Rosanna Pannone e l’eccitante esordio letterario con “Dottore…caffè?”: la nostra intervista

Rosanna Pannone intervista

Dottore…caffè? copertina

Dottore… Caffè? è il libro d’esordio della scrittrice campana Rosanna Pannone, che racconta, con estrema scorrevolezza, una moderna storia di sesso, erotica e di passione, un omaggio alla femminilità moderna, un inno all’amore, anche a quello proibito. La sexy e in carriera Nina, il personaggio del libro, si muove con naturalezza tra due amanti, ma solo uno è l’amore della sua vita. L’autrice offre, in questo libro, elementi d’interesse per ogni lettore con dialoghi di una forza particolare e regala scene sessuali da soddisfare le mentalità aperte e illumina quelle non.

Giovedì 03 novembre ci sarà un piacevole reading al Nonsolocaffè di Torre Annunziata (NA) alla presenza dell’autrice, con la giornalista Virginia Maresca, direttore di Mydreams.it,  che modererà l’incontro, con la magnifica sorpresa dell’attrice Antonella Morea che leggerà alcuni brani del libro d’esordio della Pannone.

Dottore… Caffè? è il tuo romanzo d’esordio. Quali emozioni hai provato quando hai avuto tra le mani una copia? E il pensare che lo leggeranno…

Emozione primitiva mista a pura paura. Ho prima pensato “Ce l’ho fatta!” e subito dopo “Sì, ma a fare cosa? In realtà è ora che si comincia. Oddio, ma da dove?”

Insomma, la felicità mista a terrore. È stato strano vedere, il giorno della mia prima presentazione a Posillipo, le persone con il mio libro in mano, le vedevo sfogliare le pagine a casaccio e fare mille espressioni, quando si soffermavano su di una. Era divertente per me provare a immaginare, attraverso il loro volto, quale parte stessero leggendo.

Da cosa è partita la storia. Cosa ti ha ispirato a scriverla?

La storia di Nina è un racconto, quasi una sfida per me, vedere se fossi stata capace di trasmettere emozioni disegnando parole su di un foglio. La storia è nata mentre scrivevo poco alla volta, con il passare dei giorni, immergendomi nei personaggi che creavo. A un certo punto, era come se fossi dentro la storia, m’immaginavo in quella situazione e non era più, per me, un racconto che scrivevo, ma quasi un film che stavo guardando. Un mondo a parte, insomma.

Hai scritto in terza persona, presentando una ventiduenne in carriera e innamorata della vita e dell’amore. Chi è veramente per te Nina? Come hai creato il suo personaggio? Quando hai iniziato il libro, avevi un’immagine impressa nella tua mente?

Dico sempre che l’immagine che ho di Nina è “ tacchi a spillo e pose da bambina”. Ho immaginato una ragazza, poi donna, forte e bella, sicura di ciò che vuole essere nella vita, che non si ferma se non ha raggiunto il suo obiettivo, ma indifesa nel privato, piccola, proprio come una bambina.
Nina non è altro che le emozioni delle donne della mia vita, quello che mi hanno raccontato voler essere e che vorrebbero per se stesse, il come si sono sentite, come hanno amato e odiato. C’è un po’ di me in Nina, ma non dico cosa. Per me Nina è un’amica, una compagna, un’amante.

Hai scritto o avresti scritto qualcosa dal punto di vista di John? Anche nelle prime bozze del tuo manoscritto?

Questi uomini stanno sempre in mezzo, chissà perché poi! In realtà, ho scelto di non parlare dal punto di vista di John perché volevo fosse una donna a immedesimarsi nella storia. Anche perché non so cosa avrebbe potuto pensare un uomo o come lo avrebbe pensato, mmm, magari provo a farlo nel secondo libro.

Quando si creano delle eroine romantiche, ci sono delle caratteristiche che cerchi di evitare, eventuali tratti che pensi che un’eroina romantica non dovrebbe avere?

Non credo, in realtà, non so neanche se per qualcuno ho omesso qualcosa o no. Ho solo cominciato a scrivere, senza pensare troppo, senza schemi.  Non ho deciso, dall’inizio, come doveva essere Nina, credo che, se lo avessi fatto o mi fossi posta dei limiti su ciò che poteva o non poteva fare o essere, non sarebbe più stata la Nina di Dottore…

Ci sono stati momenti particolarmente frustranti durante il processo di scrittura?

