Destini Sciacquati: 2° capitolo “Battaglia al cimitero”

Mascarpona Rotondetta, una casalinga perfetta, è stata trovata uccisa nella sua cucina anima della sua casina mentre preparava il suo ragù misteriosamente scomparso, finora i carabinieri è un continuo andirivieni!

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La cronista del “Tg Sollazzo”, Rima Baciata concluse la sua edizione super eccezionale extra straordinaria del suo tg con la notizia della morte di Mascarpona. Rima si alzò dalla sua postazione e subito pronta la parrucchiera con i bigodini fluorescenti mentre il truccatore era pronto a ritoccarla con le pennellate di formaldeide numero 15.

Intorno c’era la tipica atmosfera da redazione di un normale telegiornale: persone che sedute leggevano il giornale, chi chiacchierava al telefono, chi si rifaceva le unghie, chi amoreggiava negli angoli più impensati, insomma normale professionale amministrazione!

Filiberta sottobraccio con Lacrimogena stava raggiungendo il vicino cimitero, luogo risaputo di pace e tranquillità. Entrambe cercavano la tomba di Mascarpona, Lacrimogena si soffiava il naso con i suoi fedelissimi fazzoletti “Temporale” profumati al cavolfiore.

“Però Lacrimò…potresti smettere solo due secondi di piangere?…Due secondi non dico tanto!” Filiberta cercava di consolarla ma Lacrimogena continuava imperterrita il suo pianto disperato e ininterrotto.

“Lo so Fili…ma non riesco proprio a smettere!”

“E allora ti devi disintossicare figlia mia se non riesci a smettere…e che cavolo!…Domani ti passo il numero dell’ANONIMA RIMPIANTI! Cosi ci vai e ti fai due chiacchiere con le altre disgraziate…più di questo non posso fare!”

Lacrimogena accennò ad un sorriso verso l’amica del polmone sempre al suo fianco mentre con l’ennesimo fazzoletto si asciugava le copiose lacrime che le zigzagavano le gote.

Filiberta notò in lontananza un volto a lei familiare, ma la sua espressione denotava non certo il piacere di vedere quel volto, per un attimo era quasi tentata di tornare indietro, ma qualcosa si mosse nel suo pancreas che la portò ad affrontare quella sgradita presenza.

Crisantema stava poggiando il suo enorme mazzo di ravanelli rossi sulla lapide in calcestruzzo di Mascarpona con su inciso l’epitaffio tanto voluto da Filiberta:”

Qui giace Mascarpona…amica…cuoca…confidente…persona…donna…moglie…anima…cuore…braccia…gambe…casalinga…e chi ne ha più ne metta!

Infatti bisognava aggirare la lapide per leggere l’intero epitaffio che Filiberta aiutata da Lacrimogena aveva creato con tanta tanta fatica, infatti ci avevo messo due secondi per scriverlo.

“E tu che ci fai qui?” Filiberta non riusciva a nascondere il suo visibile disappunto che quasi le faceva esplodere le pupille nell’area circostante l’occhio di vetro anni addietro trapiantato al posto di quello sano per un infezione lacrimare.

“Quello che ci fate voi…Lacrimogena come stai? Ancora non ti si sono seccati gli occhi a furia di piangere?” Crisantema era cosi, sempre visibilmente soddisfatta quando poteva umiliare qualcuno con facilità, infatti Lacrimogena riprese il pianto interrotto solo cinque secondi addietro.

“Ecco qua…vedi che hai fatto? L’hai fatta piangere e mò?…Mi tocca comprarle un altro scatolo di “Temporale”…Tu….tu…tu…sei solo una piccola centrifugata con la messinpiega!”

Crisantema scoppiò in una fragolosa risata malefica.

“Senti chi parla…la pescivendola con l’occhio di vetro…ma vatti a fare una lavanda gastrica all’albicocca brutta statua di cera abbandonata!”

Filiberta aveva l’acquolina agli occhi, era fucsia di rabbia si tirò subito su le maniche del cappotto di pura lana vergine dell’Angola.

“Allora fatti sotto…ti faccio vedere che questa pescivendola è in grado oltre che di venderti pure il bancone della pescheria senza che te ne accorgi pure di graffiarti tutta la tua bella faccia di gomma!”

Un’altra risata chiassosa di Crisantema che si sbottonò la sua elegantissima giacca firmata Giugiara Mantella.

Le due donne erano una di fronte all’altra, con le mani lungo i fianchi pronte a confrontarsi come non facevano da duecento anni circa.

Lacrimogena terrorizzata e in lacrime fece qualche passo indietro già ansiosa di quello che stava per succedere sotto i suoi occhi inzuppati di lacrime.

Intanto al Padiglione auricolare della vicina Fiera delle sedie di vimini, Giugiara era dietro le quinte, le seste e le settime della sua nuova sfilata di abiti al portatore. Era indaffaratissima a dare gli ultimi ritocchi e le ultime sberle alla prima modella utile che le capitava a tiro e con una spinta le lanciava in passerella.

