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Zeus! – MOTOMONOTONO

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ThreeOneG (CD) – Tannen Records/Sangue Dischi (LP), 10 t.

Impatto, collisione, urto. Evidentemente il terzo principio della dinamica non è così lontano dall’essere contestualizzato ed esteso ad una dimensione artistica. Questo anche considerando il fatto che ogni volta che si ha a che fare con un album degli Zeus! c’è sempre un’occasione per lasciare spazio allo stupore personale, alla constatazione di come l’apparente impressione di avere a che fare con lo stesso preciso ordine e stato delle cose venga spazzata via dal progresso e dalla crescita personale. Luca Cavina e Paolo Mongardi, basso e batteria, per MOTOMONOTONO non hanno particolari dubbi, vista la determinazione nel dare al proprio suono una corposità ancora maggiore, secondo una stesura che non impiega molto a scoprire le carte e rivelare le proprie sorprese, senza cedere alla routine. Là dove a venire alla luce in primis è l’elemento elettronico, ideale quid aggiuntivo delle dieci tracce risultanti, come gli Zeus! ai più maggiormente noti non cessano di esistere, anzi, risultano più vivi che mai e lo dimostra la furente All You Grind Is Love, ideale sequel di Grindmaster Flesh, hanno un prepotente riscontro quelli legati all’elemento math, presente sotto forma di addizione nell’excursus d’apertura di Enemy e Core, di sottrazione nel dinamismo di Mongardi riscontrabile nella sfumata simil-post-hardcore che attraversa Forza Bruta Ram Attack e di successiva moltiplicazione nel gioco metamorfico di pelli che sta al centro di Rococock Fight e non si esime dal presentare echi di rituali tribali che sconfinano nella danza distorta di Shitfing, senza nulla togliere al collante che annette la virulenta girandola di San Leather allo stato meditativo di Krakatoa. Ma ancora di più l’elettronica stessa, che si evolve da cupo e meccanico incipit di una Colon Hell che pare snaturare un immaginario al limite del crossover soffocandolo nel noise e nel death metal a momento di silenzio, quello di Panta Reich, che nella devozione a Steve Reich dà luogo ad un graduale risuonare di corde non lontano dall’ambient, fino al sunto di Phase Terminale, nella quale funge da ponte levatoio verso un limbo nervoso, vagamente punk, ed intenso al contempo, ben tracciato dal basso di Cavina. Espedienti che favoriscono e danno ulteriore lustro alla proposta del duo di Imola, il cui risultato non delude alcuna aspettativa, anzi, è un MOTOMONOTONO che distorce la lobotomia tanto con un sorriso quanto con le risultanti ossa rotte.

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MOTOMONOTONO, il nuovo album degli Zeus!

Con Opera si era assistito ad un evidente rafforzamento della formula che ha caratterizzato l’omonimo disco d’esordio. Ma per gli Zeus!, ovvero il bassista Luca Cavina ed il batterista Paolo Mongardi, a distanza di un paio d’anni, è ora di rimettersi nuovamente in marcia, in un continuo accrescimento delle proprie capacità che trova in MOTOMONOTONO, questo il titolo della loro imminente terza fatica, terreno fertile. Dieci tracce beffarde e colme di potenza per un lavoro la cui uscita è prevista per il 15 settembre in CD, nuovamente per la ThreeOneG di Justin Pearson (Locust), e vinile, per Tannen Records e Sangue Dischi.

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Concerto grosso: intervista agli Zeus!

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Li avevamo già avuti con noi poco dopo la pubblicazione del disco d’esordio, intenzionati a confidare i loro desideri di conquista del mondo. Due uomini determinati e poliedrici come Luca Cavina (Calibro 35), e Paolo Mongardi (Il Genio, Fuzz Orchestra, Ronin), dotati di un basso e una batteria usati come armi a mò di mitragliate sonore punk-metal-core. Nome in codice: Zeus!. Secondo album fresco di pubblicazione, e che li vede anche fare parte di un roster straniero: “Opera“, un titolo che è tutto un programma e che estende i propri piani servendosi di nuove ramificazioni riconducibili a quello che è il linguaggio del duo. Innovazioni che trovano spazio tra le tante questioni da porre ai nostri, i quali non si sono astenuti dal rispondere!

“Opera” è un disco che testimonia ulteriormente quello che è il vostro sound, fatto di espedienti metal, punk e non inseriti in contesti di stampo mat(h)ematico. Eppure è presente anche un breve accenno a sonorità funk e free jazz, immediatamente raso al suolo nel giro di pochi secondi. Basta ascoltare Lucy in the Sky With King DiamondGrey Celebration, quest’ultima con un basso introduttivo che fa lo stesso effetto di un contrabbasso. Che simili momenti si possano considerare nuova parte integrante di quelli che sono gli Zeus!?

