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SD Gundam G Generation Genesis: annunciata la versione inglese per Nintendo Switch

SD Gundam G Generation Genesis sarà disponibile in lingua inglese su Nintendo Switch

Bandai Namco Entertainment Asia ha annunciato ufficialmente l’arrivo di una versione inglese di SD Gundam G Generation Genesis per Nintendo Switch.

L’uscita è prevista per il 25 marzo 2021 sia in digitale che retail per il mercato asiatico. Lo strategico era già arrivato su Nintendo Switch in Giappone, ma privo dei testi in lingua inglese, presenti invece sulle versioni PS4 e PSvita.

Questa riedizione per Switch inoltre comprenderà tutti i contenuti scaricabili a pagamento pubblicati in precedenza.

Sempre dal 25 marzo sarà disponibile in Asia, in versione inglese, SD Gundam G Generation Cross Rays: Platinum Edition, una riedizione che comprende, anche in questo caso, tutti i 13 DLC rilasciati in precedenza.

Ecco il trailer:

Xbox Game Pass: sette nuovi giochi in arrivo dal 7 gennaio

Sette nuovi titoli si uniranno al catalogo di Xbox Game Pass

Microsoft ha annunciato ufficialmente l’arrivo di sette nuovi giochi nel catalogo di Xbox Game Pass per PC e Xbox.

Le new entry saranno disponibili a partire dal 7 gennaio in catalogo:

7 gennaio 2021

  • eFootball PES 2021 Season Update
    (Console, Android)
  • Injustice 2 (Console, PC, Android)
  • The Little Acre (Console, Android)

14 gennaio 2021

  • Neoverse (PC)
  • Torchlight III (Console, Android)
  • What Remains of Edith Finch (PC)
  • YIIK: A Postmodern RPG (PC)

Questi invece i titoli che lasceranno il catalogo dal 15 gennaio 2021:

  • FTL: Faster Than Light (PC)
  • My Friend Pedro (Console, PC)
  • Sword Art Online: Fatal Bullet (Console)
  • Tekken 7 (Console)

Fonte: PureXbox

Xbox Game Pass: quattro titoli abbandoneranno il catalogo dal 15 gennaio

TEKKEN 7 e altri titoli lasceranno il catalogo di Xbox Game Pass

Microsoft ha annunciato ufficialmente che quattro titoli abbandoneranno il catalogo di Xbox Game Pass dal 15 gennaio 2021.

FTL: Faster Than Light (PC)

In FTL proverai l’emozione di comandare un’astronave in missione per salvare la galassia. Il pericolo è ovunque, e ogni incontro è una sfida con più di una soluzione. Che farai se una bordata di missili spazza via i tuoi scudi? Trasferirai tutta l’energia ai motori per tentare di fuggire, attiverai più armi per disintegrare il nemico o manderai una squadra d’abbordaggio per lo scontro ravvicinato? In questo “roguelike-like di simulazione spaziale” condurrai il tuo equipaggio attraverso una galassia a generazione casuale dove ti aspetta la gloria, o forse un’amara sconfitta.

My Friend Pedro (Console, PC)

My Friend Pedro è un violento balletto dedicato all’amicizia, all’immaginazione e a un solo uomo in missione per disintegrare qualsiasi cosa gli sbarri la strada, come ordinatogli da una banana senziente. La mira separata, l’azione al rallentatore e i proiettili che volano da una finestra all’altra creano una sensazionale serie di sequenze d’azione nel corso di una battaglia esplosiva ambientata in un brutale mondo sotterraneo. Scatena un torrente di devastazione con un incredibile livello di controllo sia sulle tue armi che sul tuo corpo. Volteggia in aria mentre miri con entrambe le mani per centrare i bersagli principali oppure usa i colpi di rimbalzo per cogliere di sorpresa e abbattere i gangster da dietro. Prenditi una pausa dal delirio adrenalinico godendoti sequenze dinamiche come un inseguimento mozzafiato in moto, oppure fermati a riflettere risolvendo una serie di complessi (e potenzialmente letali) rompicapi basati sulla fisica.

