Vetro e Acciaio: 13° capitolo “Risvegli improvvisi”

Vetro & Acciaio. Sean era nel suo ufficio al telefono con Daniel Deakins per discutere del loro prossimo incontro per illustrare le idee per la campagna della “Persona Touch” quando la segretaria lo interruppe annunciandogli una persona che intendeva vederlo

Vetro e acciaio

Sean seccato chiuse la comunicazione in fretta e lasciò che entrasse quella persona. Gli si presentò un tipo alto, robusto, con i capelli lunghi raccolti in una coda, ben vestito, uno sguardo penetrante e severo, dall’apparenza sicuro di se, a qualcun altro poteva mettere subito soggezione ma non era il caso di Sean.

“Signor Anderson è un piacere poterla conoscere di persona, Terence McKay.” Sean ricambiò il saluto con una stretta di mano altrettanto vigorosa. “Mi dica sig. McKay come posso aiutarla?” Terence accennò un piccolo sorriso compiaciuto che a Sean non piacque molto. “Forse sono io che posso aiutare lei. Sono un detective privato. Conosce queste donne? Le ha mai viste?” L’uomo gli mostrò in sequenza tre foto che ritraevano Julia, Claudia e Laudonia, ovviamente Sean riconobbe subito Laudonia avendola vista parlare con Sandra il giorno precedente. “Sono tre bellissime donne, ma credo di non averle mai viste, perché? Cosa hanno fatto? Perché le cerca?” Terence riprese subito le foto e le conservò nuovamente nella sua valigetta. “Mi hanno commissionato la loro ricerca, il mio cliente ha serio motivo di credere che si trovino a Baton Rouge e siano molto, molto pericolose, in genere si uniscono a uomini ricchi, famosi per cercare poi di depredarli delle loro ricchezze e dei loro beni, ha presente no, tipo vedove nere, sono molto amiche, per cui se dovesse vederle o ricordare qualcosa, la prego di chiamarmi, vanno fermate assolutamente.” Terence porse il suo biglietto da visita, che a Sean parve strano, a stento c’era scritto il suo nome e il recapito telefonico aggiunto a penna. Sean promise senz’altro di collaborare e congedò quel tipo che continuava a piacergli sempre meno ma conservò il biglietto e pensò a quella donna nella foto che aveva visto parlare con Sandra.

Lion e Set erano quanto meno imbarazzati dopo aver fatto sesso in quel modo cosi fugace e improvviso per entrambi e in un momento cosi particolare, quasi non riuscirono a guardarsi in faccia, era chiaro che tra loro c’era ancora qualcosa ma non poteva esserci, erano solo ottimi amici ormai e cosi dovevano rimanere, per cui Lion si rivestì in gran fretta ed usci come un ladro. Set rimase a contemplare il panorama dalla portafinestra dell’appartamento, per fortuna fu interrotto dalla chiamata di Jake che volle confermare il loro incontro per la sera stessa al Vintage, Set confermò ancora emozionato e frastornato per quello che stava succedendo.

Claudia e Julia erano ancora al capezzale di Laudonia, quando arrivò il primario che intendeva parlare con loro, la sua espressione lasciava ben sperare. “La vostra amica è fuori pericolo, i parametri vitali sono tornati nella norma, diciamo che ora bisogna solo aspettare che si risvegli, ma mi raccomando, deve rimanere tranquilla e al riposo il più possibile.” Julia e Claudia erano ovviamente molto contente, ma una felicità comunque con molte nubi oscure intorno, decisero di salutare la loro amica ancora immobile nel suo letto. “Aspettiamo che Laudonia si rimetta e poi decideremo il da farsi, forse è meglio non rimanere più qui, troppo pericoloso Julia, troppo rischioso.” “Lo so, hai ragione, ma possiamo continuare a vivere cosi?” “No certo che non possiamo, ma ricorda che lo abbiamo voluto noi, abbiamo voluto sempre fare la bella vita e dobbiamo già ritenerci fortunate a non essere in galera a vita o peggio, ma di certo non siamo al sicuro e rifarci una vita onesta e trasparente in questo modo proprio non è possibile.” Claudia e Julia si abbracciarono mentre raggiungevano la macchina parcheggiata sotto l’ospedale.

