Vetro e Acciaio: 1° capitolo “L’incontro del destino”

Vetro e Acciaio. Il locale era pieno di fumo, accaldato e sempre più affollato, c’erano persone che ridevano, altre che giocavano rumorosamente a biliardo…

Vetro e acciaio

… chi sostava da ore davanti il solito videogame e chi rumoreggiava col flipper facendo l’occhiolino alla ragazza vicino.

Fumo, legno e alcool erano fusi in una miscela a tratti disgustosa e molto, molto pregnante.
In fondo era quello che voleva Julia, tanta tanta confusione intorno e soprattutto cercare di passare inosservata il piu’ possibile.

Ancora non riusciva a credere a cio’ che le era capitato e pensare che il giorno seguente sarebbe stato il giorno piu’ importante della sua vita, ed ora eccola lì, da sola in un bar malfamato di periferia, con dei lividi sul viso e sulla fronte, i vestiti sporchi e spettinata come una piccola vagabonda, casa sua fatta a pezzi e derubata di tutto…e come se non bastasse avevano cercato di violentarla…in casa sua…il luogo che dovrebbe essere il più sicuro in assoluto per tutti…per lei non era stato cosi…era stata violata, totalmente!

Quelle immagini terribili e inattese erano ancora lì a fare capolino davanti ai suoi occhi stanchi e assonnati e obnubilati dal fumo del locale.

Lei che apre la porta per uscire di casa, una mano guantata che l’afferra per la gola e la spinge con forza dentro casa scaraventandola sul pavimento, all’istante due uomini mascherati entrano nel suo appartamento richiudendosi la porta alle spalle.
Uno dei due la solleva dal pavimento tenendola saldamente per i capelli, lei che si dibatte furiosamente ma senza risultato, l’altro uomo nel frattempo inizia a rovistare in tutti i cassetti, a svuotarli totalmente, nei mobili alla ricerca di oggetti di valore, strappando, rompendo, sfondando qualunque cosa capiti sottomano.
Il suo terrore cresce ogni secondo di piu’, si sente sempre piu’ attanagliata dall’impotenza, finchè uno dei due uomini le si avvicina tappandole la bocca, lei ricomincia a dibattersi come un insetto impazzito e in trappola, a scalciare, lui allora la riafferra per i capelli e la scaraventa contro il como’ di fianco la porta di ingresso. La raggiunge, la riafferra per i capelli e sbatte violentemente sul divano come una bambola di pezza quindi le si mette cavalcioni e inizia a strapparle la camicetta quindi il reggiseno ed a palparle con decisione e brutalità i piccoli seni.

Lei non riesce a fare altro: solo piangere, singhiozzare, stordita e terrorizzata mentre sente il peso schiacciante dello sconosciuto su di se che intanto con una mano fruga tra le sue cosce che lei inutilmente cerca di tenere serrate. Poi ecco la svolta inattesa, una ginocchiata all’uomo sopra di lei scaraventadolo contro il tavolo di vetro accanto alla poltrona, un suono assordante e in un istante Julia si ritrova sull’uscio, spalanca la porta ed esce precipitandosi per le scale…poi buio totale finchè si ritrova in quel bar.

Tutto il resto era storia per lei, ritrovatasi nei pressi di quell’anonimo locale senza neanche accorgersene e altrettanto si era ritrovata al suo interno alla ricerca affannosa del piu’ totale anonimato.
“Senta…ehi dico a lei…ehiiiii tu…mi dai un’altra birra?!” Il cameriere dopo averla udita le servì un’altra birra e lei iniziò a sorseggiarla dopo aver svitato il tappo.
“Ehi bella…se permetti quella te la offro io, va bene? Non so perchè…ma mi sei simpatica…”. Uno dei clienti al bancone le si avvicinò senza troppi complimenti.
“No la ringrazio ma preferisco pagarmela da me. Non è il caso!” Julia riprese a sorseggiare la sua birra fissando un punto a caso del retro del bancone.