Sword Art Online: Fatal Bullet (Console)

Il tuo destino è appena iniziato… Diventa protagonista di una storia originale nel mondo di Gun Gale Online. Crea il tuo avatar ed esplora terre devastate in un esaltante RPG d’azione e sparatorie in terza persona. Affronta nemici e incontra facce nuove e familiari dell’universo di Sword Art Online. Viaggia in un mondo di armi da fuoco, dove grazie a un incontro fortuito otterrai l’aiuto di una rarissima IA, ArFA-Sys. Lungo la strada, ti troverai a dover compiere delle scelte, ma per ognuna di esse ci sarà un prezzo da pagare… Sarai fonte di speranza o di disperazione? Questa è la tua avventura… Questa è la tua storia.

Tekken 7 (Console)

Amore. Vendetta. Orgoglio. Ognuno ha una ragione per combattere. I valori sono ciò che ci definiscono e ci rendono umani, indipendentemente dalla nostra forza e dalle nostre debolezze. Non ci sono motivi sbagliati, solo la strada che decidiamo di percorrere. Assisti all’epica conclusione della saga del clan Mishima e scopri le ragioni che si celano dietro a ogni momento della loro faida infinita. Sviluppato con Unreal Engine 4, TEKKEN 7 offre una storia con incredibili battaglie cinematografiche e momenti intensi da vivere in compagnia di amici e rivali grazie a meccaniche di combattimento innovative.

Fonte: PureXbox

Devil May Cry V: Vergil è disponibile da oggi come DLC su PS4, Xbox One e PC

Vergil arriva oggi sulle versioni old gen di Devil May Cry V

A partire da oggi gli utenti Xbox One, PlayStation 4 e PC in possesso di una copia del Devil May Cry V originale potranno finalmente gustarsi Vergil come contenuto scaricabile a pagamento.

Il figlio di sparda è infatti disponibile da oggi come DLC  al prezzo di 4,99 euro e comprende  l’accesso al personaggio nella sua campagna dedicata, composta da 20 missioni, un nuovo prologo e un nuovo epilogo esteso e la possibilità di utilizzare lo spadaccino anche nella modalità Bloody Palace.

Sulle nostre pagine trovate la nostra recensione dedicata alla Devil May Cry V: Special Edition, nella quale abbiamo spulciato nel dettaglio il personaggio di Vergil.

Ecco il trailer ufficiale:

Immortals Fenyx Rising – Recensione

Quando la mitologia incontra l’avventura: ecco la nostra recensione di Immortals Fenyx Rising.

  • Nome completo – Immortals Fenyx Rising
  • PiattaformePlayStation 5, Xbox Series X/S, PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch, Google Stadia, Microsoft Windows
  • Developer  Ubisoft, Ubisoft Quebec
  • Publisher – Ubisoft
  • Distribuzione Fisica, digitale
  • Data di uscita – 3 Dicembre 2020
  • Genere – Avventura dinamica/RPG
  • Versione testata – Xbox One S, Xbox Series X

Dopo due anni dalla produzione di Assassin’s Creed Odyssey, il team di Ubisoft Quebec torna prepotentemente sul mercato con un nuovo, fresco ed interessante progetto. Parliamo di Immortals Fenyx Rising, un titolo passato quasi in sordina durante la promozione ed il lancio, ma che ha prepotentemente attirato l’attenzione dei fan degli RPG, soprattutto quelli “alla Breath of the Wild”.
Si tratta di una storia originale, dai tratti umoristici piuttosto presenti e marcati, dallo stile unico ed irripetibile: una piacevolissima sorpresa dalla quale cominciare la nuova generazione e sicuramente un segno indelebile del fatto che la Ubisoft stia finalmente prendendo in mano la situazione, accogliendo le critiche e facendone anzi un potente mezzo per migliorarsi sempre di più.

Mitologia e fantasy

L’ambientazione di Immortals Fenyx Rising ricorda per incisività ed atmosfera quella di Assassin’s Creed Odyssey. Il mondo greco è qui ripreso fedelmente, sebbene – come vedremo più avanti – si tratti di un sentore che poi si trasformerà in qualcosa di più unico ed originale.

