Destini Sciacquati: 1° capitolo “L’omicidio”

Un omicidio brutale sconvolge gli equilibri di una pacifica Piazza immaginaria.

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Il giardino di Mascarpona restituiva quell’atmosfera rilassante e pacifica con gli uccellini che si inseguivano cinguettando come impazziti di gioia.

Lei era invece indaffarata come sempre in cucina tra la preparazione del suo famoso ragù alla bolognese e l’impasto delle tagliatelle che stendeva abilmente con il suo matterello sul marmo poggiato sul tavolo di legno massello.

Ad un tratto qualcosa la attirò ferocemente alla finestra sul giardino: ”Basta! Mi state rompendo le palle! Zitti basta!” Mascarpona non sopportava gli uccellini, tornò dentro, aprì l’ultimo cassetto della credenza e impugnò la pistola uscendo sul balcone e iniziando a sparare allo stormo di bestiole volanti che con un unico frullare di ali si allontanò.

Follemente soddisfatta, Mascarpona soffiò sulla canna ancora fumante della pistola: ”Meglio di quella stronza di Calamity Jane!”

“Ecco perché tuo marito è venuto con me…non ti è mai piaciuto l’uccello!” Una voce dura e severa ruppe l’atmosfera in un attimo, Mascarpona non fece in tempo a voltarsi che si vide arrivare il suo matterello ancora infarinato in piena fronte: lanciò un grido, un fiotto di sangue schizzò lontano macchiando la pentola con il ragù che ribolliva sul fuoco.

“Tu…tu…come…come…” Mascarpona non riusciva a distinguere chiaramente la massiccia figura che si ergeva dinanzi a lei: ”Io…io…e io…sei solo una piccola latteria ambulante! Muori! Muori! Muori!” La figura continuò a colpirla alla testa ripetutamente.

Lasciò cadere il matterello insanguinato, spense il fuoco del ragù, prese la pentola che ancora bolliva, cercò velocemente tra i mobili della cucina e trovò un contenitore per alimenti, vi versò all’interno il ragù ancora caldo e richiuse il tutto.

“Oggi ragù!”

“Aragoste! Totani! Alici belle…alici fresche!…Venite…prezzo speciale!” Filiberta gestiva da anni con successo il banco del pesce della vicina piazzetta della misericordia, lei e il marito Ubaldo sembravano molto affiatati, lui pescava all’alba ciò che lei vendeva brillantemente durante tutto il giorno.

Mentre era intenta a raccogliere delle alici, Filiberta vide arrivare con urgenza una donna ancora in vestaglia da notte sgualcita.

“Devi venire subito…è successa una tragedia…Mascarpona…è morta…stecchita…abbattuta come un uccello…!”

“Ma che dici? Tu poi per le tragedie meglio di Alda d’Eusanio! Ma chi la uccide a quella!”

“E invece ti dico che è morta…l’hanno ammazzata con il matterello!”

La donna piangeva a dirotto e singhiozzava convulsamente.

“Madò mò mi fai preoccupare veramente…Lacrimo’ ma sei sicura?”

“Ti dico di si…vieni andiamo… è pieno di Carabinieri!” Filiberta lasciò all’istante il banco e sottobraccio con Lacrimogena corse verso la casa di Mascarpona.

Già nell’avvicinarsi al cortile, le due donne trovarono gente ferma e sparsa nei dintorni e macchine dei Carabinieri con un’ambulanza che stava trasportando una lettiga con un corpo avvolto da una cerata nera.

Filiberta si fece largo e si avvicinò, abbassò la cerata e venne colta da un sussulto: ”Oddio poveretta…ieri aveva fatto la permanente! Ma chi l’ha ridotta cosi?!”

Lacrimogena continuava a singhiozzare e piangere aggrappandosi a Filiberta che intanto cercava di farsi largo tra la folla per entrare all’interno della casa dal cui interno proveniva un profumo di ragù che metteva appetito nonostante il macabro accaduto.

“Era sempre una gran cuoca! Guarda qua quanto ben di Dio!”

“Scusate ma qua non potete stare…rischiate di rovinare delle prove! Voi la conoscevate la signora?” Uno dei giovani Carabinieri si avvicinò alle due donne con un blocchetto.

“Si eravamo amiche…facevamo la spesa insieme…raccoglievamo i punti del latte insieme…facevamo tutto insieme insomma…vero Lacrimò?” Ma Lacrimogena singhiozzava ininterrottamente.

“Non ci fate caso…questa è cosi…piange peggio di Brooke in Beautiful!…E’ sensibile!”

Il Carabiniere le accompagnò fuori mentre tra la folla uno sguardo le osservava attentamente, sembrava conoscere le due donne.

In città il parrucchiere Furibondo Calmato stava piastrando i capelli ad una cliente, il negozio era molto frequentato e conosciuto: “Capello Pazzo” era il coiffeur più ambito della zona.

“Allora Cris…ti piacciono cosi…più lisci…secondo me ti tolgono almeno dieci anni…ti devo fare pure le mesc?”

“Le mesc le fai a tua sorella in mezza alle gambe!…Basta che spilli soldi tu!…Vanno bene cosi!”

Crisantema era odiata praticamente da tutti o quasi, perfino la terra dove camminava se avesse potuto l’avrebbe risucchiata come un enorme buco nero: dispotica, sboccata, scostumata anche se era una bella donna, sempre ben truccata, ben pettinata e ben vestita, peccato che quando apriva bocca pure le pietre si vergognavano per lei.

“Povera Mascarpona…morire in quel modo in casa sua…io non lo so…qua manco in casa propria si sta al sicuro…bò!” Furibondo posò la piastra e con le mani dava gli ultimi ritocchi al suo lavoro.

“Eh già…ma quella slavata non si faceva mai i cazzi suoi…conosceva sempre vita, morte, miracoli, resurrezioni, imbalsamazioni, indiscrezioni, indecisioni, dubbi, incertezze, paure, ossessioni, fobie, stronzate, ambivalenze…chella troia…se la teneva conservata per i vermi!”

Furibondo intimamente disgustato da Crisantema subito le diede il conto, lei si alzò, prese la borsetta di camoscio e il portafogli di pelle di rinoceronte.

“Sei proprio un mafioso autorizzato lo sai? Ottocento euro per uno shampoo e una messinpiega non ti sembra eccessivo piccolo frociazzo dei tombini?!”

“E tu sei sempre la solita tirata come Alba Parietti…ma se ti ho fatto pure lo sconto comitiva?!”

Crisantema gli firmò l’assegno velocemente e lasciò il negozio.

Entrando nella sua Fiat 127, Crisantema rovistò nella borsetta e cercò qualcosa al suo interno, notò un guanto macchiato di sangue, si guardò intorno, mise in moto e partì ad elevata velocità…circa 20 km all’ora.

La prima contro-soap opera web ideata da Giuseppe Ino




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