No, io mi sono divertita tanto a immaginare, sognare, creare, raccontare…

Rosanna Pannone intervista

Dottore…caffè? appuntamenti

Quali elementi, come lettore, pensi facciano un gran bel romanzo rosa?

Spero quelli che ci sono nel mio libro (ride). Un romanzo deve farmi piangere, ridere e anche incazzare. Voglio poter immaginare i posti descritti. Le sensazioni che provano i protagonisti. Voglio avere la voglia di non smettere di leggere. Un buon romanzo, per me, è quello che ti fa restare ore a leggerlo, credendo fossero passati solo pochi minuti.

Con quale personaggio immaginario ti piacerebbe avere un drink e perché?

Con la signora Minù, così potremmo bere, rimpicciolirci e sgattaiolare fuori dal locale senza essere viste. Ne potrei approfittare anche per sentire cosa dicono gli altri del mio libro, quando non sanno che li sto ascoltando!

Possiamo dare una sbirciata al tuo prossimo libro?

“E se adesso ti dicessi che voglio te, se adesso ti dicessi che sceglierei sempre e solo te, tu cosa mi diresti?” Fece un sospiro e poi: “Che sei ancora una volta dall’altro lato del telefono e non vicino a me…”

Qual è la sfida più grande da affrontare quando s’inizia un nuovo libro?

L’inizio! Io, almeno, ho difficoltà con il primo capitolo, scrivo la storia e poi ritorno indietro al primo capitolo, non sono mai contenta dell’inizio. Ora, con il secondo, c’è la paura che non piaccia come il primo.

Quando si avvia un nuovo libro, conosci già gran parte della trama? Usi contorni e biografie dei personaggi?

Il libro lo creo in testa, prima di cominciarlo a scrivere. Mi segno delle frasi che mi vengono in mente, dei dialoghi e immagino tutto ciò che può esserci intorno, mentre la protagonista dice una frase o legge un messaggio o abbraccia qualcuno. È, davvero, come vedere delle scene di un film e raccontarle su di un foglio.

Quale scrittore ammiri?

Non c’è uno scrittore che mi piaccia più di tutti. Leggo un po’ a sensazioni che mi dà la copertina di un libro, non leggo neanche la sinossi del libro che sto per comprare, ma piuttosto la frase-dedica iniziale. Per esempio, l’ultimo libro che ho comprato è stato “Finché le stelle saranno in cielo” e ho scelto questo libro per gli occhi della ragazza della copertina. L’ultimo che ho letto “Io prima di te”.

Qual è la tua opinione sugli ebook? I libri di carta saranno definitivamente sostituiti da lettori portatili?

Anch’io leggo gli ebook, se proprio devo, ma non mi piace! Non c’è l’odore della carta o la sensazione di avere un libro tra le mani. Il mio stesso libro l’ho avuto prima in pdf e poi in cartaceo, ed è stata tutta un’altra sensazione.

Parliamo di te. Quali sono i tuoi hobby, la musica che ascolti e, soprattutto, i libri che leggi….

A me diverte fare cose nuove! Ho l’hobby del “provare a vedere se riesco”. Per esempio, un paio di anni fa, poiché mia nonna lavorava a maglia, ho provato a vedere se ci riuscivo anch’io, e, sorpresa, sono anche brava. Faccio dei golfini da neonato veramente belli.

Il libro stesso è stato un “proviamo se riesco” e spero di esserci riuscita. Ho difficoltà a continuare una cosa quando mi rendo conto che sono riuscita a farla, ma scrivere sembra la sola cosa che non mi annoia mai, anche perché è, ogni volta, creare qualcosa di nuovo.

La musica? Io sono una “solita” del Blasco, quella che si lascia andare sulle note di “Minuetto” della Martini, che sorride cantando a squarciagola “Io sono già solo ” dei Modà, quella che gesticola su “Toffee” e che balla su “Svegliarsi la mattina” degli Zero assoluto. Sono quella che ascolta gli assoli di sassofono a occhi chiusi e amo viaggiare con la mente su “Infinitità” di Eduardo de Crescendo. Amo tutto ciò che mi dà emozioni.

Nicola Garofano per Tivoo.

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