Luca Cavina: Se noi abbiamo accenni al funk allora i Meters sono grind. Di freedom ce n’è poca, di jazz ancora meno. Però in Decomposition N. !!! c’è un evidente riferimento alla polka che, non molti lo sanno, è stata la principale fonte d’ispirazione per gli Slayer.

Con questo album entrate ufficialmente a far parte della scuderia della Three One G, label statunitense che vi licenzierà al di fuori dello stivale, e capitanata da Justin Pearson, bassista dei The Locust e a sua volta ospite in Sick and Destroy. Come vi sentite ad essere i primi italiani a fare breccia in un’etichetta di tale portata? Sembra che abbiate parecchio da condividere con il progetto di Pearson, specialmente per quanto riguarda il sound…

L: Per noi è un onore, ma soprattutto un onere. La gente si aspetta grandi cose. Nel nostro quartiere poi le malelingue sostengono che questa storia di 31G sia tutta una montatura per darci delle arie al baretto. Ed è per seppellire queste maldicenze che abbiamo invitato Justin a cantare in un pezzo.

Un ulteriore elemento che fa da vostro marchio di fabbrica è la scelta dei titoli dei brani. SuckertorteGrindmaster FleshGolden Metal Shower per quel che riguarda il vostro esordio, Set Panzer to RockLa Morte YoungBeelzebulb per rimanere alla vostra ultima uscita. Noi, leggendoli, ci pieghiamo in due dalle risate. Vi è mai capitato di provare altrettanto?

Paolo Mongardi: Ti svelerò un segreto: la musica degli ZEUS! SRL è nata dopo essere entrati possesso di questo software piratato alla Metal Blade Records, che genera titoli da sballo e soprattutto da hit sicura. Non potevamo farci scappare un’occasione così ghiotta, dunque abbiamo imparato a suonare il Heavy Metal. La formazione a duo è stata progettata per aumentare il dividendo tra gli azionisti all’interno della società. Avrai quindi dedotto che la risposta alla tua domanda è no.

Un esempio in particolare: Giorgio Gaslini Is Our Tom Araya, ideale continuazione di quel Tom Araya Is Our Elvis divenuto famosa grazie ai colleghi Zu. A proposito di questi ultimi, avete mai ipotizzato una futura collaborazione capace di dare vita ad un Giorgio Gaslini and Tom Araya Are Our Elvis? Se ne vedrebbero delle belle…

LC: Noi si pensava di mettere in piedi Giorgio Gaslini, Tom Araya and the King Are Our Zu. Araya e il maestro Gaslini hanno già risposto alla mail.

Bach to the FutureBlast But Not Liszt marcano particolarmente l’elemento classico presente nel disco. Non solo perché vengono citati due compositori, ma anche perché il lavoro in sé, come da titolo, è strutturato come un’opera, fatta di movimenti che si susseguono tra un inizio ed una fine. La musica classica ha avuto una particolare voce in capitolo nel corso delle lavorazioni?

PM: Come spigavo in precedenza, il nostro software genera titoli che ci impongono di modellavi attorno la musica Heavy Metal. Questa è strettamente legata al Musica Classica, sia per intenti magniloquenti, sia per perizia costruttiva. Siccome io sono perito, mentre Cavina è anche magniloquente, ci siamo immediatamente resi conto che potevamo sfruttare anche certi stilemi propri del Musica Classica per allargare il bacino d’utenza in virtù di un aumento di fatturato.

Gli ospiti conterranei. Da Giulio Ragno Favero ed Enrico Gabrielli, solo per fare alcuni nomi, si è passati a Nicola Ratti (Ronin) e in particolare a Vincenzo Vasi (Vinicio Capossela, Mike Patton’s Mondo Cane). Quanto ha influito un simile cambio di testimoni alla realizzazione del disco?

LC: Gli ospiti vengono pensati e chiamati in quanto persone piu’ adatte e piu’ disponibili a fare la tal cosa nel tal punto. Ogni ospite ha quindi la sua ragion d’essere, fosse anche invitato per fare delle scoregge. L’importante è che siano scoregge di ottima qualità.

Sono già venute alla luce le date del tour. Pensate che nel corso di queste riuscirete finalmente a portare a termine il vostro piano di conquista del mondo?

PM: Non ci sono limiti alla provvidenza; sicuramente un ruolo centrale lo giocherà la data che faremo al Sistina, all’interno del prossimo “Conclave Fest”, in veste di cardinali. Da lì si apriranno certamente nuovi scenari e interessanti possibilità di crescita spirituale, ma soprattutto economica.