La trama ruota attorno alla vicende del titano Tifone e delle divinità del Monte Olimpo. Il titano in questione, preda della furia più profonda, decide di tramutare tutti gli esseri umani in pietra. A nulla serviranno gli sforzi delle divinità, che una dopo una cadranno sconfitte dinnanzi la potenza mistica del loro nemico più acerrimo. Entra in scena Zeus, padre di tutti gli dèi, che in un ultimo appello si affida a Prometeo chiedendogli aiuto in cambio della libertà dai supplizi che è costretto a subire ogni giorno, incatenato alla montagna che lo rende prigioniero. Qui cominciano, finalmente, le vicende di Fenyx: eroe o eroina starà a noi deciderlo, poiché l’aspetto così come il genere del personaggio saranno modificabili a piacimento dal giocatore. 

Quest’ultimo è naufragato sull’isola d’Oro, e al suo risveglio si troverà solo contro l’immutabile verità: il genere umano è svanito, lasciando al suo posto dura e muta pietra. Conscio della presunta sparizione di suo fratello, un eroe greco conosciuto per la sue imprese in guerra, Fenyx eredita la sua spada e si incammina verso il viaggio che riporterà al riscatto del genere umano e alla dipartita del titano Tifone. 

La trama di Immortals Fenyx Rising è lineare, a tratti scontata e forse banale, dalla durata di venti ore circa (se non ci si impegna in attività secondarie) e chiara sin da subito: vi è il protagonista diventato eroe per caso attraverso l’aiuto di tutte le divinità del mondo greco, troviamo il titano malvagio ed i suoi scagnozzi e infine otteniamo la risoluzione di ogni tragedia dopo innumerevoli sforzi. Sarebbe tuttavia scontato e poco accurato parlare in questi termini di Immortals Fenyx Rising.

Il punto di forza del titolo non è infatti la trama, ma il modo in cui viene raccontata al giocatore. Gli interventi fuori campo di Prometeo sono improvvisi, divertenti e mai banali; sarà possibile plasmare i dialoghi attraverso ogni piccola azione che sembrerà avere un peso consistente sulla narrazione. I battibecchi continui tra Zeus e Prometeo donano inoltre un ritmo irripetibile, fatto di momenti leggeri ed al limite del trash ed intervallati però da un peso e da una gravità che il giocatore può percepire man mano che Tifone avanza col suo piano di distruzione. Il protagonista è convincente, vivo, forte e dotato di una personalità che spicca su tutte le altre. Sa prendersi sul serio quando serve, senza mai abbandonare quella dimensione mortale che lo contraddistingue e che lo rende debole. Una debolezza che viene mitigata attraverso “i doni” delle altre divinità e sotto la guida di un saggio Hermes (dapprima un anonimo ladruncolo) che darà un peso diverso al nostro viaggio. 

Immortals Fenyx Rising è una continua scoperta di dialoghi e situazioni al limite del paradossale, un intrecciarsi di eventi all’apparenza semplici e banali ma che in realtà nascondono una profondità ed uno studio più unici che rari. Il tempo in compagnia del nostro eroe passerà senza rendercene conto. Un plauso all’intero team.

La mastodontica Grecia

L’ambientazione di Immortals Fenyx Rising è il fiore all’occhiello dell’intera produzione. Il fascino indiscutibile dell’antica Grecia prende forma sotto i nostri occhi e grazie all’incredibile varietà delle sette regioni che comporranno l’Isola d’Oro. Ben diversificate tra loro, caratterizzate da un assortimento molto vario di mostri e dalla vegetazione talvolta folta e rigogliosa, altre volte diabolicamente spoglia a causa della furia degli scagnozzi di Tifone. La modellazione poligonale adottata ha abbassato di molto le possibilità di sbagliare: al netto di un’esperienza lunga almeno venti ore, i bug grafici possono contarsi sulle dita di una mano. Siamo di fronte ad uno dei prodotti più curati e lavorati della Ubisoft, che ha saputo unire i meravigliosi colori del mondo di gioco e la grafica un po’ cartoon ad una fluidità e ad una semplicità nel game design mai visti prima d’ora. Semplicità che diventa una dolce abitudine per il giocatore che, tolte le prime ore di gameplay, troverà da solo l’orientamento e riconoscerà in modo del tutto automatico i dintorni. La possibilità di volare con l’ausilio delle Ali di Dedalo (sfruttando così le correnti ascensionali posizionate ad hoc per farci raggiungere luoghi altrimenti inaccessibili) rende la mappa dinamica, vasta e maestosa. I punti alti sono molteplici, realizzati in modo tale da rendere utilissima ed irrinunciabile la meccanica dell’arrampicata per poter sincronizzare i punti d’interesse. Una trovata che ricorda molto lo stile di Assassin’s Creed, ravvisabile nella cura anche maniacale di piccoli dettagli, accessori e grotte che affiancheranno il nostro viaggio. Ogni regione è dotata di templi antichi e molto caratteristici, o comunque di punti d’interesse perfettamente variegati e diversificati tra loro che restituiranno un’immagine precisa del mondo in quel preciso periodo storico, sebbene indefinito. 

Il mondo di gioco, in ogni caso, apparirà vuoto e privo della presenza umana ravvisabile, per esempio, in Assassin’s Creed Odyssey. La vacuità e il silenzio che circondano Fenyx, intervallati da una colonna sonora spaventosamente ispirata e bella, non sono tuttavia elementi soffocanti e pericolosi per la godibilità finale: un numero impressionante di attività secondarie riempirà quegli spazi altrimenti occupati dall’interazione con altri personaggi. Parliamo di “sfide” come gare di corsa, a tempo, gare di tiro al bersaglio e così via, azionabili una volta raggiunto il luogo designato. Sulla scia di Zelda: Breath of The Wild, Immortals Fenxyx Rising aggiugne un importante variabile al gameplay: parliamo delle Cripte del Tartaro, dei dungeon che ricordano esattamente sia per composizione che per caratterizzazione i sacrari di Zelda. In queste cripte vi saranno numerosi enigmi ambientali con i quali dilettarsi per ottenere degli interessanti poteri in cambio. Tali Cripte sono realizzate con una grafica trascendentale, colori sgargianti e un’ambientazione ai limiti della fantascienza: un capolavoro di inestimabile valore, una benedizione per gli occhi. I puzzle ambientali hanno quella giusta complessità affinché si possa godere di un buon livello di sfida senza però risultare opprimente e snervante. Non troppo semplici, non troppo complessi: il team di sviluppo è riuscito a calibrare il tutto nel migliore dei modi. Anche sull’Isola d’Oro il risultato è il medesimo. Ci saranno scrigni bloccati da una strana forza e in nessun momento il gioco suggerirà al personaggio cosa fare per sbloccarli. Con un pizzico d’arguzia e un ragionamento in più, si riuscirà a capire senza problemi il da farsi. Insomma, la tattica adottata dagli sviluppatori è poche chiacchiere e solo fatti.

La forza dell’eroe

Il gameplay di Immortals Fenyx Rising è un aggressivo ritorno alla semplicità ed al divertimento scaturito dalla frenesia dell’azione. Immediato ed intuitivo, si basa fondamentalmente sulla presenza di due solidi elementi: l’attacco leggero e quello pesante, comandati dal dorsale e dal grilleto destro del nostro pad. Con il proseguire della storia e solo dopo aver ottenuto nuovi poteri da parte delle divinità (soprattutto in concomitanza alla ricezione di alcuni oggetti, armature e poteri passivi particolari) quest’ultimi potranno essere combinati con abilità particolari che scaleranno sulla Resistenza, una caratteristica fondamentale che non servirà solo in quest’istanza ma che gestirà pienamente tutto il mondo di gioco. Tramite la Resistenza il nostro personaggio potrà nuotare, scalare, saltare, volare – azioni da non compiere in modo del tutto impulsivo ma che bisognerà studiare, comprendere, dominare. Se non dovessimo far bene i nostri conti durante una scalata potremmo improvvisamente trovarci sospesi nel vuoto e catapultati nella schermata del Game Over. Anche i combattimenti hanno la stessa anima, all’apparenza semplici ma nella sostanza resi complessi dall’ottima gestione dell’intelligenza artificiale. La varietà dei mostri e le molteplici tattiche adottabili rendono il gioco divertente e perfettamente equilibrato. 

