Vetro & Acciaio: 11° capitolo “Incontri”

Vetro & Acciaio. Terence si allontanò quasi scomparendo nel nulla, Julia terrorizzata da quell’incontro inatteso continuava a tremare come una  foglia, nulla, non c’era niente da fare, al passato non si può sfuggire…

Vetro e acciaio

Puoi cambiare nome, identità, città e lavoro ma il passato se non lo affronti o lo risolvi in qualche modo sarà lì ad inseguirti come una seconda ombra, questo pensava lei prima di prendere e salire in macchina.

Julia salì in macchina ma le mani le tremevano ancora e quasi non riusciva a mettere in moto, si costrinse a calmarsi prima, in quelle condizioni non avrebbe potuto presentarsi al colloquio di lavoro con la Deakins Adv. un’affermata agenzia di pubblicità e pubbliche relazioni del posto.

Era probabilmente la sua nuova, grande occasione per lasciarsi tutto alle spalle finalmente, di nuovo ma dopo l’incontro con Terence tutto era rimesso in discussione, conosceva bene quell’uomo, era viscido, pericoloso e imprevedibile e quindi doveva stare molto attenta.

Si diede una nuova sistemata ai capelli, il trucco e quindi partì finalmente verso l’ennesima, nuova vita…forse.

Gli ascensori moderni erano silenziosi, accoglienti ma anche lenti, molto lenti, per cui a volte erano comodi per una serie di cose, magari rileggersi qualcosa all’ultimo minuto, sistemarsi i capelli o i vestiti magari sgualciti ma c’è chi in ascensore ne approfittava per scambiarsi effusioni a volte neanche tanto innocenti, spesso Sean e Paige si dedicavano a quel passatempo in attesa di raggiungere il piano desiderato, certo ogni volta che il vano ascensore stava per fermarsi ad un piano dovevano smettere di baciarsi, toccarsi, eccitarsi a vicenda, ma loro non potevano farne a meno, si piacevano, si attraevano e se lo dimostravano a vicenda in ogni momento possibile. Del resto erano entrambi sexy, di successo e dotati di talento e fascino da vendere. Paige Armstrong era una stilista di moda di successo, aveva un passato di cui non si vantava molto, un improvviso fallimento della sua piccola azienda di moda, fallimento a cui Sean aveva in parte contribuito a risolvere acquistando la sua società e incorporandola alla High Fashion, ora erano insieme, si amavano pazzamente.

L’ascensore stava per fermarsi ad un piano, i due si separarono e quando le porte si aprirono entrambi furono catturati letteralmente dalla bellezza prorompente di una donna dai lunghi capelli lisci e mori, uno sguardo vispo e furbo, un corpo longilineo, Sean non riusciva a staccarle gli occhi di dosso e neanche Paige che però lo fulminò con uno sguardo, i tre si ritrovarono ad uscire sullo stesso piano e mentre Sean e Paige si diressero verso l’ufficio di lui, la donna si fermò a parlare in corridoio con un’altra donna che sembrava conoscere molto bene, era Sandra Jordan, la responsabile del reparto cosmesi, Paige era stranamente incuriosita dal dialogo molto confidenziale delle due, le sembrava quasi che stessero complottando ma ovviamente poteva sbagliarsi.

“Ormai non siamo più al sicuro neanche qui, la pace è durata troppo poco, io dico di squagliarcela, non possiamo rimanere ancora qui!” Laudonia era in preda ad una crisi di nervi, in genere parlare con Sandra l’aiutava ma non in quel preciso momento.

“Senti non possiamo passare tutta la vita a fuggire, abbiamo tutte deciso di smetterla con le frodi e gli imbrogli, stiamo cercando di rifarci una vita e quindi non dobbiamo e non possiamo mollare, io qui ho un ottimo lavoro, il lavoro che ho sempre desiderato.” Laudonia si passò la mano tra i capelli, pensava che la sua amica avesse perfettamente ragione ma dopo aver parlato con Julia aveva di nuovo paura e non voleva averne più.

“Dì a Julia e a Claudia di stare calme, riflettere e continuare la propria vita, se Terence avesse voluto farle del male lo avrebbe fatto, sai che è capace di tutto, sicuramente lui e quegli altri stronzi stanno tramando qualcosa, prima o poi paleseranno le loro intenzioni, ok?” Laudonia sembrava convinta a metà, quindi andò via uscendo dall’edificio.

Set attendeva da appena 5 minuti nella piccola e accogliente sala d’attesa ma gli sembrava un’eternità, ce l’aveva fatta, dopo innumerevoli tentativi andati a vuoto, era riuscito ad accettare l’ennesima proposta di pubblicazione del suo terzo romanzo, dopo la firma e l’invio del contratto alla casa editrice, la Deaver Publishing, non era molto grande ma si era fatta un suo nome dando soprattutto spazio e investendo sui giovani autori. Finalmente la segretaria del proprio coach editor lo fece accomodare nel suo ufficio e Set vide l’uomo seduto alla scrivania sommersa di bozze, copertine e contratti da esaminare ed ebbe un vero e proprio sussulto al cuore, unito all’emozione dell’incontro fu una miscela quasi esplosiva.

“Tu devi essere Set Ryker…piacere…Jake Deaver, prego accomodati!” I due si fissarono per qualche istante negli occhi e lo sguardo non era solo di reciproca curiosità ma andava ben oltre. Set era uscito da qualche anno da una storia intensa ma problematica, era nuovamente alla ricerca di un compagno ma cercava anche di non farsi troppe illusioni, ma quell’uomo lì davanti a se proprio lo faceva vibrare.

“Allora Set, sai già che il tuo romanzo ci è molto piaciuto, sei riuscito a rendere molto bene un genere come il thriller forse un po’ inflazionato, quindi non semplicissimo da piazzare, ma ci sono degli elementi inediti e promettenti che pensiamo vadano coltivati e su cui penso di investire tanto. Da  questo momento in poi dovremo vederci spesso per le varie correzioni della prima bozza per poi passare  alla fase propriamente pubblicitaria. Dì la verità sei emozionato?” Jake gli fece un sorriso che da una parte lo rassicurò dall’altra lo feci sentire piccolo e insignificante.

“Direi proprio di si signor Deaver, queste sono cose che in genere o si vedono in tv, o si leggono in qualche romanzo rosa alla Nora Roberts, essere qui davanti a lei a parlare di bozze, contratti, lanci pubblicitari è difficile da realizzare.” Jake sorrise divertito.

“Hai perfettamente ragione ma senti che facciamo, ovviamente ti chiedo di darmi del tu perché non siamo cosi lontani come età, ora ho un po’ da fare ma…che ne pensi di vederci stasera, alle sette, al Vintage, beviamo un aperitivo e discuteremo meglio sul programma editoriale?” Set voleva prendersi prima a schiaffi, poi a pizzicotti perché pensava di star dormendo e sognando quel bellissimo e interminabile sogno per cui accettò senza remore, gli strinse la mano e si accorse che tremava.

Laudonia uscì per recarsi alla sua auto parcheggiata ad un isolato di distanza dalla High Fashion, intanto cercava frettolosamente le chiavi nella sua borsa, ancora ripensava al racconto di Julia sul suo incontro con Terence, alle parole di Sandra, i pensieri e le ansie erano tanti che non si accorse dello stridio di freni di un auto ad elevata velocità che sopraggiungeva alle sue spalle, quando si voltò realizzando che era sulla stessa traiettoria era già troppo tardi, l’auto la investì in pieno scaraventandola dall’altro lato della strada, riducendola in una pozza di sangue.

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