“Lo sai, sei carina ma non molto gentile!” L’uomo cominciava a farsi sempre piu’ insistente e a manifestare appieno la sua ubriachezza.
“Senti…è chiaro che sei ubriaco, lasciami stare ok? Non è serata guarda…non è proprio serata!” L’uomo posò il suo bicchiere dopo aver tracannato il resto del whisky e la prese per un braccio.
“Lasciami il braccio…ho detto che mi devi lasciar stare hai capito stronzo ubriaco!” Julia cercò di strattonarsi dalla presa dell’uomo che si fece sempre piu’ insistente.
“Ehi tu…figlio di puttana!…Mi pare che la ragazza ti abbia detto che non vuole essere molestata…allora sei pure sordo oltre che ubriaco fradicio!” L’uomo aveva ormai gli occhi in fiamme, lasciò momentaneamente la presa di Julia e prestò tutta la sua “attenzione” alla donna che gli si era avvicinata alle spalle.
“E tu chi saresti?…Wonder woman?!” L’uomo cercò di imprigionare la donna alle sue spalle per la gola, lei invece evitò prontamente la stretta spostandosi di lato e con uno sgambetto fece cadere l’uomo contro un tavolo subito di fronte a lui creando un boato assordante di vetro e urla.
L’uomo seppur tramortito dall’urto e dall’alcool tornò quasi subito alla carica barcollante, si armò di una sedia e si scagliò contro la donna che lo aveva pubblicamente umiliato, l’uomo si vide bloccare ancora una volta da una presa decisa, si voltò ritrovandosi una bellissima rossa con i capelli ricci che lo colpi al viso con un pugno, lei sentì un dolore atroce alla mano ma con Julia e l’altra donna corsero verso l’uscita, nella notte fonda e buia della città.

“Non so proprio come ringraziarvi. Questa è la serata piu’ brutta della mia vita, la serata che ha cambiato forse tutto il corso della mia intera esistenza.” Julia scoppiò nuovamente in lacrime.
“Bè cara, se ti puo’ consolare anche la mia giornata non è stata delle migliori…come puoi notare meglio tu stessa.” Julia osservò meglio la prima delle due ad essere intervenuta in suo soccorso notando il suo bellissimo volto pieno di lividi e tumefazioni.
“Mio Dio…chi ti ha ridotta cosi?” La donna provò ad accennare un sorriso ma le fece subito male il labbro.
“Il mio adorato maritino! Colui che in un batter di ciglia ha trasformato la mia vita apparentemente perfetta in un improvviso inferno perfetto! Pero’ sapete se non avessi il viso ridotto cosi, la forza per reagire a quello stronzo nel bar non l’avrei mai trovata. Piacere…Laudonia Riley.” La donna tese la mano a Julia che ricambiò con un sorriso carico di amarezza e solidarietà.
“E’ incredibile…questa sembra una scena di un film melodrammatico…non riesco quasi a crederci…anch’io mi trovavo in quel bar per puro caso, non sapevo dove andare, avevo bisogno di riflettere su cio’ che improvvisamente mi era accaduto. A cercare di darmi una spiegazione al perchè la vita ti dà tanto e poi te lo toglie improvvisamente. Claudia Wilson…piacere mio.”
“Ci sarebbe da fare un romanzo…lo si potrebbe intitolare “Tre donne al bivio”!…Io sono Julia Webber…taxi….taxi…ehi si fermi!” Julia riescì a bloccare un taxi di fortuna che accostò prontamente al marciapiede.
“Allora…grazie a tutte e due…davvero…non vi dimentichero’…buona fortuna!” Julia entrò nell’abitacolo e sia Laudonia sia Claudia la osservarono allontanarsi nel buio.

“Tu da che parte vai?” Laudonia raggiunse la sua auto e invitò Claudia per un passaggio, durante il tragitto la stessa Claudia notò diverse borse e un paio di valigie riposte disordinatamente sul sedile posteriore, come se Laudonia avesse intenzione di partire ma decise di non indagare oltre, durante il tragitto regnò un silenzio quasi assordante.
“Grazie del passaggio, sei stata gentile e…mi dispiace per quello che ti è successo, è quello che non dovrebbe mai accadere ad una donna. Senti…se…se per caso ti va, voglio lasciarti il mio numero, mi puoi chiamare quando vuoi per…per…qualunque cosa. Te lo lascio qui.” Claudia poggiò il bigliettino sul cruscotto e richiuse la portiera. Laudonia guardò il biglietto e lo ripose sul cruscotto poi si allontanò anche lei nella notte mentre Claudia si incamminava verso il vicino albergo e la pioggia ricominciò a cadere.

continua…

Web soap ideata e scritta da Giuseppe Ino

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