Dotati di scudi, di capacità di volo o di imponenti barriere magiche, avremo sempre e solo un unico obiettivo: riempire la barra di stordimento per rendere l’avversario indifeso e pronto ad essere eliminato o comunque ferito gravemente. Soprattutto nel caso delle boss fight, questa meccanica è da rincorrere con tutte le proprie forze.
La gestione dei punti vita è resa possibile attraverso oggetti di recupero o pozioni, lo stesso per la Resistenza. Tuttavia, i consumabili di quest’ultima risulteranno così inutili e di poco impatto che ci troveremo ad accumularli senza mai utilizzarli; sarebbe stato necessario limare ed equilibrare a dovere questo aspetto.
Per quanto riguarda l’utilizzo delle armi, avremo a disposizione diverse personalizzazioni delle stesse, ciascuna delle quali offrirà non solo un aspetto unico ma anche delle abilità specifiche e degli effetti utili. Inoltre, quest’ultime saranno suddivise in due categorie: armi da contatto ed armi a distanza, grazie all’utilizzo dell’arco molto utile non solo a colpire i nemici volanti ma anche per la risoluzione di alcuni enigmi. La stessa sorte è toccata alle armature, decisamente poco sobrie e dall’estetica talvolta imbarazzante ed irriverente. La personalizzazione di fondo, comunque, è dettata solo dalla volontà del giocatore di modificare il set di abilità che si vuole attivare in quel preciso momento: combinare pettorali, elmi, gambali ed armi della stessa categoria e/o gruppo comporterà infatti l’esplosione di nuove abilità, attive o passive, e dunque di un nuovo approccio divertente al combattimento.

 

Arte e colori

Come già anticipato nei paragrafi precedenti, la realizzazione tecnica di Immortals Fenyx Rising è una benedizione per gli occhi. Lo stile cartoon e la mancanza di un’eccessiva modellazione poligonale schiava del realismo rendono il titolo divertente, fresco e perfettamente adatto ad ogni fascia d’età. La familiarità che concede il titolo dopo poche ore di gameplay non è casuale ma è frutto dell’amore e della passione del team di sviluppo che hanno creato, con forte dedizione, un’alcova nella quale rifugiarsi e affrontare avventure mitologiche. Il doppiaggio in italiano è realizzato in modo eccellente ed orientato al tono canzonatorio ed ironico dell’intera produzione, sebbene giocarlo in lingua originale ed ascoltare i vari accenti “greci” risulta essere comunque l’esperienza preferibile. Il mondo vuoto potrebbe stancare gli occhi, ma d’altronde è una scelta obbligata dalla stessa trama: sarebbe stato tuttavia più verosimile disseminare l’intera mappa di più statue pietrificate, ma a quel punto probabilmente si sarebbe perso il tono leggero ed irriverente di cui si veste il protagonista ed ogni suo alleato. Per quanto riguarda l’aspetto della gestione dei nemici, l’intelligenza artificiale è ben gestita ed anzi rappresenta un interessante punto di svolta per la Ubisoft, ma la scarsa differenziazione tra nemici (tutti con lo stesso volto e moveset) rappresenta un elemento che contribuirà, a circa dieci ore, a rivestire il titolo di una ripetitività difficilmente aggirabile.

Su Xbox Series X e PS5

Sulle console di nuova generazione Ubisoft si è limitato ad integrare due opzioni che permetteranno ai giocatori di scegliere una risoluzione grafica più alta, ma con un framerate dimezzato, oppure in alternativa sacrificare alcuni dettagli visivi in favore di un framerate rigorosamente ancorato ai 60 fotogrammi.

Infine, è d’obbligo dedicare almeno qualche rigo alla fantastica, originale ed ispiratissima colonna sonora del gioco. A tratti epica, a tratti comica, è il perfetto connubio per poter affrontare il viaggio di Fenyx. Variegata, ben realizzata e mai di troppo, aggiunge una lode essenziale al gioco ed una caratteristica imprescindibile per poterselo godere fino in fondo.