Gustavo Tagliaferri

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Zeus! – Opera

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Boom.

La prima fase, perpetrata attraverso quel disco omonimo pubblicato nel 2010, era già stata compiuta, dimostrando come fosse più che possibile entrare, come un fulmine a ciel sereno, nelle case degli ascoltatori per devastare tutto dall’inizio alla fine, facendo lo stesso effetto di un pugno che dal grugno percorre ogni organo interno, andando sempre più in profondità. Giungere al passo successivo poteva non essere un’operazione facile da portare a termine, per quelle che sono due menti come quelle di Luca Cavina e Paolo Mongardi, rispettivamente basso e batteria, sempre in giro tra un progetto e l’altro, da Calibro 35 a Il Genio, ma senza mai perdere il loro smalto. Eppure dagli Zeus! c’è solo da aspettarsi grandi cose, viste le loro intenzioni e prospettive. Un tanto agognato obiettivo come quello della conquista del mondo, anzi, dell’universo, passa anche attraverso qualcosa di maestoso, di ancora più virulento. In una parola, un'”Opera”.

È un'”Opera” quella che vede come apertura delle vibrazioni, tra il funk e un certo free jazz, mutare immediatamente in un’esplosione sonora manipolata dall’addizionale theremin di un ospite speciale come Vincenzo Vasi. Il resto lo segue a ruota, dalla produzione per il mercato estero di un simbolo dell’hardcore punk come Justin Pearson (The Locust), presente in Sick and Destroy, a un’ironia che se in precedenza aveva come bersagli Giacomo Leopardi e i Death SS ora va per King Diamond (Lucy in the Sky with King Diamond), La Monte Young (l’atomico samba di La Morte Young, sorretto dalle chitarre di Nicola Ratti) e un Giorgio Gaslini che fa da concatenazione a quegli Zu che avevano preso come riferimento rock’n’roll odierno Tom Araya (il ritmo copshootcopiano di Giorgio Gaslini Is Our Tom Araya). Ma soprattutto è lecito ritrovarsi momenti come il cingolato impazzito Set Panzer to Rock, l’esperimento sanguinoso di Decomposition N. !!!, il tono mistico che caratterizza un sortilegio come quello di Beelzebulb, distorsioni che vanno dal progressivo (Bach to the Future) al matematico (Eroica), che nei loro echi classici fanno da ponte al rigor mortis che si respira nel techn-organo funebre di Blast But Not Liszt, la Golden Metal Shower del 2013, ideale prosecuzione di quella Grey Cerebration che potrebbe essere l’apoteosi di tutto il disco, in quanto ideale schema di ciò che si respira al suo interno.

Opera” degli Zeus! è cerebrale come da copertina, per la sua struttura e per le successive reazioni, una volta fatto il giro delle sinapsi. Reazioni che non possono però che risultare assai benigne, confermando quello che è il grande valore di un simile duo, che non solo non si smentisce, ma riesce ad andare oltre quel tripudio già raggiunto con l’album d’esordio.

Gustavo Tagliaferri

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"Opera", il nuovo album degli Zeus!

Freschi di entrata all’interno del roster della Three One G, label di San Diego già con gruppi come Black Dice, Fast Forward, The Blood Brothers e The Swing Kids, gli Zeus!, duo composto da Luca Cavina (Calibro 35) e Paolo Mongardi (Il Genio, Fuzz Orchestra, Ronin), stanno per rilasciare quello che sarà il loro secondo album. S’intitolerà “Opera” e al momento si può ascoltare uno dei brani contenuti, Sick and Destroy. Già al primo ascolto lascia presagire qualche innovazione nel suono, di quelle che non fanno affatto male…

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Intervista agli Zeus!

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I Calibro 35 incontrano Il Genio. Come? Ah, già, Luca Cavina incontra Paolo Mongardi. E così nasce, sotto Bar La Muerte, un progetto bello tosto, il cui nome già dice tutto: Zeus!. Ma non è pesantezza fine a se stessa quella che tirano fuori dal cilindro, è molto, molto di più. Sentiamo cosa hanno da dirci i due componenti…

Cosa vi ha spinto a dare il via al progetto Zeus!?

Salute a tutti. Il qualcosa che ha spinto Zeus! all’avvio è stato il senso del dovere e di riconoscenza verso le nostre famiglie e i sacrifici che hanno fatto per darci la possibilità di sentirci liberi nel corrotto mondo della Sezione Ritmica. Senza dimenticare l’occorrenza di condensare i quaranta milioni di gigabyte registrati sul vecchio pc, prima che tirasse le cuoia (pace all’anima sua), nei quaranta minuti che tutti i nostri vicini di casa aspettavano da dieci anni. Insomma, riff, loop, proto arrangiamenti non-sense, toast, pizzette, divertissement senza un fine apparentemente logico, hanno col tempo trovato il coraggio e il senso di esistere nel fantastico mondo delle sette note (distorte).

Si può dire che all’interno di tutto il lavoro prevalga la voglia di giocare, in un certo senso. Dall’incontro tra vari generi (metal, persino incursioni funk) agli “slang” presenti nei titoli (Suckertorte, Golden Metal Shower, Cowboia)…

Si tratta di un gioco scostumato e dissacrante ma trattato in modo molto ponderato. L’incontro dei generi non è lo scopo, ma una delle vie che Dio ci mette a disposizione per creare “qualcosa di completamente diverso” o “i Lighning Bolt all’italiana”, dipende… questo solo Piero Scaruffi può deciderlo.

Una voglia di giocare che è, tra l’altro, non molto lontana dalla varietà che contraddistingue la vostra indole. Specie considerando la differenza di stile che c’è tra Zeus!, Calibro 35 e Il Genio…

Sai a volte uno nelle situazione ci si trova, magari se le cerca senza saperlo e a un tratto, puff!, si trova a suonare con i Calibro 35 o Il Genio, o che so, gli Hellhammer… (nel nostro caso, non con gli Hellhammer).

E a proposito di Calibro 35, Luca non è il solo a prendere parte a questo disco, visto e considerato che ospite c’è in due tracce…

Effettivamente, dal momento che l’abbiamo anche scritto nei crediti, non è più un segreto che Enrico “Carpenter” Gabrielli con i suoi arnesi sia stato gradito ospite del disco. Senza dimenticare mai anche Valerio Canè (Mariposa, Zzolchestra) al theremin sotto la doccia, Andrea “Bruciatasti” Mosconi (dei Mourn in Silence) all’assolo… anzi allo slego di chitarra, anzi di Jackson e Giulio Ragno Favero (che non presenteremo per eccesso di fama) ai feedback cremisi di un certo tipo.

Sono ben sei case discografiche quelle che hanno prodotto il vostro album, tra le quali segnaliamo la Bar La Muerte. Non sono in tanti i lavori prodotti da un tale numero di labels…

Per dovere contrattuale segnalerò volentieri anche Shove, Off-set, Sangue Dischi, Smartz, Escape from Today e la neonata e neo aggiunta All’arrembaggio Dischi In Vinile. Siamo molto orgogliosi che tutte queste belle e durevoli realtà si siano interessate a Zeus! e soprattutto non se lo siano litigato, ma abbiano unito forze e sforzi per co-produrlo in un certo qual bel numero di copie. Tutta quest’allegra giambolica ha dato anche alla luce dei bellissimi vinili grossi e rosa!

Giusto perché stiamo parlando (anche) di metal, uno dei pezzi del vostro repertorio s’intitola Steve Sylvester Saves. Avete mai pensato a una futura collaborazione con tale artista? Ipotizziamo, chessò, un Death SS Vs Zeus!.

Cazzo… cioè caspita, magari! Se però, per qualche insensato caso non potesse, declineremo su un altro candidato pronto a salvarci perpetrando il concetto delle iniziali SS: Sylvester Stallone.

Che opinione avete di come si sta muovendo qui da noi la scena musicale? Ci sono dei progetti che seguite con un particolare interesse?

La scena italiana noi, purtroppo/per fortuna non la vogliamo vedere: vediamo invece un tot di belle singolari proposte musicali illuminate e ricche di personalità, che magari non creano una “scena”, ma che considerate nel loro insieme possono certamente dare all’Italia una certa profondità di un certo tipo. Tipo: IOSONOUNCANE? Ecco.

Avete mai pensato, per il futuro, di fare uno sbarco all’estero? Non si sa mai che poi facciate lo stesso botto che hanno fatto gli Zu…

Come detto più volte, lo scopo principe degli Zeus! è la conquista dell’Universo. Pianificando con ViaMichelin abbiamo optato per partire da quello “conosciuto”. Nella fattispecie da Imola (che comunque fa i suoi 68.000 abitanti) e una volta superato il confine dell’Emilia Romagna, nessuno potrà più fermarci, tant’è vero che a gennaio dovremmo metter il nasino in Francia per una quattrina di date.

Bene, siamo alla fine dell’intervista. Vi va di mandare un saluto alla redazione di Mag-Music?

Certo che ci va. Eccolo: Salute amici di Mag-Music! Un abbraccio posteriore da Imola e i suoi 332 ab./km quadrato!

Foto di Sebastiano “Ramingo” Bongi Toma

Gustavo Tagliaferri

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