Lion fece capolino sull’ufficio di Paige che per un attimo trasalì quando lo vide sulla porta. “Fratellino, perché stai sulla porta come un estraneo?” Paige aveva già capito che qualcosa non andava. “Ho bisogno di parlarti…hai tempo?” Paige gli sorrise in un modo talmente eloquente che il giovane capì che la risposta era si.

“Certe volte sei ancora quasi timido, guarda che siamo fratello e sorella, ormai parliamo di tutto noi, smettila di intimorirti ogni volta.” Lion si versò del caffè dalla caraffa, si appoggiò al bordo della scrivania. “Lo so, hai ragione, ma è un po’ imbarazzante per me parlarti di questa cosa che è successa, anche perché mi dovrei controllare tante volte.”

“Ho capito, si tratta di Set. Cosa avete combinato?” Paige era divertita in fondo, la cosa le faceva molta tenerezza ma ovviamente per Lion era una cosa molto seria. “E’ venuto a casa, tutto emozionato per aver incontrato il tizio della casa editrice, lo ha invitato ad uscire ed io ero geloso cazzo, cosi invece di essere felice per lui, ci siamo baciati e…abbiamo fatto sesso!”

“Voi due siete incredibili, perché vi siete lasciati se poi non riuscite a stare lontani?” “Non lo so, perché litigavamo in continuazione, non lo so perché, ma ogni momento era uno scontro continuo.” “E pensi che provare a tornare insieme possa essere lo stesso? Mi sembra che comunque la vostra convivenza funzioni o no?” “Si funziona effettivamente, ma fino a che qualcuno di noi non esce con qualcuno.”

“Allora caro, dovete vivere ognuno per conto proprio, non potete continuare cosi, mi sembra una tortura gratuita che vi state facendo. Io vi adoro lo sai e faccio il tifo per voi, ma cosi non potete andare avanti. Dovete allontanarvi perché rischiate di rovinare quel poco di buono che tra voi è rimasto.”

“Ma come si fa, economicamente lui non ce la fa ancora a vivere da solo, non conosce molte persone in città non posso dirgli di trovarsi casa da solo, che cazzo di situazione!” Lion era sinceramente dispiaciuto, posò la tazza e Paige lo abbracciò teneramente, ma l’abbraccio fu interrotto dall’arrivo di Sean.

“Scusate, torno più tardi se disturbo.” “Ma no Sean vieni pure stavo andando via, torno ai miei bozzetti che sono indietro.” Lion e Sean si scambiarono un’affettuosa pacca sulla spalla, rimasti soli, Sean baciò Paige con passione.

Sandra parcheggiò l’auto nel parcheggio dell’ospedale, raggiunse il quarto piano e poi la stanza di degenza di Laudonia, aveva saputo da Julia e Claudia delle migliorate condizioni della sua amica, quando raggiunse l’ingresso della stanza vide qualcosa che le raggelò all’istante il sangue nelle vene, una figura vestita di nero era vicino al letto di Laudonia e le stava premendo un cuscino sul viso con l’intenzione di soffocarla, quel che accadde dopo fu fulmineo, la figura vide Sandra arrivare, lasciò la presa su Laudonia, Sandra ebbe un faccia a faccia con quella figura che aveva il volto coperto da un passamontagna, la figura colpi Sandra con un pugno facendola cadere al pavimento stordita, ebbe cosi il tempo di defilarsi quasi come un fantasma. Sandra cercò di riaversi velocemente, tolse subito il cuscino dal volto di Laudonia e chiamò i soccorsi, in quel preciso istante però, Laudonia era sveglia.

 Web soap ideata e scritta da Giuseppe Ino

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