Internet, è connessa meno della metà della popolazione mondiale

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Si chiama “Measuring the Information Society” ed è il report realizzato dall’International Telecommunications Union (ITU) e rivelati dal Washington Post sulla distribuzione a livello globale della tecnologia e del Web.

L’Unione internazionale delle telecomunicazioni (Itu, International Telecommunications Union), una delle agenzie specializzate delle Nazioni Unite, ha da poco diffuso l’ultimo report 2016 sullo stato di diffusione delle tecnologie informative nel mondo. Il documento, che si chiama appunto “Measuring the Information Society”, rappresenta anche un interessante spunto sull’utilizzo che a livello globale esiste attualmente del Web, con evidenti (e abbastanza intuitive) disparità.

Più Internet nei Paesi sviluppati. Qualora ce ne fosse bisogno, infatti, il report conferma che i Paesi più ricchi del mondo usano molto di più Internet rispetto agli Stati poveri; tradotto in cifre, l’81 per cento della popolazione dei Paesi sviluppati accede al Web, a fronte di una percentuale che scende al 15,2 per cento nei Paesi in via di sviluppo. Più sorprendete è leggere che negli Stati Uniti d’America usa Internet il 74,6 per cento della popolazione, un dato sicuramente rilevante su scala internazionale, ma piuttosto basso se confrontato con quello di altre nazioni facoltose.

Internet in Italia. Lo studi ha cercato di creare un indice per lo sviluppo dell’Ict (ICT Development Index), che analizza vari parametri tra cui accesso, uso e competenze delle tecnologie digitali: a svettare è la Corea del Sud svetta, mentre l’Italia è al 37esimo posto, entrando comunque tra i 44 Paesi meglio posizionati, anche grazie alla diffusione della rete veloce. Nel nostro Paese, infatti, si viaggia sul Web ad alta velocità anche per i servizi proposti da società come Eolo, che sul suo sito presenta piani di offerte internet casa con velocità di 30 Mbps, ovvero quelle “a banda ultra larga”.

La banda sul web. Come si legge nel report, le connessioni mobili che rientrano a pieno titolo tra quelle definite a “banda larga” riescono a coprire l’84 per cento della popolazione mondiale (ma solo il 67 per cento in aree non urbanizzate). Più bassi i numeri di accesso alle reti LTE o di performance più elevate, oggi disponibili solo per la metà della popolazione mondiale.

L’uso di Internet nel mondo. A guidare la classifica degli internauti ci sono i cittadini europei (utenza del Web vicina all’80 per cento), seguiti dal 66,6 per cento di abitanti di America e Commonwealth, mentre l’incidenza di chi vive in Asia e Stati Arabi arriva poco sopra il 41 per cento e, infine, gli africani si fermano al 21 per cento. Questa disparità nell’utilizzo di Internet è ancor più evidente se si confrontano i dati dei singoli Stati: in Islanda, ad esempio, usa Internet il 98,2 per cento della popolazione, e anche Lussemburgo, Norvegia e Danimarca superano abbondantemente il 90 per cento.

4 miliardi di assenti. Al contrario, invece, in altre aree del mondo chi usa Internet è solo una minoranza: è il caso del Niger, dove dispone di connessione appena un 2,2 per cento della popolazione, così come altri Stati africani come il Ciad, la Guinea-Bissau e il Congo sono di molto sotto il 5 per cento di diffusione. In tutto il mondo, infatti, ci sono ancora quasi 4 miliardi di persone che non usano Internet e forse non sanno nemmeno che cosa sia.

Senza Internet, ecco perché. Connessa alla Rete, infatti, c’è all’incirca una metà della popolazione globale; l’assenza dal Web non dipende dalla connessione mobile, visto che l’84 per cento di chi non ha Internet vive in aree dove sarebbe disponibile. A mancare è l’accesso, visto che in alcuni Paesi a basso reddito c’è una quota che varia tra il 20 e il 40 per cento degli abitanti che non ha neppure un telefono. C’è poi chi sceglie di nonconnettersi: i meno interessati sono donne, persone della terza età, chi non dispone di una formazione elevata, o ancora, quelli che percepiscono redditi poco elevati.

 

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