, credo che ognuno abbia i suoi scogli, idem per me, in realtà, credo che, con un po’ di impegno e tenacia, si superi qualsiasi ostacolo e una volta superato, la cosa veramente difficile è trovare la chiave e l’emozione per cantarlo/suonarlo ogni sera al cento per cento.

Cosa rende una cantante, una cantante “jazz”?

Principalmente credo che la cantante jazz sia una cantante che si percepisce come cantante e, allo stesso tempo, come strumento musicale, deve sapersi muovere in maniera elastica sul tempo, sulle note e sulla struttura delle canzoni, deve saper cambiare, inventare, sperimentare e, soprattutto, comunicare con i musicisti e con il pubblico.

Studi ancora? Il jazz richiede molta formazione vocale?

È un po’ di tempo che non vado più a lezione, non ho molto tempo a disposizione, quello che faccio lo faccio a casa, conosco i miei punti deboli e lavoro su quelli. Credo non si smetta mai di studiare.

Ma la Molinari cantautrice sta continuando a scrivere?

In realtà, ho diverse canzoni pronte di cui sono molto soddisfatta, ma non ti nascondo che per un certo periodo di tempo ho smesso, mi sono dedicata un po’ alla vita, quella fuori dal palco. Mi sono resa conto che la crescita artistica è strettamente collegata alla crescita personale, sto ricominciando ora a scrivere.

simona molinari intervista

Foto di Alessandro Rabboni

Come vi siete conosciuti e com’è nata la tua band storica, La Mosca Jazz Band?

È nata nel 2007. Ci siamo conosciuti direttamente in studio, dovevamo registrare un disco di Natale jazzato e, come spesso succede, non ci conoscevamo affatto. Ci siamo trovati talmente bene che abbiamo continuato a vederci per suonare insieme, volevamo registrare una demo per andare all’estero. Poi io li ho presentati al mio produttore e quando di lì a poco ho vinto il concorso per Sanremo, abbiamo deciso di andare tutti insieme sul palco. Da allora siamo sempre insieme… d’altronde la Molinari si prende sempre con la Mosca

Mi parli anche del quartetto femminile che ti accompagnerà durante il tour? Avevi già lavorato con loro?

No, è la prima volta, sono delle professioniste in gambissima che lavorano già in tv e che renderanno il palco più luminoso che mai.

Solita domanda, chi sono, secondo te, i giganti del jazz e chi ti piace ascoltare di più?

Per ogni strumento potrei darti nomi enormi da Miles Davis a Keith Jarrett, ma mi fermo a ciò che mi compete, per cui tra le voci più belle e affascinanti c’è ovviamente la mitica Ella Fitzgerald, piuttosto che Nina Simone e Anita O’Day. Tra le voci maschili penso che, quella più bella, era quella di Nat King Cole. Sul modo di fare spettacolo, invece, adoro Cab Calloway.

Le prime date del “CASA MIA IN TOUR”:
05 marzo Teatro Verdi di Brindisi,
11 e 12 marzo Blue Note di Milano
16 marzo Teatro Bibiona di Sant’Agata Bolognese (Bologna)
21 marzo Chiesa Madonna della Pace di Molfetta (Bari)
22 marzo Teatro Duni di Matera
23 marzo Teatro Orfeo di Taranto
13 maggio Teatro Bellini di Napoli
16 maggio al Teatro Sistina di Roma

Intervista a cura di Nicola Garofano

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