Rassegna stampa dal mondo del 2 agosto

Le principali notizie di oggi da tutto il mondo.

rassegna stampa

Libia

Gli Stati Uniti bombardano il gruppo Stato islamico in Libia. Il Pentagono ha confermato che è in corso un’operazione a Sirte, roccaforte jihadista dal giugno del 2015, lanciata da Washington su richiesta del governo di unità nazionale libico. Come nel 2011, la Casa Bianca non ha chiesto l’autorizzazione al Congresso, ma ha agito nell’ambito di una risoluzione scritta subito dopo l’11 settembre 2001.

In Venezuela avviato l’iter per il referendum contro Nicolás Maduro. Dopo settimane di rinvii e manifestazioni, il comitato elettorale nazionale ha convalidato 200mila firme raccolte per una consultazione di revoca al presidente. L’organismo, controllato dal governo chavista, non ha però fissato una data per la prossima tappa: la raccolta in soli tre giorni di quattro milioni di firme, pari al 20 per cento dell’elettorato.

Abbattuto un elicottero militare russo nel nord della Siria. È successo nella provincia nordoccidentale di Idlib. Sono tutte morte le cinque persone che erano a bordo del velivolo, che secondo il ministro della difesa russo aveva portato aiuti umanitari ad Aleppo, assediata dalle truppe del presidente Bashar al Assad, alleato di Mosca. Nella seconda città della Siria, il 31 luglio, è cominciata la controffensiva dei ribelli per rompere l’assedio e riconquistare le posizioni occupate dall’esercito leale ad Assad.

La Turchia convoca l’ambasciatore tedesco dopo la manifestazione di Colonia. Il 31 luglio migliaia di turchi hanno manifestato a Colonia, in sostegno del presidente Recep Tayyip Erdoğan e contro il colpo di stato, ma il governo tedesco ha impedito a Erdoğan di collegarsi e di intervenire durante la manifestazione. Ankara ha chiesto spiegazioni all’ambasciatore tedesco in Germania per l’accaduto. Intanto continuano gli arresti e le epurazioni in Turchia dopo il fallito colpo di stato del 15 luglio: oggi sono stati arrestati undici soldati, accusati di appartenere a un commando che avrebbe dovuto rapire Erdoğan a Marmaris.

Entra in vigore una controversa legge sulla sicurezza in Malesia. La norma dà al governo la possibilità di dichiarare la legge marziale in presenza di una “minaccia per la sicurezza del paese”. In questo modo governo, guidato da Najib Razak, potrà vietare le manifestazioni, la polizia potrà fare arresti senza un mandato e sequestrare beni agli arrestati. Secondo alcuni analisti, la legge potrebbe essere usata dal governo per colpire l’opposizione.

loading...
Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.
loading...

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *