Anathema – Weather Systems

Anathema - Weather SystemsChe gli Anathema siano una grande band è chiaramente dimostrato da una carriera ormai ventennale costellata di piccoli e grandi capolavori che della varietà stilistica hanno fatto il proprio segno di riconoscimento. Dal death/doom di “The Silent Enigma” al rock pinkfloydiano di “Judgment” passando per le suggestioni trip-hop di “A Natural Disaster”, i fratelli Cavanagh hanno sempre realizzato dischi di alta qualità e che, a mio parere, sono fatti appositamente per essere interiorizzati dall’ascoltatore. Un modo di vivere l’esperienza musicale sempre in modo molto soggettivo.

Weather Systems” è il nuovo album della band inglese, a distanza di appena due anni dal bel “We’re Here Because We’re Here” e a poco meno di un anno da “Falling Deeper“, LP in cui il gruppo di Liverpool ha recuperato i brani del primissimo periodo (quello death/doom con Darren White ancora dietro il microfono, per intenderci) in chiave sinfonica. Doveroso quindi considerare queste ultime due uscite discografiche come punto di partenza per analizzare il nuovo parto musicale di Vincent e soci. “Weather Systems”, infatti, è la summa ideale di quanto fatto negli ultimissimi anni dalla band inglese. Canzoni in crescendo, che cominciano soavi per poi liberarsi in un’esplosione sonora che trasuda luce e speranza, unite ad un’ariosità orchestrale che contribuisce a rendere il tutto ancora più ammaliante. Gli Anathema sono una band emozionale, c’è poco da discuterne. Difficile restare impassibili davanti al feeling che ogni singolo brano riesce ad esprimere sapientemente. Non c’è traccia di banalità, negli Anathema. Le frivolezze lasciamole pure ad altri.

Dalle due parti di Untouchable, poste all’inizio del disco, passando per l’esperimento più elettronico dei nove minuti di The Storm Before the Calm (a parere di chi scrive il punto apicale del disco) e giungendo alla conclusiva Internal Landscapes, la sensazione è quella di avere a che fare con un gruppo che sa come emozionare e che conosce i mezzi più adeguati per conseguire al meglio l’obiettivo. Il tutto, però, senza che il disco risulti studiato o preconfezionato. Gli Anathema sono sinceri, sono veri, e ogni singola traccia di “Weather Systems” è qui a dimostrarlo a viso aperto.

C’è solo da chiedersi quando, finalmente, tutti si accorgeranno delle qualità dei ragazzi di Liverpool, rimaste sinora fin troppo confinate in un panorama metal che, ormai da un decennio, non può che star loro stretto. Sigur Rós, Explosions In the Sky e tante altre band sono amate per emozioni che gli Anathema, seppur in chiave più rock, sanno esprimere da anni, con grande tatto e ottimi risultati sonori.

Mai abbastanza lodati.

Livio Ghilardi

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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