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NOON – 775 Lumière

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Lo stoner è sempre stato un genere perfetto per evocare paesaggi infiniti, distese siderali, viaggi interiori. Lo hanno capito alla perfezione i piacentini NOON – quartetto nato dalle ceneri dei collaudati doomsters Stake-off the Witch – che a partire dal titolo (“775 Lumière“), rubato a un asteroide intitolato ai due fratelli fondatori della settima arte, rivelano da subito le intenzioni dell’album: fondere musica e cinema in un unico vortice sensoriale.

Tranquilli, niente a che vedere con colonne sonore strappalacrime tipo “Via col vento”, perché quando il cinema si fa duro, i duri iniziano a suonare. E allora ecco che quando parte Screaming of the Lambs sembra di stare lì ad ascoltare Hannibal e Clarice che parlano separati da un vetro; con Natural Born Killers si viaggia sulle highways americane con Mickey e Mallory per finire con la faccia sul marciapiede sotto il tiro dell’eastwoodiano Dirty Harry, pronto a farci saltare la testa con la sua 44 magnum. E ancora le citazioni da altri film epocali come “Apocalypse Now” e “Reservoir Dogs”. Insomma, tra riff mastodontici alla Karma to Burn (per i quali i NOON hanno aperto alcune date) e lo psych/blues che gruppi come Graveyard e The Sword ci hanno insegnato ad amare, l’ascolto scorre via che è un piacere, soprattutto per i cinefili, che saranno deliziati dalle tante chicche nascoste tra le lyrics.

Unico neo dell’album è la sezione vocale, che spesso risulta spenta e non al passo con la ruggente macchina da guerra che è il comparto strumentale. Ma lo spazio e il tempo per migliorare ci sono eccome. Buona (audio)visione a tutti.

Dario Marchetti

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Intervista agli Stake-off the Witch

– Partiamo dall’inizio. Come, quando e perché si formano gli Stake-off the Witch?

– Gli/Le Stake-off the Witch, con l’attuale formazione, stanno insieme dal 2005… Prima esisteva la band chiamata Stake-off the Witch ed era composta da Stefania e Caterina più altri due ragazzi, ma il genere era completamente diverso. Nel 2005, con l’entrata di Fabio e Luca, i quattro iniziano a seguire la strada dello stoner/rock… Registrano i primi due EP ed il primo full-length, fino ad arrivare a “Medusa” ed ai giorni nostri!

– La prima cosa che colpisce all’ascolto è la voce di Stefania. Secondo me il canto femminile e lo stoner, insieme, generano una sublime alchimia. Non trovate?

– Grazie mille! È l’osservazione che ci fanno in parecchi, facendoci notare che siamo “particolari” per questo. Lo stoner è notoriamente un genere “maschile”, ci sono davvero poche band con cantato al femminile. Noi ne abbiamo addirittura due di ragazze! Ovviamente non è sempre vita facile, i pregiudizi sono sempre dietro l’angolo, ma diciamo che ci siamo abituati e smentiamo ogni malalingua sul palco.

– La cover di Sabotage dei Beastie Boys la dice lunga sulle vostre influenze. Quali sono i vostri ascolti abituali?

– La risposta a questa domanda potrebbe occupare tre mail! Ascoltiamo di tutto e di più, dovresti vedere il nostro iPod durante i tour! Spazia dagli Slayer agli 883 (non sto scherzando!). In linea di massima comunque tutti e quattro abbiamo un background stoner e quando una volta, ascoltando musica a random è passata Sabotage dei B.B., ci siamo guardati illuminandoci e dicendo: “Cazzo, il riff è una figata“. Quindi l’abbiamo coverizzata a nostro modo! Direi che il risultato ci soddisfa e soddisfa pure la gente ai concerti… Alcuni ci hanno persino chiesto quando la registreremo perchè la vogliono avere! Ah, abbiamo appena pubblicato su MySpace/YouTube/Facebook il video proprio di Sabotage al nostro ultimo concerto in Svizzera, dateci un occhio!

– Possiamo definire “Medusa” un concept sull’omonima Gorgone?

– Mmm, no, direi di no. In realtà solo l’ultima canzone parla di Medusa! Però ci piaceva come titolo, corto e d’impatto, e come immaginario… Volete sapere una chicca? L’album doveva chiamarsi “On the negation and the affirmation”, abbiamo ripreso quella frase nella “suite” degli ultimi due pezzi!

