Destini Sciacquati: 10° e ultimo capitolo “Chi sono in realtà i personaggi di Destini Sciacquati?”

Destini Sciacquati. Ultimo appuntamento per questa prima stagione

Destini

Nelle vigliaccate precedenti… 

Qualcosa di strano sta accadendo ai personaggi che improvvisamente hanno come dei flashback su altre vite loro passate…Giugiara ha attuato la sua feroce vendetta contro Sofia Bernoccola mentre è iniziata la battaglia contro l’assassina di Mascarpona…è stata Drosera Spatulata ad avvelenare Crisantema che cosi ha ucciso Mascarpona anche se non intenzionalmente…

Ultimo capitolo – prima stagione

Ubaldo era in torrefazione per la notizia appena ricevuta per via orale da Lacrimogena che davanti a lui era emozionata come un cadavere all’obitorio, ora lei era lì quasi in lacrime, cosa rara per lei visto che il suo personaggio è nato per piangere e nient’altro!
“Io…io…io non so che dire fare baciare lettera testamento!…Tu…tu…tu sei sicura?”
“Si Ubaldo sono più che sicura, non ti farei mai i dispettucci dell’amore su una cosa del genere!” Ubaldo iniziò a fare testa e manubrio più e più volte.
“Anche Filiberta è incinta…l’ho scoperto poco tempo fa…e ora che si fa?” Lacrimogena spalancò la bocca talmente tanto che per poco non le si staccava la mascella.
“Ma non può essere! Filiberta è giovane come Marzullo, come può aspettare un coso curioso anche lei?” Lacrimogena in quel momento di broncospasmi inizò seriamente a piangere e subito l’abitacolo del tre ruote iniziò ad allagarsi.
Ubaldo intanto osservava qualcosa di molto strano che si manifestava in alto davanti ai suoi occhi rimbambiti.
“Lacri…guarda un po’ là!…Secondo te che cos’è?” Lacrimogena seguì lo sguardo di Ubaldo e i suoi occhi si asciugarono in un batti baleeeeno e lavoro meno! Scintille, fulmini come scariche elettriche provenivano dal tetto della palazzina su cui era posizionato il grosso grasso ripetitore.
“Ma quello…quello è un ripetitore per cellulari?…Da quando in qua qua qua qua abbiamo un ripetitore per cellulari a piazza della Misericordia Amen e metteteci voi qualcos’altro se volete!”
Quello era un nuovo lavoro per Wonder Bra che infatti subito svolazzò via come un tifone raggiungendo in una cicca il tetto che sembrava totalmente avvolto da scariche elettriche.
Giugiara teneva per mano Sofia ma entrambe non riuscivano a muoversi come intrappolate in quella tempesta elettrica. Wonder Bra utilizzò il suo Wonder Soffio profumato alle zucchine e spazzò via quelle onde elettriche.
“Mamma mia Wonder Bra ma come ti puzza il fiato però! Ma grazie, hai salvato le nostre misericordiose vite!” Giugiara anche se aveva i capelli sull’attenti avanti marsch si ricompose come un puzzle da ottocentomila pezzi aiutando anche Sofia a rialzarsi anche lei con i capelli pieni di bigodini.
Wonder Bra osservò più da vicino quel misterioso ripetitore che sembrava apparso quasi dal nonnulla.
“Da quando in qua, in con su per tra fra abbiamo un aggeggio del genere?” Esordì come Anna Tatangelo al Festival, Sofia dopo essersi liberata di tutti i bigodini.
“Non ne ho proprio idea…non abbiamo mai usato i cellulari noi, a stento sappiamo che esistono…chi può averlo messo e perché?” Neanche Wonder Bra riusciva a darsi una spiegazione.
“Qualunque cosa sia questo coso può portare solo danni…per poco non vi ammazzava voi due!”
“Oddio per poco non ci ammazzavamo noi con le nostre manine veramente!” Giugiara cercava di far tacere i suoi capelli ormai totalmente ribellati alla propria padrona.
“Qualunque sia il motivo per cui lo hai fatto…grazie per avermi salvata Giugi!” Sofia strinse la mano alla sua acerba nemica.