VOTO: 8.5

Pro

  • La narrazione è chiara e scorrevole, divertente e godibile.
  • Il combat system è fresco ed intuitivo.
  • L’ambientazione è molto ispirata e la varietà delle regioni si sente.
  • La gestione lineare della storia raggiunge vette altissime: chiara ed essenziale, ma non per questo meno spettacolare.
  • Lo stile unico e la semplificazione dei poligoni rappresentano un punto di forza.

Contro

  • Il protagonista ha poco carisma, una maggiore personalizzazione (magari con scelta a dialoghi) sarebbe stata un valore aggiunto.
  • Il mondo è troppo vuoto.
  • Il gameplay, dopo numerose ore di gioco, potrebbe risultare ripetitivo.

 

Devil May Cry 5: Special Edition – Recensione

Devil May Cry 5 arriva sulle console di nuova generazione con una riedizione arricchita e un pizzico di next gen. Ecco la nostra recensione!

  • Nome completo – Devil May Cry V: Special Edition
  • Piattaforme – PlayStation  5, Xbox Series X
  • Publisher CAPCOM
  • Developer – CAPCOM
  • Distribuzione – Retail/Digital
  • Data di uscita – 10 novembre 2020
  • GenereAction
  • Versione testata – Xbox Series X

Devil May Cry 5 è stata probabilmente una delle grandi sorprese dello scorso anno, segnando il ritorno della CAPCOM dei tempi d’oro nel panorama degli stylish action.

A distanza di un anno quasi esatto, il quinto capitolo delle avventure di Dante e Nero giunge anche sulle console di nuova generazione, ad accompagnarne l’uscita con una riedizione che aggiunge un nuovo personaggio giocabile richiestissimo dai fan, e alcune timide novità pensate per offrirci un sapore di next gen.

I figli di Sparda

I motivi per i quali Devil May Cry V: Special Edition è stata un fulmine a ciel sereno al momento del suo annuncio erano molteplici: ufficialmente CAPCOM aveva dichiarato di aver terminato lo sviluppo del gioco con l’uscita del Bloody Palace, lasciando i giocatori con un leggero amaro in bocca dopo aver scoperto che Vergil era presente come personaggio giocabile all’interno del codice, ma con un moveset ancora non del tutto definito.

Per ben 12 mesi CAPCOM ha tenuto un veto di silenzio, almeno fino al trailer a sorpresa svelato in occasione dell’evento PlayStation 5 di settembre, con cui ha confermato il ritorno di Devil May Cry 5 con una rinnovata veste grafica e soprattutto Vergil, il fratello di Dante, nelle vesti del quarto personaggio giocabile mancante.

Ma come funziona esattamente Devil May Cry 5: Special Edition sulle console di nuova generazione? In questa recensione, che si aggiunge a quella del gioco originale che trovate a questo link, ci dedicheremo prevalentemente alle novità introdotte da CAPCOM nel suo action.

Partiamo innanzitutto con il cuore principale del pacchetto, quello che più di tutti potrebbe spingere molti ad acquistare questa riedizione, ovvero Vergil.

La presenza del fratello di Dante era uno dei segreti peggio custoditi della campagna di Devil May Cry V, ma anche della comunicazione che aveva caratterizzato la campagna marketing del gioco originale. I legami tra Nero e Vergil sono piuttosto noti nella fanbase, di conseguenza la presenza di una spada Yamato nei materiali promozionali aveva tradito le volontà di una sceneggiatura che per tutta la durata della campagna cercava di imbastire un colpo di scena inutilmente efficace.

Ma siamo tutti piuttosto consapevoli che le sceneggiatura in titoli di questo calibro rappresentano solo un contorno all’esperienza principale, rappresentata dallo studio dei tantissimi tecnicismi che li caratterizzano: la voglia di perfezionarsi per affrontare i gradi di sfida sempre più elevati e ottenere l’ambita valutazione S nelle missioni e nei singoli scontri.

