Vetro & Acciaio: 4° capitolo “Il martello insanguinato”

Vetro & Acciaio. Nei capitoli precedenti:

Vetro e acciaio

Dopo il fortuito incontro: Julia, Claudia e Laudonia si sentono sempre più intrecciate l’una all’altra ma un ulteriore evento è pronto a sconvolgere la loro vita, Laudonia viene arrestata per l’omicidio del marito, Maurice Armada ma Julia interviene facendola uscire su cauzione, le loro vite stanno per intrecciarsi sempre di più…

4° capitolo:

Dopo il disbrigo di tutte le pratiche necessarie, Claudia si ritrovò in macchina pronta per raggiungere la sua nuova casa e sperava, la sua nuova vita.
La giornata era magnifica, il sole splendeva brillante e tiepido, l’aria era fresca e frizzante.
Ogni volta che i pensieri tornavano al testamento, ancora si accorgeva di essere sorpresa di quanto era accaduto.
Quante sorprese in quelle settimane e soprattutto che svolta inaspettata! Roba da romanzo popolare!

Raggiunse finalmente il cancello che precedeva la villa che sembrava maestosa, il giardino era enorme ma già dal cancello si notava una certa trascuratezza.
Era anche ovvio: quella casa non era mai stata abitata!
Sciolse il pesante catenaccio d’acciaio che teneva legata la catena, spalanco’ il cancello che emise un suono metallico di ruggine, torno’ in macchina ed entrò nel cortile.
Claudia resto’ ferma accanto alla macchina per alcuni minuti intenzionata a contemplare e studiare i dintorni. In effetti era un po’ isolato ma c’era anche tanto tanto silenzio per rilassarsi e pensare, del resto i migliori affari immobiliari si facevano scegliendo case in quel tipo di zone.

Laudonia stava cercando di tenersi occupata per non pensare troppo agli ultimi eventi, la morte di Maurice, i sospetti caduti su di lei, l’arresto, essere tirata fuori a sorpresa da Julia, si proprio lei, l’aveva mandata qualche suo angelo custode? Aprì l’armadio con tutti gli attrezzi intenzionata a fare pulizia poichè il marito non c’era piu’ e lei finalmente poteva riassaporare la sua libertà.

Cerco’ di tirare giu’ uno scatolone riposto sul ripiano piu’ alto ma i suoi numerosi tentativi ebbero l’effetto di far sprofondare pesantemente lo scatolone sul pavimento che atterro’ con un rumore assordante. Cacciaviti, corde, attrezzi da lavoro come pinze, chiavi inglesi si sparsero alla rinfusa e un oggetto che in un attimo la fece trasalire dall’orrore.
Laudonia si allontano’ come se avesse visto un animale morto: resto’ immobile per qualche istante ad osservare quell’oggetto uscito fuori dallo scatolone. Finalmente si accovaccio’ e prese tra le dita il sacchetto trasparente sporco di sangue che avvolgeva il martello anch’esso sporco di sangue, si udi il trillo del citofono, Laudonia urlo’ facendo cadere pesantemente il martello, corse ad aprire e prima che Julia entrasse in casa, nascose nuovamente quel sacchetto nello scatolone e il tutto nell’armadio.

Claudia si decise finalmente ad entrare in casa, spalanco’ la pesante porta d’acciaio rivestita di legno massiccio e fu travolta subito da un tanfo di chiuso e stantio.
Di fronte a lei una scala che conduceva al piano superiore e un piccolo salone intorno, ai lati vi era il salotto e la cucina.
Dalle finestre del salone i raggi solari passavano attraverso le tende illuminando la stanza, alcuni mobili erano coperti da lenzuola ormai impolverate.
La donna apri subito tutte le finestre con un forte desiderio di ricambiare l’aria, scopri il divano dal lenzuolo sollevando un nuvolone di polvere che resto’ sospeso a mezz’aria come sostenuto dai raggi di sole che passavano attraverso le tende e le finestre.

Claudia continuo’ ad ispezionare la casa sentendosi pero’ sempre un po’ spaesata e fuori luogo, era chiaro che quel posto non le apparteneva, non ancora almeno e tutto le sembrava estremamente surreale.
I suoi pensieri furono interrotti da un fruscio nell’erba all’esterno in giardino, corse fuori per scoprire l’origine di quel rumore ma vide solo un cespuglio che ancora si muoveva, forse un gatto, forse il vento, forse solo la sua suggestione.

Laudonia osservava Julia mentre le riempiva i mobili della cucina di cibo, bevande.
“Volevo ringraziarti Julia, per tutto quello che hai fatto e che stai facendo…sei l’unico raggio di sole in un buio totale.” Julia rientro’ in soggiorno e le si sedette di fronte.
“Non c’è bisogno di ringraziarmi, davvero. Neanche io capisco bene cosa stia succedendo, dico sul serio. Il nostro incontro, i nostri guai, mi sembra tutto cosi strano, quasi predestinato, forse doveva andare cosi, percio’ non preoccuparti.”
“Ieri sera ho ricevuto una strana telefonata…un tipo mi ha detto che ha visto tutto e sa tutto.”
“Tesoro sarà senz’altro qualche scherzo di pessimo gusto, te l’ho detto questa storia è stata parecchio pubblicizzata quindi cerca di non pensarci.”
Laudonia tornò in soggiorno con il sacchetto di plastica contenente il martello sporco di sangue.
“E questo come te lo spieghi?” Julia osservò il sacchetto con espressione piuttosto scettica.
“E’ quello che penso?…E’ lo stesso martello con cui è stato ucciso tuo marito?”
“Non lo so, credo di si, diciamo che riconosco essere il mio martello, me lo sono ritrovato imbustato e conficcato nello scatolone degli attrezzi. Qualcuno sta facendo il furbo con me Julia, qualcuno sta cercando di incastrarmi.”

Claudia termino’ l’ispezione della sua casa e la prima cosa che penso’ era che era davvero troppo grande solo per lei, si sarebbe sentita troppo sola in quel luogo isolato e in una casa tanto grande, per cui doveva pensare bene a cosa fare, forse avrebbe potuto rivenderla.
Si richiuse la porta alle spalle e torno’ verso la macchina, si voltò un’ultima volta e cio’ che videro i suoi occhi al piano di sopra le raggelo’ il sangue nelle vene… un’ombra era passata dietro le tende della camera da letto.

web soap ideata e scritta da Giuseppe Ino

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