Destini Sciacquati: 3° capitolo “La taglia sul ragù!”

Un’altra radiosa giornata si affacciava a Piazza della Misericordia Amen preghiamo insieme ascoltaci o signore!

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Un sole splendeva caldo e riposante sul tranquillo giardino antistante la casa di Mascarpona, cosi silenziosa, cosi solitaria dopo la morte della sua proprietaria.
Filiberta e Lacrimogena raggiunsero la casa affannate visto che dovevano affrontare un’autostrada, una piazza, un vicolo, una traversa, un cimitero, un marciapiede popolato da battone professioniste ed infine una ripida salita da monte Everest!
“Oddio che fatica…meno male che la casa si trovava a soli cento metri da casa nostra!” Filiberta si fermò di fianco il cancello tentando di riprendere fiato.
Lacrimogena iniziò a piangere ininterrottamente non appena ripreso fiato.
“Si infatti…pensa se abitava a chilometri. Madò Fili…mi fa impressione entrare in casa! Sento ancora l’odore dei tortellini al Lambrusco di Masca!” Dicendo questo il suo pianto si fece a rotta di collo!
“E basta mò! Che ti stai seccando come un cadavere a forza di piangere! Su…entriamo!…Non mi far dimenticare che c’è l’antifurto!”
Filiberta prese sotto braccio Lacrimogena che intanto si era armata del suo solito…lenzuolo di flanella per asciugarsi le lacrime e soffiarsi il naso, la fabbrica dei fazzoletti “Temporale” aveva chiuso per scarsa manodopera di schiavi!

Giugiara raggiunse finalmente il vicino ospedale dei senzatetto dove era ricoverata quella poveraccia di Anca dopo la rottura del tacco durante la sfilata.
Non appena scese dall’autobus numero 1500/BIS AMBO TERNO E QUATERNA TOMBOLA entrò nel garage dell’ospedale dove chiese la camera di degenerazione di Anca.
Non appena raggiunse il reparto maternità, Giugiara vide nel corridoio che Anca, sulla sedia a rotelle, giocava a mosca vedente con la caposala.
“Come stai tesoro?…Quanto mi dispiace per quello che ti è successo…Ma poi cosa è successo esattamente?”
Giugiara si sedette sulle ginocchia cerebrolese di Anca che dichiarò timeout per il gioco.
“Non te lo so dire…solo che ad un certo punto ho sentito cedere il tacco e mi sono vista sprofondare tutto il mondo nell’oblò della lavatrice durante il risciacquo!”
Giugiara era visibilmente commossa a tale dichiarazione.
“Che strano…eppure lo sai…io faccio controllare tutti i tacchi delle scarpe dal mio carrozziere di fiducia e mi aveva assicurato che erano a posto! C’è qualcosa che non va!”
“Tu dici?…Non lo so…so solo che era la mia prima sfilata dopo anni di gavetta a vendere scope elettriche portone per portone!”
“Tu cerca di rimetterti in settimo…scoprirò chi ti ha fatto questo!” Giugiara schiaffeggiò affettuosamente Anca che ricambiò con un pugno in pieno petto, tornando a giocare a mosca vedente!

Filiberta girò la chiave nella topa ed aprì lentamente l’uscio della casa di Mascarpona.
Le due donne furono subito accolte da un suono strano e sconosciuto, come di qualcosa che si apre e chiude ma qualcosa di vischioso, viscido.
“Ah ecco dov’era l’antifurto!…Che posto strano però dove piazzare un antifurto, in genere si mettono all’esterno!”
Filiberta non fece in tempo che subito si vide arrivare a pochi centimetri dalla faccia la bocca vorace e famelica della pianta carnivora di Mascarpona.
“Mamma mia Filibè…a momenti stà cessa ti staccava la faccia! E’ proprio efficace come antifurto!”
Filiberta prontamente con le forbici recise la testa della pianta carnivora che cadde senza vita ai loro piedi.
“Mamma mia ho una sete…ho bisogno di bere!” Lacrimogena asciugò le sue ultime lacrime con l’ultimo brandello di piumino d’oca.
“Guarda l’acqua stà là, bevi che poi ci dobbiamo mettere alla lirica!”
Lacrimogena raggiunse ansante la vicina acqua della vasca ovale con il pesce rosso, la afferrò e ne bevve tutto il contenuto compreso il pesce rosso.

Titilla era dietro il bancone del suo sexy shop “Cazzi e Cucchiare” intenta a fare l’inventariato del magazzino quando entrò tutta trapelata una donna sulla cinquantina che reggeva un curioso aggeggio.
“Io in questo negozio non ci vengo più! E’ mai possibile che uno compra uno stracciacazzi di velluto e appena lo provo mi dice:”connessione non disponibile!”
Titilla che in quel momento aveva da fare, diede un’occhiata alla bocca dentata di velluto e cliccando su ON verificò che la bocca non si muoveva.
“Ha ragione signora…eppure l’ho provato personalmente e funzionava benissimo…a momenti lo spolpava quel poverino!…Vabbè…si scelga pure qualche altra cosa di uguale prezzo…sono arrivati dei bellissimi scaldamutande ad acqua…glieli consiglio sa!”
La signora corse subito verso gli scaffali a controllare.
“Titilla…vieni subito…vieni a vedere stà cosa…è terribile!” Prepuzia entrò di soppiatto in negozio e prese per il polso Titilla che la raggiunse fuori.
Si avvicinarono entrambe ad un manifesto affisso sul vicino salice sorridente.
“Mio Dio…è una taglia per la morte di Mascarpona!…” Titilla era incredula e sentì pizzicare i capezzoli.
Prepuzia cercava di mantenere la calma, si aggiustò la parrucca argentata storta e riprese la lettura.
“Offresi 500.000 mila lire per chi recupera il ragù della povera Mascarpona!”
Prepuzia sentì scivolare la parrucca fino alle ginocchia rimanendo con la seconda parrucca di riserva di colore viola merletto.
“Ma come? Una taglia sul ragù?…E la povera Mascarpona allora?…Chi le renderà giustizia…chi la ricorderà per la sua infinita dolcezza anche quando sparava agli uccelli…chi la prenderà a botte quando cominciava a parlare…chi…chi…chi…chi si prenderà questa taglia?…Ma io me la prendo!”
Prepuzia strappò il manifesto dall’albero e corse via raggiante come un cielo nuvoloso con i fulmini.

Lacrimogena sottobraccio con Filiberta riprese a piangere per il cinismo di Prepuzia mentre due occhi diabolici osservavano con un trinocolo le donne che si struggevano per la taglia appena scoperta.

Continua…a fare danni…

web soap ideata e scritta da Giuseppe Ino

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