Devil May Cry V da questo punto di vista rappresenta uno dei picchi più alti di sempre nel panorama degli action, un gioco estremamente matematico in cui ogni frame va calcolato, così come i tempi giusti di reazione nell’esecuzione delle combo, soprattutto ai livelli di difficoltà più elevati.

Nero, V e Dante erano i tre personaggi originali che si differenziavano molto nei loro gradi di apprendimento, con il figlio di Sparda che subentrava in scena solo vero metà della campagna proponendo una complessità e una varietà del tutto aliena rispetto ai primi due.

All’interno di questo ingranaggio adesso si integra anche Vergil, il cui grado di complessità non si distingue poi molto da quello del fratello, ma la sensazione è che CAPCOM abbia volutamente renderlo un “cheat character” capace di regalare enormi soddisfazioni anche ai neofiti degli action game.

Il figlio perduto di Sparda porta in dotazione la sua Yamato, che gli  garantisce combo estremamente veloci, sia a terra che aria, mentre per gli scontri ravvicinati a mani nude può contare sulla presenza di Beowulf, con colpi meno rapidi ma perfetti per spondare le robuste corazze di certi avversari; a chiudere il suo arsenale abbiamo le Mirage Edge, ovvero le spade di energie come proiettili dalla lunga distanza, oppure nella forma di una spada che ricorda molto da vicino la Sparda di Dante.

Proprio come Dante, Vergil garantisce combo spettacolari e complesse nel momento in cui il giocatore impara ad alternare velocemente il suo arsenale. Ciò che però rende Vergil un personaggio estremamente pericoloso e tremendamente sbilanciato rispetto ai primi tre che abbiamo imparato a conoscere, è la sua capacità di teletrasportarsi verso i nemici, anche durante l’esecuzione delle combo. Come se non bastasse, il suo Devil Trigger ha due forme: può generare un clone che funziona temporaneamente da partner moltiplicando il danno delle combo, mentre ben più letale è il Sin Devil Trigger, il quale si attiva ricaricando l’apposita barra con gli indicatori del DT classico.

Tra le due, la scelta del clone non solo è quella più rapida da attivare,ma anche la più efficace se si vuole ottenere un buon punteggio stile (e vi assicuriamo che le S abbonderanno veramente spesso con Vergil).

L’ultima chicca riguarda infine “World of V”, una mossa speciale che permette a Vergil di separare la sua parte demoniaca da quella umana per evocare V sul campo di battaglia e generare un potentissimo attacco che permette di recuperare punti vita e sfere rosse.

Anche se da spiegare può essere complesso, pad alla mano il fratello di Dante è uno dei personaggi che regala maggiormente soddisfazione con il suo combat system, ma purtroppo il bilanciamento non viaggia proprio di pari passo con la struttura della campagna.

Perché si, Vergil ha una propria campagna aggiuntiva con un prologo nuovo, un finale esteso e un boss inedito suddiviso in due fasi che daranno parecchio filo da torcere ai giocatori.

Il problema è quello che si trova nel mezzo: la campagna di Vergil propone tutti i livelli che in principio erano studiati appositamente per V, Nero e Dante, privati però delle cutscene e da un qualsiasi tipo di interazione narrativa.

Proprio come accadeva nelle Special Edition di Devil May 3 e Devil May Cry 4, anche in questa occasione il personaggio di Vergil finisce per essere la più grande rappresentazione della dissonanza ludonarrativa in un videogioco.

E questo pesa anche sui bilanciamenti del gameplay, poiché certi livelli con boss annessi, sono stati studiati per essere affrontati solo da determinati personaggi, e sicuramente non da Vergil.

Bilanciamenti gravi in cui sembrerà di giocare con il pilota automatico, soprattutto nelle missioni dedicate a V, con alcuni dei suoi boss letteralmente ridicolizzati dalla ferocia di Vergil. Se poi le facilitazioni di Vergil non vi bastano. completando il gioco a difficoltà “Dante Must Die”, si avrà accesso anche a Super Vergil, ovvero la variante dotata di Sin e Devil Trigger illimitati.

Le novità next gen di Devil May Cry V

Ad affiancare Vergil subentrano anche alcune novità introdotte da CAPCOM per sfruttare la maggior potenza a disposizione delle nuove console.