– Incidete per la Fuzzorama che ha sede in Svezia. Come siete arrivata a lei e quali sono i pro e i contro di incidere per un’etichetta straniera?

– La storia con la Fuzzorama nasce nel 2008 quando abbiamo fatto da spalla ai Truckfighters (band stoner svedese) nei loro due tour italiani. Siamo entrati in ottimi rapporti ed abbiamo scoperto che Niklas, il chitarrista, insieme ad Oskar, il bassista, sono i due proprietari dell’ etichetta. Così quando ci siamo trovati al momento di cercare un’etichetta che si occupasse di “Medusa”, abbiamo pensato a loro. Abbiamo spedito loro le pre-produzioni e subito sono stati entusiasti, così ci hanno proposto di collaborare. Abbiamo registrato l’intero album in Svezia, nel Bombshelter studio di Orebro sotto la supervisione proprio di Niklas e siamo parecchio soddisfatti del risultato! La Fuzzorama lavora molto bene, ci sta dando una grossa mano nella promozione e nella vendita. Per ora possiamo solo ritenerci soddisfatti!

– Avete tenuto delle date all’estero: come siete stati accolti?

– Alla grande! Anzi, a dirla tutta, preferiamo di gran lunga suonare all’estero che in Italia. La gente è molto più aperta in generale e soprattutto riguardo a questo genere. Abbiamo fatto date in Germania, Svizzera, Austria, Repubblica Ceca e sono sempre state stupende, sempre delle gran feste! Sembra che all’estero esista ancora la gente appassionata che ti supporta comprandoti il cd al concerto o pagando tre euro per entrare a vederti. Qui da noi questo esiste solo in piccolissime realtà ed è davvero triste. Ci sarà un motivo se tutte le più grandi band vengono da fuori, no!?

– Quali saranno le vostre prossime mosse?

– In settembre saremo in Inghilterra per un tour di tre date di supporto ai Truckfighters, quindi in ottobre altre tre date in Svizzera e poi ci dedicheremo alla stesura dei nuovi pezzi (ne abbiamo già pronti tre!). A marzo dovremmo imbarcarci in un altro tour europeo tra Francia, Olanda, Belgio e Danimarca per poi tornare e buttarci in studio, probabilmente ancora in Svezia, si vedrà. Preparatevi al nuovo cd, diciamo… intorno a febbraio 2012 (se non finisce il mondo, ovvio!)?

Marco “C’est Disco” Gargiulo per Mag-Music

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Stake-off the Witch – Medusa

Non riesco a capire perché la gente si ostina ancora ad affermare che in Italia manca la buona musica. Nei vari forum leggo continuamente dichiarazioni di questo tipo, ed io invece ho scoperto oggi l’ennesima ottima band tricolore che corrisponde al nome di Stake-off the Witch.

Il moniker è tutto un programma: uno stoner doom ispirato con voce femminile, che volete di più? Se volete di più, dovete ascoltare il loro album “Medusa“, gli amanti del genere non rimarranno delusi, peccato che il volume della voce sia un pelo più basso di quello che dovrebbe essere poiché la voce di Stefania Savi (anche chitarrista) è veramente adatta al genere. Al prossimo album conto di sentirla meglio perché è uno spreco non approfittare di un asso nella manica così importante. La singer sa essere cattiva e suadente allo stesso tempo (No One Care About The Sun) quasi a volerti sedurre e senza che tu te ne renda conto imprigionarti con il suo maleficio. Si sa che il ruolo di cantante in genere è quello che ricopre più attenzione, ma non dimentichiamoci assolutamente dell’ottimo lavoro svolto dal resto della band: Luca gentili alla chitarra solista, Caterina Mozzi al basso e Fabio Groppi alla batteria.

Con quest’album non ci si annoia, e anche le persone che sopportano di meno il genere penso proprio non riusciranno a stare fermi dinanzi alla carica di un brano come I’m Coming o la successiva Time Is Over (ottimo il duetto vocale.)

I miei complimenti a tutti voi, ragazzi e ragazze, e lunga vita alla vostra strega!

Bloody Hansen per Mag-Music