Vetro & acciaio: 6° capitolo “Laudonia uccide?”

Vetro & Acciaio. Nelle puntate precedenti: Julia, Claudia e Laudonia dopo essersi incontrate cominciano a rendersi conto sempre più che i loro destini sono intrecciati…

Vetro e acciaio

Claudia ha preso possesso della sua nuova casa ma desidera condividerla con le due donne incontrate in quel bar mentre Laudonia è insidiata da misteriose telefonate.

Ora il 6° capitolo

Julia decise di uscire per fare un po’ di spesa, quei giorni funesti avevano avuto anche l’effetto di svuotarle totalmente il frigo, scrisse un breve biglietto per Laudonia che ancora dormiva profondamente.

Raggiunto il supermercato, Julia non potè fare a meno di ripensare ancora ed ancora ai suoi ultimi problemi, all’incontro con Laudonia e l’altra donna in quel bar, che curioso incontro, che strano effetto che le aveva fatto e insieme a tutti questi pensieri, prendeva sempre più corpo l’idea di una rinascita tutte e tre insieme in un grande e ambizioso progetto.
Il cellulare iniziò a vibrare nella borsa, poggiò distrattamente le buste della spesa e rovistando nella borsa afferrò il telefono che ancora vibrava.
“Si…si…ma si certo che mi ricordo di te! Non ci crederai ma proprio ieri sera io e la mia amica, Laudonia stavamo pensando a te e ad un modo per incontrarci…dobbiamo assolutamente vederci hai ragione. Ecco il mio indirizzo.” Julia riagganciò rianimata di una nuova energia positiva, riprese le buste e tornò subito a casa.

Claudia si stava preparando per il nuovo incontro, stavolta era una cosa voluta e programmata, era emozionata come al primo giorno di scuola, credeva molto in quelle due donne anche se non le conosceva bene eppure sentiva di conoscerle, di avere un’affinità elettiva, o forse era semplicemente perché avevano condiviso senza volerlo un momento drammatico della loro vita, e questo avvicina molto le persone.
Prese le chiavi della macchina, si diede un’ultimo sguardo allo specchio, come se il suo fosse un appuntamento galante e si apprestò ad uscire.

Aprì la pesante porta di legno e un ringhio potente, feroce la attanagliò all’istante sull’ingresso, un grosso pastore tedesco evidentemente abbandonato da tempo era sul portico che le ringhiava, un rivolo di bava schiumosa era appeso alla bocca che scopriva i massicci denti sporchi.
Claudia non sapeva cosa fare, si sentiva solo immobilizzata, un brivido fulminante le percorse velocemente la spina dorsale, il cuore le batteva contro il petto come un tamburo.
Con un balzo fulmineo indietreggiò e chiuse la porta pesantemente, in tempo perché il cane si lanciasse come una saetta contro la porta, un breve lamento poi di nuovo silenzio.
Claudia corse al telefono e richiamò subito Julia spiegandole l’accaduto e pregandola di venire lei insieme con Laudonia, Julia non se lo fece ripetere.

Tornata a casa eccitata come una scolaretta, Julia non trovò Laudonia, cercò se per caso le avesse lasciato anche lei un biglietto ma nulla, ritrovò solo il suo esattamente dove lo aveva lasciato.
Insospettita ripensando alla storia delle misteriose telefonate, prese il telefono e scorse le ultime chiamate ricevute, era lo stesso numero di due sere prima, Julia cominciò a temere che Laudonia si fosse incontrata con il ricattatore, non poteva però fare nulla in quel momento, le scrisse l’indirizzo di Claudia e si allontanò pregando di essersi sbagliata.

Laudonia posteggiò l’auto in un grande parcheggio abbandonato, a circa duecento metri da lei era parcheggiata solo un’altra auto da cui uscì una figura maschile dall’andatura leggermente claudicante, di statura media con i capelli lunghi legati da un elastico colorato.
“Ciao Laudonia…sei sempre bellissima vedo!” L’uomo le osservò i seni sodi della sua scollatura, Laudonia non si fece intimorire.
“Avanti stronzo che cosa vuoi?”
“Una donna bella e intelligente come te che si esprime in questo modo…io so che sei stata tu ad uccidere tuo marito…del resto come non avresti potuto, lui ti ha rovinato la vita, ti picchiava…al posto tuo chi non lo avrebbe fatto.”
“E infatti non l’ho fatto. Si ne avevo motivo, lo avrei ammazzato quel figlio di un cane ma non l’ho fatto…volevo solo andare via e cambiare vita.”
L’uomo iniziò a ridere in modo malvagio e sarcastico.
“Già come no, sarai eletta santa per la fine dell’anno! Un milione di dollari per comprare il mio silenzio cara, bellissima Laudonia!”
Ora era Laudonia che rideva estraendo nello stesso momento un grosso coltello da cucina.
“E se ti strappassi il cuore e lo dessi in pasto ai cani figlio di puttana?”
“Lo vedi?…Il tuo istinto omicida non ti abbandona…avanti…perché non me lo pianti nella pancia…coraggio…sazia il tuo istinto…avanti…ammazzami…ammazzami troia!”
Laudonia con un urlo agghiacciante si scagliò contro l’uomo conficcandogli tutta la lama in pieno stomaco, la estrasse e poi la conficcò nuovamente rigirandola nella carne con crudeltà, il sangue schizzò a fiumi imbrattandole la mano, le scarpe.
L’uomo cadde in ginocchio e il sangue continuava ad uscire copioso.
“Ora…sei…finita!”
L’uomo ebbe un breve ghigno diabolico prima di accasciarsi esanime.
Laudonia si guardò intorno, solo vento freddo che sibilava tutto intorno, nascose il coltello sporco di sangue e andò via di corsa.

Web soap ideata e scritta da Giuseppe Ino

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