Vetro & Acciaio: 9° capitolo “Imprigionate!”

Vetro e Acciaio. Nelle puntate precedenti…

Vetro e acciaio

Julia, Claudia e Laudonia dopo l’incontro fortuito hanno cominciato a fare sempre più amicizia ed a scoprire di avere molte più cose in comune tra cui la voglia di rimettersi in gioco e cosi decidono di aprire un’attività…ma qualcuno trama alle loro spalle e Laudonia finisce per uccidere un uomo…

9° capitolo:

Il respiro era affannato, il cuore batteva forte nel petto, buio totale intorno e un odore forte, penetrante che entrava nelle narici e saliva fino alla testa, un odore che a qualcuno in determinate circostanze può piacere, ma in quel momento era veramente troppo forte, asfissiante.

Claudia si sentiva toccare la faccia, si accorse solo in quel momento che era bendata, gli occhi finalmente furono liberi di guardare e vide dove si trovava. Anche Laudonia si riscosse da quel misterioso torpore generale, capì dopo qualche secondo che qualcuno l’aveva drogata, le fu tolto il bavaglio dalla bocca, la vista le si schiarì dopo alcuni secondi di incertezza.

Julia scopri che si trovavano tutte e tre legate a delle sedie, nel salotto ancora spoglio di Claudia: erano state drogate legate e imbavagliate, l’odore che tutte e tre continuavano a sentire era benzina, la stanza ne era piena e impregnata, i pochi mobili, le tende, il divano, il pavimento erano pieni di benzina.

“Bene bene bene…finalmente la resa dei conti è arrivata…guardale lì…le tre puttane…le tre piccole donne indifese…stavolta l’avete organizzata veramente bene…brave…peccato per voi che c’è un passato, dei precedenti…un bel curriculum vitae!” Le tre donne si osservarono, erano visibilmente spaventate ma forse ancor più era la sorpresa di coloro che si trovavano di fronte.

Tre uomini, aitanti, affascinanti, tre volti assolutamente conosciuti, tre persone che pensavano di non rivedere mai più e invece rieccoli là, davanti a loro, in perfetta salute, armati di pistole con il silenziatore, loro legate a delle sedie circondate da benzina, tanta benzina.

“Ma com’è possibile? Io…io ti ho ammazzato…ti ho fatto fuori con queste mani…brutto figlio di puttana lasciami andare…slegami!” Laudonia divenne una belva inferocita, si divincolava sulla sedia cercando di allentare la corda ai polsi, ma si ritrovò con la fredda canna della pistola in bocca.

“Fai solo un altro movimento su quella maledetta sedia e ti sparo in bocca figlia di puttana!” Terence McKay faceva sul serio, l’uomo che la minacciava al telefono, l’uomo che aveva incontrato in quel parcheggio e lei aveva pugnalato come un maiale da sacrificare, ora era lì che troneggiava su di lei minaccioso.

“Che cosa vuoi Derek?” Julia tentò di parlare con Derek che come gli altri due era di fronte a lei e le puntava contro la pistola.

“Cosa posso volere da te…vediamo…nulla, solo che tu faccia un bel viaggetto nell’aldilà con le tue amiche di truffa…voi tre siete pericolose, interi schedari di polizia con i vostri nomi e identità false, anche questa volta stavate per farla franca!”

Claudia da parte sua ormai era rassegnata, aveva capito tutto: suo marito, colui che lei aveva creduto morto nell’incidente era insieme agli altri due, era finita, non c’era altro che potessero fare.

“Sei stata veramente una grande attrice Claudia…ma sei di una crudeltà infinita…ti sei indotta l’aborto dopo l’incidente che tu stessa hai abilmente preparato, molto brava, un lavoro pulito e ben fatto, una volta sicura dell’eredità che avresti ricevuto. Con che coraggio hai sacrificato un innocente per una questione di soldi? Che razza di persona sei?…Tu sei una bestia!”

Terence accese l’accendino ed era pronto a lasciarlo cadere sulla benzina, il piano era quello.

“Aspetta, aspetta non farlo…lasceremo la città, ce ne andremo, cambieremo vita di nuovo, non fatelo per favore!” Julia era in lacrime ma la cosa indusse solo i tre uomini a ridere di gusto.

“Siete tutte e tre delle grandi attrici drammatiche, avreste futuro nel cinema se solo avreste un futuro, ma la corsa finisce qui, adesso!” Derek accese anche lui l’accendino e cosi anche James e Terence.

“Siete solo tre figli di puttana, vi siete meritati quello che abbiamo cercato di farvi! Si il vostro amichetto Maurice, l’uomo tutto d’un pezzo, che si è costruito il suo impero attraverso contatti con la malavita, lo spaccio di droga e tu Terence, il suo portantino preferito, fedele a lui anche dopo la morte, ammirevole ma cosa ci guadagni da tutto questo?…E poi questi altri due senza palle…i tre moschettieri dei mie coglioni…voi siete più falsi e truffatori di noi tre…avanti…lasciate cadere quegli accendini…rinvigorite il vostro onore…se ve lo fa sentire più duro cosa aspettate?”

“Laudonia per amor di Dio finiscila accidenti!” Claudia cercò di intervenire, ma fu Julia quella che non riuscì più a stare ferma, non sopportava più quella immobilità, quella passività, aveva atteso troppo, aveva pianificato tutto con troppa cura e dedizione, non poteva permettere che finisse cosi: con uno scatto veloce e guizzante lasciò la sua sedia aggrappandosi alla caviglia di Derek, inzuppandosi completamente di benzina, l’accendino cadde e la benzina prese fuoco istantaneamente, la fiamma conquistò vigore attraversando in pochi secondi il corpo di Julia, il pavimento, Laudonia e Claudia si gettarono con tutte le sedie verso l’uscita, assunsero una posizione goffa e impacciata ma non se ne preoccuparono, pensavano solo ad una via d’uscita. Le fiamme attecchirrono alla velocità della luce, tutto intorno fiamme e calore, i primi accenni di cenere, i corpi di tutti e sei avvolti completamente dalle fiamme, in pochi minuti quella stanza si trasformò in un inferno di fuoco, calore e urla strazianti e disumane, corpi che correvano all’impazzata come fantocci in fiamme: il fuoco iniziava a raggiungere velocemente anche tutte le imposte, il calore era insopportabile come pure le urla dei corpi che venivano lentamente straziati dalle fiamme che senza pietà divorarono tutto e tutti mentre una mano guantata entrava in casa sicura e spavalda quasi incurante dell’inferno appena scoppiato.

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