Il Garante della Privacy: In Italia cybersicurezza a rischio

shutterstock_13Antonello Soro, Garante della Privacy, è costretto ad ammettere che in Italia c’è una emergenza relativa ai rischi nel rapporto tra internet e tutela dei propri dati, anche per le imprese. Ecco perché bisogna puntare sulla sicurezza e su partner affidabili anche per il proprio business.

Dal privato al lato business, i rischi connessi alla Rete sono in aumento, e li sperimentano sia i cittadini comuni, e in particolare i giovani e meno esperti (alle prese con chat fuori controllo, cyberbullismo, sexting e veri e propri reati come stalking e pedopornografia), sia le imprese. È questo il “lato oscuro” della Rete, ultimamente in espansione anche a causa, bisogna ammetterlo, di una certa ingenuità di fondo da parte degli utenti, che aprono la porta a ospiti assolutamente indesiderati.

L’allarme del Garante della Privacy. A lanciare l’allarme è anche l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, con il presidente Antonello Soro che, intervenendo a un convegno intitolato “Vivi Internet, al sicuro”, ha ammesso che “l’emergenza c’è, e non va sottovalutata”. Il Garante della Privacy descrive nello specifico il rischio che si cela nella Rete per la tutela dei propri dati, soprattutto per i più giovani, “padroni dei mezzi tecnologici, ma non consapevoli dei rischi che corrono nel fornire informazioni a sconosciuti”. Tuttavia, la conclusione di Soro è di apertura al nuovo: “Internet è un mezzo di comunicazione dai grandi risvolti positivi. Non va mai demonizzato, ma regolamentato”.

La ricerca di sicurezza. Gli italiani sembrano però aver preso coscienza di questi rischi, e in particolare della possibilità di “incappare” nelle attività di hacker o in minacce informatiche. È Google, il motore di ricerca più famoso e usato al mondo, a svelare infatti che le richieste di informazioni con la chiaveessere hackerato” sono aumentate del 770 per cento negli ultimi 10 anni, così come sono cresciute le ricerche sul cambio password (più 500 per cento) e sulla localizzazione del cellulare (più 300 per cento), a riprova di come la domanda di sicurezza online sia una esigenza sempre più sentita.

Mettersi al sicuro. Dalle ricerche online alle richieste “concrete”, uno dei fattori del successo di Flame Networknel campo del web Hosting a livello professionale è proprio l’affidabilità e l’alto livello di sicurezza che garantisce ai propri clienti. Come si legge sulla home page dell’azienda, www.flamenetworks.com, tutti i sistemi aziendali, a partire dal Datacenter fino ai server, allo storage e all’infrastruttura di rete, sono realizzati con tecnologie moderne e all’avanguardia, monitorati inoltre costantemente e con strumenti appositi per ogni ora del giorno, con un sistema di sorveglianza che è attivo sia contro le minacce fisiche che contro quelle virtuali.

Il cybercrimine in aumento. Un sospiro di sollievo per le aziende, in tempi in cui si legge, invece, che il cybercrimine continua a rappresentare una “piaga” per il Web. A fine 2015, è stato infatti registrato un incremento del 38 per cento di casi di attività criminali in Rete, con gli attacchi informatici che sono aumentati per frequenza, gravità e impatto, con un effetto immediato e diretto sulle spese dei budget per la sicurezza, a loro volta cresciuti del 24 per cento.

I rischi in Rete in Italia. In Italia, secondo gli esperti il danno medio per evento si attesta a 2,5 milioni di dollari, ma sale del 108 per cento l’incidenza della rilevazione di furti di proprietà intellettuale. Le aziende stanno però imparando a difendersi, sia prevedendo una figura specifica all’interno dell’organigramma (il Chief Information Security Officer), sia coinvolgendo attivamente il Consiglio di Amministrazione nella strategia di sicurezza complessiva (scenario presente nel 55 per cento dei casi nel nostro Paese). Tuttavia, non basta la pianificazione per prevenire gli attacchi informatici: ecco perché il 67 per cento delle imprese italiane decide di stipulare specifiche assicurazioni protettive che possono mitigare le conseguenze di impatto economico e finanziario in caso di azione di cybercriminali.




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