Finalmente toccava alla modella di punta entrare in passerella indossando il primo abito da sposa completamente ecologico: solo buste della spazzatura cucite al contrario una sull’altra a formare tanti strati per dare un tocco finale come di un enorme torta alla panna smontata.

“Anca…sei semplicemente stupenda…questo abito farà scintille…fuoco e fiamme…incendi…ustioni…bruciature…seccature…le donne si strapperanno i capelli dalla disperazione…gli uomini divorzieranno ancor prima di sposarsi per comprarlo alle loro future mogli e tu…tu….tu sei semplicemente magnifica!”

Anca trascinando il rumorosissimo abito di buste si accingeva ad entrare in passerella pronta a sfilare con il suo fisico statuario e filiforme, con le sue movenze sinuose e sensuali come una carota. Giugiara aveva il cuore che le andava a venti all’ora come la 127 di Crisantema dall’emozione, era convinta di aver fatto ancora una volta centro, piazza e vicoletti.

Anca Sbilenca ondeggiava come una farfalla obesa sulla passerella, l’abito quasi luccicava sotto lo sfavillìo delle luci al neon che rendevano l’atmosfera ancora più di altri tempi.

Ad un tratto però la magia fu interrotta bruscamente da un suono sordo di qualcosa che si spezza, il tacco dello zatterone di Anca si incrinò facendola cadere dalla passerella e finire rovinosamente tra le braccia della donna delle pulizie che era tra il pubblico a scattare foto con la Kodak usa e getta. Giugiara corse a chiamare subito i pompieri e la protezione civile, era una tragedia.

Intanto al cimitero: Filiberta e Crisantema si fronteggiavano con le mani lungo i fianchi pronte a combattersi fino alla vanagloria eterna.

“Tu hai ucciso Mascarpona…solo tu potevi fotterti oltre il marito anche il suo squisito ragù alla bolognese tirchia come sei…a stento spendi i soldi per comprarti il pane! Zoccola!”

“Vacci piano con le parole…tu non mi conosci proprio…io odiavo Mascarpona…ma non avrei mai avuto il coraggio di ucciderla in quel modo…al massimo chiuderla per un mese nell’armadietto delle scope ma ucciderla mai…alcolizzata!”

“Tu…tu…tu sei una troia di prima categoria…ci hai provato con gli uomini di tutto il paese e pure con il mio…ora è finita…mi sono scocciata di aver timore di te brutta funga velenosa!”

Filiberta era arrivata ormai allo stremo della sopportazione, tutto l’odio stava salendo fino ai capelli tinti, si guardò intorno alla ricerca di qualcosa e finalmente si illuminò come un abat jour quando notò una tomba scoperchiata con le ossa ancora fuori, corse verso quella fossa ancora aperta, Crisantema capì le sue intenzioni e corse per fermarla.

Filiberta afferrò un femore e iniziò a colpire Crisantema ai fianchi, la donna cercava di divincolarsi come poteva sotto i colpi feroci di Filiberta ma quest’ultima sembrava furia a cavallo del west!

Crisatema urlava di dolore e rabbia, riuscì a scansare uno dei colpi di Filiberta, raggiunse le ossa a cielo aperto e afferrò la prima tibia utile, le due donne ora si potevano fronteggiare ad ossa pari.

“Fatti sotto… Chiwawa!” Crisantema le corse incontro con la tibia, Filiberta la bloccò con il suo femore.

Lacrimogena intanto si era seduta e si godeva lo spettacolo con il suo blocco segnapunti.

“Vai Fili…che sei in vantaggio!”

Le due nemiche continuavano a scontrarsi come due spadaccine di Star Wars, la lotta assunse contorni di assoluta parità, erano entrambe senza fiato quando sopraggiunse una pattuglia della guardia costiera e le arrestò senza troppi complimenti.

Allo scontro altre due donne avevano assistito con una curiosità fin troppo evidente.

“Finalmente qualcuno ha deciso di tenere collo a quella battona africana di Crisantema!…Che non sa ancora cosa l’aspetta adesso!” Prepuzia Ammaliata si aggiustò la parrucca di raso celeste e prendendo sottobraccio la sua amica si avviarono verso l’uscita.

“Sei sicura che ti vuoi immischiare in queste cose Prepu…già ne hai passate tante per cambiare sesso…ora che sei quasi pronta ti vuoi fare altri problemi?”

“Titilla amore…tu hai ragione…ma il caro dolce marito di Crisantema…il caro Farfallo…è venuto a letto con me…e poiché per la cara Crisantema basta che respirano…ora è giunto il momento!”

Titilla Turgida abbracciò affettuosamente l’amica di sempre e insieme andarono ad aprire il vicino sexy shop “Cazzi e Cucchiare”.

CONTINUA…se non ci staccano la luce…

Partorita da Giuseppe Ino

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