Rassegna stampa dal mondo del 31 ottobre

In primo piano terremoto, la Spagna ha un nuovo governo.

La rassegna stampa di oggi da tutto il mondo.

Rassegna stampa

I danni del terremoto

Decine di migliaia di sfollati dopo il terremoto del 30 ottobre nell’Italia centrale. La forte scossa di magnitudo 6,5 con epicentro tra Umbria, Marche e Lazio è stata seguita da circa duecento repliche, tra cui una di magnitudo 4,2 alle 3.27 con epicentro a Perugia. Il terremoto non ha causato morti, ma una ventina di feriti. Ci sono stati crolli in un centinaio di comuni e si stima che gli sfollati siano almeno 40mila: 25mila nelle Marche, tra i diecimila e i quindicimila in Umbria, duemila nel Lazio e mille in Abruzzo. Ottomila persone sono state ospitate in alberghi. Le conseguenze del sisma si fanno sentire anche a Roma, dove sono state chiuse tutte le scuole per poter svolgere controlli sulle strutture.

Dopo mesi di paralisi politica, la Spagna ha un governo. Il 29 ottobre Mariano Rajoy è stato rieletto primo ministro con 170 voti favorevoli del Partito popolare, dei centristi di Ciudadanos e Coalición Canaria e 68 astensioni del Partito socialista (Psoe). La nuova investitura pone fine alla lunga crisi di governo iniziata il 20 dicembre 2015. A Madrid migliaia di persone hanno protestato davanti alla camera dei deputati contro l’investitura di Rajoy, che dovrebbe giurare il 31 ottobre di fronte al re Felipe VI a Madrid.

L’Unione Europea e il Canada hanno firmato l’Accordo economico globale (Ceta). L’accordo è stato firmato il 30 ottobre a Bruxelles dal primo ministro canadese Justin Trudeau e dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. La firma era stata prevista per il 27 ottobre ma è stata poi rimandata a causa del veto del parlamento della Vallonia. L’approvazione, per la quale era necessaria l’unanimità dei i 28 stati membri dell’Unione europea, è stata resa possibile il 28 ottobre. L’accordo commerciale rimuove il 99 per cento delle tariffe tra il Canada e l’Ue.

In Yemen un attacco aereo della coalizione a guida saudita provoca 60 morti.Nella notte del 29 ottobre il bombardamento ha colpito un carcere vicino alla città portuale di Hodeidah, ad ovest del paese. Sessanta degli ottantaquattro detenuti presenti nella struttura hanno perso la vita nell’attacco. Il carcere si trova nel distretto al Zaydiyah, in un’area controllata dai ribelli houthi. La coalizione militare guidata dall’Arabia Saudita, che appoggia il governo yemenita contro i ribelli houthi, non ha ancora commentato l’attacco.

Il governo turco licenzia diecimila dipendenti pubblici e chiude 15 giornali. I licenziamenti sono stati ordinati sulla base di sospetti legami con organizzazioni terroristiche e con Fethullah Gülen, il predicatore conservatore e non violento emigrato negli Stati Uniti, ritenuto il promotore del tentativo fallito di colpo di stato del luglio 2016. Da luglio più di centomila persone sono state licenziate e 37mila sono state arrestate. Il governo ha imposto la chiusura di quindici giornali, attivi prevalentemente nel sudest del paese, a maggioranza curda.

La Moldova vota oggi nella prima elezione presidenziale diretta dal 1996. Il candidato socialista Igor Dodon, vicino a Mosca, è in testa nei sondaggi e ha promesso elezioni parlamentari anticipate in caso di vittoria. Il suo principale avversario è Maia Sandu, ex ministro dell’istruzione appartenente all’opposizione di centrodestra, con posizioni filoccidentali. Se nessun candidato otterrà la maggioranza al primo turno, si terrà un ballottaggio il 13 novembre. Dal 1996 ad oggi i presidenti sono stati nominati dal parlamento.

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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