Andando con ordine abbiamo la modalità Turbo, che aggiunge un 20% in più alla velocità di gioco, facendo la gioia degli amanti delle speedrun e da chi desidera ancora più freneticità dagli scontri; troviamo poi la nuova difficioltà Mitico Cavaliere Oscuro, che trasformerà ogni missione in un simil Musou proponendo ondate gigantesche di nemici che ricopriranno lo schermo, pensata per approcciarsi al titolo in maniera del tutto inedita, anche se a farne le spese è una gestione altamente confusa degli scontri.

Sul comparto grafico sono state sbloccate alcune opzioni: è possibile abilitare il 4K con il Ray Tracing attivo, scalando il framerate da 60 a 30 (che francamente vi sconsigliamo), oppure avere il Ray Tracing attivo ma in risoluzione a 1080p e giocare a 60 fotogrammi al secondo. La terza opzione infine, adatta solo per determinati televisori (con porta HDMI 2.1), è la possibilità di disattivare il Ray Tracing, abilitare la risoluzione a 1080p ma portare il framerate a 120 fps.

Le diverse opzioni grafiche messe a disposizione da CAPCOM dovrebbero accontentare più o meno tutti, anche se nutriamo comunque qualche leggero dubbio sul sistema  d’illuminazione next gen, il Ray Tracing non aggiunge molto all’esperienza e la sensazione è che CAPCOM lo abbia implementato in maniera ancora rudimentale, risultando in alcune fasi dell’avventura addirittura fastidioso.

Ha senso dunque comprare questa Devil May Cry 5: Special Edition? Su questa domanda vogliamo aprire una parentesi ulteriore sull’operazione di CAPCOM.

La Special Edition non è compatibile con i salvataggi della versione old gen di Devil May Cry V, persino gli obiettivi sono diversi, tuttavia CAPCOM ha voluto comunque pensare ai possessori del gioco originale, offrendo Vergil come DLC a pagamento su PC, Xbox One e PlayStation 4 all’onesto prezzo di 5 euro (l’uscita è fissata per il 15 dicembre).

I possessori del gioco su old gen potranno dunque utilizzare Vergil sulla loro copia in retrocompatibilità, ma non potranno avere accesso alle feature next gen implementate da CAPCOM, quindi niente Ray Tracing, Turbo Mode e 120 fotogrammi al secondo, ma potranno comunque contare sul supporto al 4K UHD, l’HDR e i 60 fotogrammi al secondo. La decisione spetta dunque a voi.

Commento finale

Devil May Cry V: Special Edition chiude definitivamente il supporto ad uno dei migliori action game dell’ultimo decennio, con un pacchetto completo che aggiunge finalmente il tanto desiderato Vergil, ma ci saremmo aspettati un maggiore impegno nella campagna a lui dedicata, che invece si limita a riproporre pedissequamente l’avventura originale di Nero, V e Dante, spogliata però da cutscene, se si escludono il prologo e l’epilogo. Tanto di capello però sulla realizzazione del nuovo boss, l’unico che riuscirà seriamente a mettere in difficoltà Vergil.

Sul fronte tecnico abbiamo un timido assaggio di next gen, ma l’implementazione del Ray Tracing pur aggiungendo ulteriore valore al RE Engine, in alcuni punti la sua implementazione risulta un po’ pasticciata.

Pro

– Vergil è un personaggio assolutamente incredibile

– La Turbo Mode spinge a rivedere l’approccio “matematico” del gioco grazie alla velocità doppia

– C’è un nuovo boss

– I power up grafici si percepiscono, ma non stravolgono l’esperienza nel suo complesso

– Sono inclusi anche tutti i DLC extra rilasciati per il gioco base, anche i costumi alternativi

Contro

– Non è possibile trasferire i salvataggi dalle vecchie versioni

– La campagna di Vergil si limita a ripercorrere quella del gioco base, ma senza cutscene e priva di un qualsiasi tipo di bilanciamento per accogliere il figlio di Sparda

In alcuni punti il Ray Tracing entra in conflitto con l’esperienza, risultando più un fastidio che altro

VOTO 8.0