“Aspettate un momento…e quest’altro aggeggINO che cos’è?” Wonder Bra notò sull’asta metallica una scatoletta giallo canarino cip cip! Si avvicinò con cautela e sentì un ronzio continuo provenire da quella misteriosa scatoletta da cui partiva un fascio di fili che come una enorme ragnatela si inerpicava per il tetto per poi scendere lungo la palazzina e collegarsi direttamente alla rete elettrica centrale della piazza.
Wonder Bra sentì la testa farle molto male e fu attraversata da una serie di pensieri confusi.
“Claudia…Claudia mi sente…non faccia cosi…lei potrà avere altri figli…Claudia… chi è Claudia?…Che ci faccio qui…non dovrei essere qui…e cos’è questo costume? Oddio ma che sta succedendo?” Volti anonimi e familiari le passavano come tante diapositive un po’ sbiadite.
“Devo togliere questo ripetitore…via!” Wonder Bra con un ultimo sforzo sovrumano sradicò come un albero il pesante ripetitore, una nuova serie di scariche elettriche si sparse per il circondariato, tutte le luci nei dintorni si spensero contemporaneamente, Piazza della Misericordia Amen piombò in una oscurità totale ed angosciante accompagnata da un silenzio terrificante, tutto sembrava essere svanito nel nulla come risucchiato da un enorme buco nero.
“Sean…Sean ma che ci facciamo qui?”
“Non lo so Paige…che strano…mi sembra che manchi qualcosa, non so è una sensazione.”
“Hai ragione Sean…ma…perché siamo qui non ricordo. Oddio ho come un’amnesia!”
Punessa e Furibondo si guardarono esterrefatti non appena la luce tornò illuminando i loro volti sbigottiti come davanti al pranzo di Natale.
“Sean?…Paige?…Ma io sono Punessa Van Der Vacc non mi chiamo Paige…chi è questa Paige? Che ci sta succedendo?”
“Ve lo dico io cosa sta succedendo!” Punessa, Furibondo si voltarono con uno scatto alla risposta verso Lacrimogena insieme con Ubaldo, Sofia e Giugiara.
“Qualcuno ha manomesso il ripetitore per cellulari…collegandolo alla rete elettrica non so come le onde elettromagnetiche ci hanno portato in una specie di amnesia generale…non siamo quello che credevamo.”
Tutti si guardarono bigodini: era difficile credere a quelle parole.
“Che vuol dire non siamo quello che credevamo?” Punessa era visibilmente sorpresa.
“Significa che lei non si chiama Punessa Van Der Vacc…ma Paige…torni a casa e vada a controllare.” Punessa quasi in lacrime lasciò il negozio di Furibondo.
“Quindi…quindi se lei non è Punessa…io chi sarei?”
“Sean Anderson…lei dirige un’azienda molto famosa altro che “Capello Pazzo!”
Anche Lacrimogena scoprì che in realtà si chiamava Laudonia Riley e che qualcuno non si sapeva ancora chi e perché aveva giocato con le loro vite e le loro identità.
Sarebbe stato difficile tornare a riappropriarsi delle loro vite originarie ma tutti ci provarono, tutto era cambiato ma in ognuno di loro era rimasto un briciolo anche minimo della pseudo vita che avevano vissuto. Si erano accorti di essere come marionette nelle mani di un diabolico burattinaio, ma chi era costui e perchè aveva fatto questo?
“No, io rivoglio la vita di prima, senza senso, con un nome e un’identità assurda e surreale…Lacri o come cavolo ti chiami…rimetti al suo posto quella scatoletta…che ne dite…facciamo proseguire le nostre assurde storie?” Ecco che Lacrimogena si tenne pronta, era d’accordo con Crisantema e con loro anche gli altri.
Intanto al cimitero di Piazza della Misericordia Amen la pioggia sbattente aveva evidenziato qualcosa di agghiacciante, una tomba era stata profanata, la fossa era visibile e la bara era aperta…era la tomba di Mascarpona…
Forse continua…
Web soap ideata e scritta da Giuseppe Ino
loading...

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *