F1 2017: Recensione

I bolidi della F1 di Codemaster quest’anno sfrecciano alla massima velocità, riusciranno a tagliare il traguardo?

  • Nome completo – F1 2017
  • Piattaforme – PS4
  • Producer – Codemaster
  • Developer – Codemaster
  • Distribuzione – Retail/Digitale
  • Data di uscita – 25 Agosto 2017
  • Genere – Simulazione
  • Versione testata – PS4

Dopo una release datata 2015 stanca, forse dovuta alla natura cross-gen dello sviluppo, e la scorsa edizione firmata 2016 con alcune idee molto interessanti ma ancora lungi dalla perfezione, raggiunge finalmente la sua forma più completa e soddisfacente con F1 2017.

Codemaster quest’anno torna sul suo simulatore di punta che questa volta punta a soddisfare tutti gli amanti dei bolidi monoposto, e anche coloro che vogliono cimentarsi in una simulazione sportiva a tutto tondo. F1 2017 è dotato di tutti gli strumenti giusti quest’anno, e siamo pronti a spulciarlo per voi con la nostra recensione.

Tra l’arcade e la simulazione

F1 2017 presenta una rosa di contenuti, e tutto uno strato esterno direttamente ereditato dal suo predecessore, ma li amplifica puntando sulla quantità e la qualità. Iniziamo parlando della nuova modalità Carriera, cuore centrale della produzione, che come scritto poco sopra rappresenta uno degli elementi più amplificati in assoluto di questa nuova interazione 2017 della serie. C’è una cura maniacale nella modalità carriera, che accompagna il giocatore in un viaggio nelle varie scuderie della FIA all’insegna della scoperta e la riscoperta di un vero e proprio mondo dietro quelle che sono all’apparenza solo delle competizioni automobilistiche. In F1 2017 abbiamo la possibilità di vivere la nostra storia da pilota, di costruirla attraverso la popolarità che genera anche delle succulenti rivalità.

La modalità carrierà è una grande esperienza al cui interno trovano posto tante piccoli novità introdotte da Codemasters, come lo sviluppo progressivo del nostro bolide spendendo un certo numero di punti ricerca ottenuti completando gare e gli obiettivi posti dalla scuderia di riferimento; e le inedite gare “Invitational” che ci permetteranno di guidare alcune monoposto leggendarie come la  “Ferrari F2002” o la “Williams FW14B“, tante per citarne alcune delle doci auto classiche presenti.

Ma dove la Carriera centra il suo bersaglio è nel feeling, quel senso di immedesimazione che fa sentire i giocatori dei veri piloti in gara. Questo senso di appagamento giunge proprio dall’estrema cura riposta dallo studio inglese per la realizzazioni dei vari weekend pre-gare, durante i quali sarà possibile impostare l’assetto della propria vettura, impostare numerosi parametri per bilanciarne le capacità, e di effettuare infine vari giri liberi per piazzarsi in una buona posizione di vantaggio durante la partenza della gara vera e propria. C’è un vero universo nei box, e Codemaster riescie a ricrearla con le giuste proporzioni.



A questa ricca modalità, si aggiungono tutte una serie di comprimarie già ereditate dal precedente episodio che consistono nel Gran Premio tradizionale, gli eventi singoli, e la classica competizione online. Da questo punto di vista campionario dei contenuti è estremamente ricco, e garantisce numerose ore di divertimento, a cui si aggiunge anche l’ottima capacità di Codemaster nell’offrire al giocatore ampie possibilità nella personalizzazione delle singole modalità.

L’attenzione prima di tutto

Per quanto riguarda il gameplay ci ritroviamo fra le mani un titolo che non è mutato tantissimo negli anni, e questo non è necessariamente un male. Ciò che però distingue F1 da qualsiasi altro simulatore automobilistico sono le numerose restrizioni con cui i piloti devono confrontarsi ogni volta che scendono in pista. Nell’ottica della simulazione quindi gli sviluppatori hanno cercato di introdurre un discreto numero di penalità che possono verificarsi nel momento in cui si taglierà una curva, si finirà fuori dai limiti consentiti della pista oppure si attuerà un comportamento estremamente aggressivo nei confronti degli avversari. Ovviamente numerose saranno le penalità accumulate in una gara, maggiori saranno anche i rischi di essere squalificati.

Altro elemento che distingue questo sport dalle altre competizioni è la sua natura estremente strategica, che si traduce in lunghi giri dove l’ottenimento dell’ambito podio si trasforma in una vera e propria sfida fatta di soste ai box per ricaricare il carburante, o magari di alternare le gomme in base al meteo. Capiterà infatti spesso e volentieri che una gara potrebbe iniziare nel peggiore dei modi, magari in una burrascosa pioggia improponibile per poi allggerirsi con il progredire della gara. Fortunatamente grazie al log attivo in gara sarà possibile comunicare alla scuderia le varie modifiche da apportare alla propria strategia.

Come se non bastasse, Codemaster mette a disposizione dei giocatori una vasta scelta di opzioni per impostare la difficoltà e gli aiuti di gara, dando così l’opportunità a TUTTI di provare per una volta l’ebrezza della Formula 1.

Ego Engine al suo massimo splendore?

Sul profilo squisitamente tecnico il gioco in pista è un discreto bel vedere, sfoderando tutte le migliori qualità dell’Ego Engine. Non parliamo di un engine grafico aggiornatissimo, anzi, diciamo che in altri lidi sarebbe stato già pensionato da tempo. Il risultato come dicevamo però risulta di assoluto impatto visivo, grazie alla gestione dinamica degli eventi climatici, e di conseguenza del sistema di illuminazione. Tuttavia il punto di forza viene dall’ottima gestione dei particellari, che rendono la pioggia incredibilmente realistica quando picchia sulla telecamera e la vettura.

Dove invece il gioco fatica tantissimo, evidenziando l’anzianità dell’Ego Engine, sono soprattutto le sequenze d’intermezzo che mostrano una resa dei personaggi piuttosto minimale e caratterizzata da animazioni altrettanto legnose.

Un grande lavoro è stato invece svolto anche sul campionamento dell’audio, che cerca di offire un suono dei motori il più fedele possibile alle auto reali. Diverso invece il discorso per la telecronaca italiana, ancora un po’ troppo artificiosa.

 

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